Vai al contenuto
iCrewPlay.com Un progetto editoriale indipendente
Continua con Scienza

Supernova del 1181: Gemini svela i nodi di Pa 30, cosa sono

Gemini North risolve i filamenti di Pa 30 in catene di nodi: cosa raccontano della rara supernova osservata nel 1181.

Supernova
Supernova
Tempo di lettura3 minuti
Commenta

Gemini North ha ottenuto la vista più dettagliata finora di Pa 30, il probabile resto della supernova osservata nel 1181: i suoi filamenti non sono strutture lisce, ma catene di piccoli nodi di materia espulsa. L’osservazione aiuta a ricostruire una delle esplosioni stellari storiche più insolite e rafforza il quadro di SN 1181 come rara supernova di tipo Iax, un’esplosione incompleta che può lasciare una stella superstite.

Illustrazione di una supernova e del materiale espulso

Che cos’è Pa 30 e cosa c’entra con la supernova del 1181

Nel 1181 astronomi in Cina e Giappone registrarono una nuova stella rimasta visibile per circa sei mesi. Secoli dopo, gli astronomi hanno collegato quell’evento a Pa 30, una nebulosa con una stella estremamente calda al centro e filamenti che si estendono radialmente come un fuoco d’artificio.

Pa 30 è stato individuato nel 2013 durante una ricerca di nebulose planetarie nei dati WISE. Le successive osservazioni hanno mostrato che età, posizione e proprietà del sistema sono compatibili con la sorgente della storica SN 1181.

Pubblicità

Cosa ha visto Gemini North nei filamenti

Le nuove immagini ottenute con il Gemini Multi-Object Spectrograph mostrano che i filamenti non sono strisce continue. A risoluzione maggiore appaiono come catene di nodi compatti, una struttura che può conservare informazioni su come la materia è stata espulsa e si è evoluta nei secoli successivi all’esplosione.

Il Center for Astrophysics | Harvard & Smithsonian descrive queste strutture come una cascata di nodi simili a perle. Anche la NASA ha scelto Pa 30 come Astronomy Picture of the Day del 7 ottobre 2026.

Perché SN 1181 sarebbe una supernova di tipo Iax

Le supernove di tipo Ia classiche sono associate alla distruzione termonucleare di una nana bianca. Le Iax sono più deboli e possono non distruggere completamente la stella. Pa 30 è particolarmente interessante perché al centro del resto si trova IRAS 00500+6713, una stella caldissima che produce un vento stellare molto veloce.

Il fatto che la stella superstite sia ancora quasi al centro del resto suggerisce inoltre che l’esplosione sia stata relativamente simmetrica. Pa 30 viene considerato l’unico resto noto nella Via Lattea associato a una supernova di tipo Iax.

Una stella sopravvissuta a un’esplosione incompleta

La presenza della stella centrale cambia il modo in cui si interpreta l’evento del 1181. Non sarebbe stata una detonazione capace di cancellare completamente la nana bianca, ma un’esplosione parziale. Studi precedenti hanno anche proposto che il forte vento oggi osservato possa essersi acceso secoli dopo la supernova.

Questa possibilità rende Pa 30 un laboratorio raro per capire cosa accade quando un’esplosione termonucleare non distrugge interamente la stella progenitrice.

Perché i nuovi nodi sono importanti

La geometria della materia espulsa conserva una sorta di memoria dell’esplosione. Distribuzione, dimensione e velocità dei nodi possono aiutare a verificare i modelli che cercano di spiegare le supernove Iax e la sopravvivenza della nana bianca.

Le osservazioni moderne permettono così di collegare documenti astronomici medievali a una struttura fisica ancora osservabile 845 anni dopo. È lo stesso principio che rende preziosi strumenti longevi come Hubble, ancora operativo nonostante i problemi ai giroscopi: immagini più profonde e dettagliate possono cambiare l’interpretazione di oggetti già conosciuti.

Cosa sappiamo e cosa resta da capire

L’associazione tra Pa 30 e SN 1181 è oggi molto solida, ma restano domande sulla dinamica esatta dell’esplosione, sulla formazione dei nodi e sull’evoluzione della stella centrale. Le nuove immagini non chiudono il caso: aggiungono dettagli che i modelli dovranno riuscire a riprodurre.

Pa 30 mostra anche quanto sia utile combinare osservazioni terrestri e spaziali. La ricerca astronomica moderna si basa proprio su questa cooperazione tra strumenti e istituzioni, un tema che abbiamo approfondito parlando di cooperazione scientifica e spaziale internazionale.

Il punto centrale è semplice: la “stella ospite” vista nel 1181 non è soltanto una nota nei documenti medievali. Il suo resto è ancora lì e Gemini sta mostrando, nodo dopo nodo, come quella rara esplosione ha lasciato una stella sopravvissuta e una struttura unica nella Via Lattea.

La tua opinione in un clic

Cosa ne pensi?

La sala è aperta

Entra nella conversazione

Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.

Traguardo della community0 / 5
Mancano 5 interventi al prossimo traguardo.

Aggiungi la tua voce

Partecipazione libera: inserisci i dati richiesti e pubblica senza registrarti.