Terapia multimodale: la chiave per combattere i tumori infantili

Il neuroblastoma infantile purtroppo porta spesso con sé una prognosi nefasta: più della metà dei piccoli pazienti non sopravvive a 5 anni dalla diagnosi. Un team di scienziati ha però elaborato un nuovo approccio, chiamato terapia multimodale che sembrerebbe essere la chiave per combattere questa terribile malattia

La terapia multimodale è una cura che combina diversi approcci terapeutici che si sono dimostrati particolarmente efficaci per combattere i tumori infantili aggressivi. A dichiararlo è un team di ricerca del Children’s Cancer Institute che, al riguardo, ha pubblicato uno studio sulla rivista internazionale Clinical Cancer Research.

Terapia multimodale

Tumori infantili aggressivi e terapia multimodale: ecco come funziona

Alcuni tipi di tumore che si sviluppano in modo aggressivo, come il neuroblastoma, risultano particolarmente difficili da trattare. Nonostante ai piccoli pazienti vengano somministrate cure intensive per combattere questa terribile malattia, la maggior parte di essi purtroppo muore entro 5 anni dalla diagnosi, mette i sopravvissuti subiscono gravi conseguenze dalle terapie subite.

Terapia multimodale

Questa è una prognosi devastante. Siamo assolutamente determinati a trovare modi migliori per curare questa malattia e migliorare il tasso di sopravvivenza“, ha dichiarato la professoressa Michelle Haber AM, autrice senior dell’articolo e co-responsabile del tema Molecular Targets and Cancer Therapeutics presso il Children’s Cancer Institute, aggiungendo che che i bambini con diagnosi di neuroblastoma ad alto rischio hanno meno del 50-50 possibilità di sopravvivenza.

Una speranza arriva dalla terapia multimodale: essa si basa su due diversi tipi di terapie, entrambe risultate efficaci contro il neuroblastoma ad alto rischio. Il primo, CBL0137, è un composto chiamato curaxina, strutturalmente simile ai farmaci antimalarici. Il secondo è panobinostat, un nuovo tipo di composto noto come inibitore dell’istone deacetilasi. Nello studio portato avanti dagli scienziati del Children’s Cancer Institute, gli esperti hanno verificato se le due terapie potessero funzionare sinergicamente se usate insieme, potenziando ciascuna l’effetto antitumorale dell’altra.

La risposta a questo tentativo di è dimostrata incoraggiante:  i due composti hanno effettivamente funzionato bene insieme, inibendo efficacemente la crescita delle cellule tumorali in coltura, così come nei topi allevati per sviluppare il neuroblastoma umano ad alto rischio. Come bonus aggiuntivo, le terapie hanno anche agito congiuntamente per aumentare la risposta immunitaria del corpo al cancro, che è importante poiché l’immunoterapia nel neuroblastoma è attualmente impegnativa.

“Nei nostri esperimenti, abbiamo scoperto che la combinazione di CBL0137 e panobinostat ha prodotto una notevole soppressione della crescita e una risposta immunitaria specifica per il tumore”, ha affermato Haber. “Questo è molto incoraggiante, perché idealmente si desidera che un trattamento contro il cancro miri specificamente alle cellule tumorali e lasci le cellule sane illese, riducendo il problema degli effetti collaterali”.

Il dottor Lin Xiao, primo autore congiunto e responsabile della ricerca nel gruppo sperimentale di terapia presso l’Istituto, ha concluso: “Quando abbiamo usato questi due composti insieme in topi con neuroblastoma ad alto rischio, abbiamo visto una regressione del tumore completa e duratura, con effetti negativi minimi sui topi. I nostri risultati suggeriscono che questa combinazione potrebbe funzionare bene come un tipo di approccio immunoterapeutico per il trattamento del neuroblastoma ad alto rischio”.

Avevi già sentito parlare di terapia multimodale nella cura del neuroblastoma? Credi che sia importante utilizzare più risorse possibile per incoraggiare questo nuovo promettente approccio terapeutico? Dicci la tua nei commenti.

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Marisa

Spero con tutto il cuore che si finanzia di più su questi tumori infantili..i nostri bambini non possono essere lasciati al loro destino solo per mancanza di fondi

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