La terza passeggiata spaziale di Sophie Adenot è iniziata oggi, 1 settembre 2026, alle 14:40 circa ora italiana. L’astronauta dell’ESA è uscita dalla Stazione Spaziale Internazionale insieme a Jessica Meir della NASA per la missione U.S. Spacewalk 99, o EVA-99, dedicata a navigazione, manutenzione e scienza.
Non è una semplice attività di controllo esterno della ISS. Durante questa EVA le due astronaute devono intervenire su un sistema usato per il rendezvous e il docking delle navette, migliorare alcuni collegamenti per la trasmissione dei dati, preparare uno degli strumenti scientifici più importanti della Stazione a futuri lavori e sostituire una videocamera ad alta definizione.
La NASA ha confermato l’inizio della spacewalk alle 8:40 EDT, corrispondenti alle 14:40 in Italia. La durata prevista è di circa sei ore e mezza.
Cosa stanno facendo Sophie Adenot e Jessica Meir fuori dalla ISS
La prima attività prevista riguarda un retroreflector installato sul modulo Harmony della Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta di un componente utilizzato come riferimento durante le delicate fasi in cui un veicolo spaziale si avvicina alla ISS.
In pratica, il retroriflettore aiuta i sistemi di navigazione dei veicoli a determinare con precisione posizione e distanza rispetto alla Stazione durante rendezvous e docking. La sostituzione serve quindi a mantenere affidabile una parte dell’infrastruttura che permette a capsule e veicoli cargo di raggiungere l’avamposto orbitale.
Dopo questo intervento, Adenot e Meir devono installare alcuni jumper cable destinati ai sistemi di trasmissione dati, preparare il radiatore dell’Alpha Magnetic Spectrometer per una futura manutenzione e sostituire una videocamera HD montata sulla struttura esterna della ISS.
Perché l’Alpha Magnetic Spectrometer è importante
Una delle attività più interessanti riguarda l’Alpha Magnetic Spectrometer, o AMS, un grande rivelatore di particelle installato all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale.
AMS studia i raggi cosmici ad altissima energia e cerca segnali che possano aiutare a comprendere meglio antimateria e materia oscura. È lo stesso campo di ricerca in cui si inseriscono studi sulle quantità inattese di antimateria osservate nei raggi cosmici.
Durante EVA-99 non verrà effettuato un grande aggiornamento scientifico dello strumento. L’obiettivo è invece preparare il suo radiatore a una futura manutenzione, creando le condizioni necessarie perché altri interventi possano essere eseguiti in sicurezza.
Per Sophie Adenot è già la terza passeggiata spaziale
EVA-99 è la terza spacewalk di Sophie Adenot. Le due precedenti si sono svolte il 18 e il 25 agosto 2026 e hanno riguardato, tra le altre attività, il lavoro su un’antenna della Stazione Spaziale Internazionale.
È un dato particolarmente significativo considerando che Adenot appartiene alla nuova generazione di astronauti europei. Il suo nome era già comparso nella selezione ESA degli astronauti annunciata nel 2022, da cui è iniziato il percorso che l’ha portata fino alla missione sulla ISS.
Secondo i dati ESA, Adenot è la quinta astronauta francese a effettuare una passeggiata spaziale. EVA-99 rappresenta inoltre la quattordicesima spacewalk compiuta complessivamente da un astronauta francese e la trentatreesima da un astronauta europeo.
Jessica Meir raggiunge la settima EVA
Per Jessica Meir si tratta invece della settima passeggiata spaziale. Con EVA-99 sale al terzo posto tra le donne NASA per numero complessivo di spacewalk, dietro Peggy Whitson, con dieci, e Suni Williams, con nove.
Meir ha già una lunga esperienza nelle attività extraveicolari. Durante questa missione opera come secondo membro della squadra EVA, con una tuta senza strisce, mentre Adenot indossa la tuta con le caratteristiche strisce rosse che identificano il primo membro dell’equipaggio extraveicolare.
Come vengono riconosciute durante la passeggiata spaziale
Le tute utilizzate nelle EVA americane sono molto simili tra loro, quindi le strisce colorate servono anche a distinguere rapidamente i membri dell’equipaggio nelle immagini delle telecamere esterne.
Adenot è EV1 e indossa la tuta con strisce rosse. Meir è EV2 e utilizza la tuta completamente bianca. Si tratta delle attuali Extravehicular Mobility Unit, sistemi sviluppati per permettere agli astronauti di lavorare per ore nel vuoto mantenendo pressione, ossigeno, raffreddamento e comunicazioni.
Queste tute sono molto diverse dai nuovi sistemi destinati alle future missioni lunari. Su Tech iCrewPlay abbiamo già approfondito anche le nuove tute spaziali sviluppate da Axiom Space per Luna e ISS, che rappresentano una delle evoluzioni più importanti dell’equipaggiamento extraveicolare.
Perché sostituire un retroriflettore è importante per il docking
Il docking con la Stazione Spaziale Internazionale è un’operazione automatizzata ma estremamente delicata. Le navette devono conoscere in ogni momento posizione, velocità e orientamento rispetto alla ISS.
Il retroriflettore non guida da solo una capsula, ma fornisce un riferimento preciso ai sensori dei veicoli durante l’avvicinamento. È il tipo di componente che difficilmente attira attenzione finché funziona correttamente, ma che diventa fondamentale quando si considera il numero di missioni cargo e con equipaggio che raggiungono la Stazione ogni anno.
EVA-99 è la 284ª spacewalk dedicata alla ISS
NASA indica EVA-99 come la 284ª passeggiata spaziale dedicata all’assemblaggio, alla manutenzione e agli aggiornamenti della Stazione Spaziale Internazionale dal 1998.
La cifra mostra quanto lavoro esterno sia stato necessario per costruire e mantenere operativa una struttura che orbita a circa 400 chilometri sopra la Terra. Pannelli solari, antenne, strumenti scientifici, sistemi di raffreddamento e telecamere possono richiedere interventi che non sempre sono eseguibili tramite i bracci robotici della Stazione.
Quanto dura una passeggiata spaziale
La durata programmata di EVA-99 è di circa sei ore e mezza. Non è però un tempo fisso: una spacewalk può terminare prima se le attività vengono completate rapidamente oppure essere modificata se emerge un problema tecnico.
Ogni minuto fuori dalla ISS è pianificato in anticipo. Gli astronauti devono muoversi seguendo percorsi precisi, rimanere sempre assicurati alla struttura e utilizzare strumenti progettati per non disperdersi nello spazio.
All’interno della Stazione, altri membri dell’equipaggio e i controllori a Terra seguono costantemente la procedura. Durante EVA-99 il braccio robotico Canadarm2 viene utilizzato per supportare parte delle operazioni e facilitare l’accesso alle zone di lavoro.
Cosa rende interessante la terza EVA di Sophie Adenot
Il valore della missione non sta in un singolo intervento spettacolare. EVA-99 mostra piuttosto come una Stazione Spaziale che opera da oltre venticinque anni richieda una manutenzione continua e molto specializzata.
Il lavoro di Adenot e Meir collega tre aspetti diversi: sicurezza delle navette durante l’avvicinamento, continuità delle comunicazioni e ricerca scientifica sui raggi cosmici. Tutti elementi invisibili dalla Terra, ma essenziali per mantenere la ISS operativa.
Per Sophie Adenot, inoltre, la terza passeggiata spaziale in poche settimane segna un passaggio importante della missione εpsilon e consolida il ruolo della nuova generazione di astronauti europei nelle attività più complesse fuori dalla Stazione.