Mercurio ha un campo magnetico molto più debole di quello terrestre, ma riesce comunque a schermare una parte delle particelle energetiche del Sole. Durante un flyby ravvicinato, BepiColombo ha osservato però anche elettroni e protoni capaci di raggiungere le regioni vicine alla superficie, mostrando quanto sia complesso l’equilibrio tra protezione magnetica e precipitazione di particelle.
Il flyby a 165 km dalla superficie
Il 4 settembre 2024 la missione ESA/JAXA è passata a soli 165 km da Mercurio mentre il pianeta era investito da un flusso elevato di particelle solari energetiche. Lo strumento SIXS ha misurato come protoni ed elettroni cambiavano lungo la traiettoria.

Come funziona lo scudo magnetico
Mercurio possiede un campo magnetico pari a circa l’1% di quello terrestre. I ricercatori hanno collegato la scomparsa di parte dei protoni alla cosiddetta ombra magnetica del pianeta, mentre i cali di elettroni sono compatibili con una vasta loss cone magnetica.
Questo non significa che la superficie sia completamente protetta. Particelle abbastanza energetiche possono penetrare nella magnetosfera e precipitare sul suolo, contribuendo a modificare il regolite e la tenue esosfera.

Perché BepiColombo può chiarire il fenomeno
La missione è diretta verso l’inserimento orbitale attorno a Mercurio nel novembre 2026. Abbiamo già raccolto in un approfondimento le date e le fasi dell’arrivo di BepiColombo. Le osservazioni in orbita permetteranno di collegare con maggiore continuità magnetosfera, esosfera e superficie.
Il dato interessa anche la geologia del pianeta: Mercurio è un mondo ancora dinamico e abbiamo raccontato di recente che si è contratto più di quanto stimato in precedenza.
Un laboratorio per i pianeti vicini alle loro stelle
Gli autori sottolineano che il caso di Mercurio può aiutare a capire anche pianeti rocciosi molto vicini alla propria stella. Un campo magnetico debole può offrire una schermatura parziale, ma eventi energetici intensi possono comunque far precipitare particelle ad alta energia verso la superficie o l’atmosfera.
In sintesi: BepiColombo ha osservato direttamente sia la schermatura sia la precipitazione di particelle solari a Mercurio, offrendo un quadro più realistico di come funziona uno scudo magnetico debole vicino a una stella.
Fonte primaria: Planetary shielding and surface precipitation of solar energetic particles during BepiColombo’s close Mercury flyby, Nature Astronomy, 8 settembre 2026.