Una chiazza rossa che continua ad allargarsi può essere il primo segnale della malattia di Lyme. La zecca, però, potrebbe essersi già staccata senza essere mai stata notata.
Una piccola macchia sulla pelle, un po’ di stanchezza e qualche dolore muscolare possono sembrare disturbi passeggeri. Eppure, soprattutto dopo una passeggiata tra erba alta, boschi o sentieri di campagna, meritano maggiore attenzione.
Il motivo è semplice: non sempre ci si accorge di essere stati punti da una zecca. Il parassita può essere molto piccolo, attaccarsi in zone difficili da controllare e staccarsi prima di essere individuato. In alcuni casi, quindi, il primo indizio non è la zecca sulla pelle, ma un sintomo comparso giorni dopo.
Il sintomo da non ignorare: una macchia rossa che si allarga

Il segnale più caratteristico della malattia di Lyme è l’eritema migrante, una chiazza rossastra che compare generalmente nel punto in cui la zecca ha morso e tende ad aumentare progressivamente di dimensioni.
Non deve necessariamente avere il classico aspetto “a bersaglio” mostrato spesso nelle immagini online. Può presentarsi anche come una zona uniformemente rossa, ovale o irregolare, più chiara al centro oppure priva di qualsiasi anello evidente. La caratteristica più importante non è quindi la forma perfetta, ma il fatto che la macchia si espanda lentamente nel corso dei giorni.
L’eritema può comparire da 3 a 30 giorni dopo la puntura, spesso intorno alla prima settimana. Secondo l’ECDC interessa circa il 60-80% delle persone infettate: ciò significa che una parte dei pazienti può sviluppare altri sintomi senza mostrare una chiazza chiaramente riconoscibile.
Una macchia che continua ad allargarsi, quindi, dovrebbe essere valutata dal medico anche quando:
- non si ricorda alcuna puntura;
- non è stata trovata una zecca;
- la chiazza non ha la forma di un bersaglio;
- non provoca dolore o prurito;
- sono già trascorsi diversi giorni dall’escursione.
Perché la zecca può passare inosservata

Le zecche non saltano e non volano: generalmente attendono sulla vegetazione e si aggrappano quando una persona o un animale passa nelle vicinanze. Una volta raggiunta la pelle, cercano un punto adatto per nutrirsi.
Le forme più giovani possono essere molto piccole e difficili da distinguere da un neo, una crosticina o un granello di sporco. Inoltre, la puntura spesso non provoca un dolore immediato abbastanza intenso da attirare l’attenzione.
Le zone da controllare con maggiore cura sono:
dietro le ginocchia, inguine, ascelle, ombelico, cintura, schiena, collo, cuoio capelluto e area dietro le orecchie.
Nei bambini è particolarmente importante esaminare la testa e l’attaccatura dei capelli. Anche un controllo accurato, tuttavia, non garantisce di trovare il parassita: potrebbe essersi già staccato.
Gli altri sintomi che possono comparire

La chiazza cutanea non è l’unico possibile segnale. Nei giorni o nelle settimane successive a una puntura possono comparire disturbi simili a quelli di un’influenza:
febbre, brividi, mal di testa, stanchezza insolita, dolori muscolari o articolari e linfonodi ingrossati.
Questi sintomi sono comuni a molte condizioni e, presi singolarmente, non dimostrano che sia avvenuta un’infezione trasmessa da zecca. Diventano però più significativi quando compaiono dopo una permanenza in aree verdi o insieme a una macchia che si espande.
La malattia di Lyme non trattata può, in alcuni casi, coinvolgere successivamente articolazioni, sistema nervoso e cuore. Tra i segnali descritti figurano forti mal di testa, rigidità del collo, paralisi di un lato del volto, dolore o gonfiore articolare, palpitazioni, vertigini e disturbi neurologici.
Queste manifestazioni non devono essere attese per chiedere assistenza: la valutazione precoce è importante proprio per evitare l’evoluzione dell’infezione.
Non confondere l’eritema con il normale rossore della puntura

Subito dopo la rimozione di una zecca può rimanere una piccola zona rossa e leggermente irritata. Questa reazione locale non indica automaticamente la malattia di Lyme e tende normalmente a ridursi.
L’eritema migrante, invece:
- compare spesso dopo alcuni giorni;
- aumenta progressivamente di diametro;
- può superare diversi centimetri;
- generalmente non è molto doloroso;
- può essere caldo al tatto, ma spesso provoca poco prurito.
Un metodo pratico consiste nel fotografare la macchia accanto a un righello e ripetere la foto nelle ore o nei giorni successivi. In questo modo è più semplice capire se si sta realmente espandendo e mostrare al medico la sua evoluzione.
Cosa fare quando si trova una zecca

La zecca deve essere rimossa il prima possibile utilizzando una pinzetta a punta fine. Va afferrata vicino alla superficie della pelle e tirata verso l’alto con un movimento continuo, senza schiacciarla o torcerla bruscamente.
Non è consigliabile ricoprirla con olio, alcol, creme, benzina o altre sostanze nel tentativo di farla staccare. Dopo la rimozione, occorre pulire la zona e lavare accuratamente le mani.
È utile annotare la data della puntura e osservare la pelle nelle settimane successive. La presenza di una zecca non significa automaticamente che sia stata trasmessa una malattia, ma permette di ricostruire più facilmente l’esposizione qualora dovessero comparire sintomi.
Quando bisogna contattare il medico
È opportuno rivolgersi al medico quando compare una chiazza che si allarga, anche se la zecca non è mai stata vista. La valutazione è indicata anche in presenza di febbre, forte stanchezza, dolori diffusi, mal di testa o linfonodi ingrossati dopo una possibile esposizione.
Serve invece assistenza tempestiva in caso di:
rigidità del collo, paralisi facciale, difficoltà respiratoria, palpitazioni, svenimento, confusione, forte debolezza o gonfiore importante di un’articolazione.
Non bisogna iniziare antibiotici autonomamente o utilizzare medicinali avanzati da precedenti terapie. Anche gli esami del sangue devono essere interpretati dal medico: nelle prime settimane dell’infezione gli anticorpi possono non essere ancora rilevabili e un test precoce può risultare negativo.
La zecca non si vede sempre, ma il corpo può lasciare un indizio

Il punto centrale è proprio questo: non trovare una zecca non esclude di essere stati punti. Il parassita può essere rimasto nascosto, essere caduto durante la doccia o essersi staccato spontaneamente.
Dopo giornate trascorse in mezzo alla vegetazione è quindi utile controllare attentamente il corpo, gli indumenti e anche gli animali domestici. Nei giorni successivi, una macchia rossa che cresce non dovrebbe essere archiviata come una semplice irritazione.
Non tutte le punture trasmettono infezioni e non ogni rossore è malattia di Lyme. Ma quando la chiazza continua ad allargarsi, ignorarla in attesa che scompaia non è una buona strategia: una fotografia e una valutazione medica possono fare la differenza.