Gli Shokz OpenDots 2 aggiornano la formula degli auricolari open ear: niente gommini nel canale uditivo, driver orientati verso l’orecchio e struttura a clip. La novità conta perché prova a risolvere un limite concreto degli earbuds tradizionali: ascoltare musica e chiamate senza isolarti del tutto dall’ambiente.
Cosa cambiano Shokz OpenDots 2 rispetto agli earbuds classici
Shokz OpenDots 2 non chiudono il condotto uditivo: si agganciano dietro l’orecchio e proiettano il suono verso il canale. Questo aiuta chi vuole più consapevolezza in strada, in ufficio o durante gli spostamenti, ma riduce l’isolamento passivo e non sostituisce una vera cancellazione del rumore.
Il design resta vicino a quello degli OpenDots One lanciati nel maggio 2025, ma Shokz ha rivisto il comparto audio. La pagina ufficiale sul lancio degli OpenDots 2 cita Bassphere 2.0, doppi driver da 11,8 mm e supporto a Dolby Audio.
Il confronto più naturale è con altri auricolari che lasciano libero l’orecchio, come i Bose Sport Open Earbuds. La differenza è che Shokz punta su un prodotto più recente, con funzioni software più moderne e una gestione più curata delle chiamate.
OpenDots 2 e OpenDots Air: prezzi, batteria e funzioni

La gamma si divide in due modelli. Gli OpenDots Air sono l’opzione più economica, a 129,95 dollari, con peso di 6,3 grammi per auricolare e fino a 9 ore di riproduzione. Con la custodia arrivano fino a 36 ore, senza ANC ma con riduzione del rumore nelle chiamate tramite algoritmi AI.
Gli OpenDots 2 salgono a 199,95 dollari, pesano 6,4 grammi per auricolare e promettono 10 ore di ascolto, fino a 40 ore con la custodia. In più aggiungono ricarica wireless Qi, Dolby Audio e un microfono a conduzione ossea pensato per isolare meglio la voce dai rumori esterni.
- OpenDots Air: modello entry level, 9 ore di autonomia, 36 ore con custodia
- OpenDots 2: modello premium, 10 ore di autonomia, 40 ore con custodia
- Entrambi: Bluetooth 6.1, connessione a due dispositivi e rilevamento dinamico dell’orecchio
Per chi hanno senso gli auricolari open ear di Shokz
Gli auricolari open ear funzionano bene se vuoi sentire notifiche, traffico o colleghi senza togliere gli earbuds. Sono meno adatti se cerchi silenzio in treno o in aereo. La scelta, quindi, non è solo qualità audio: è equilibrio tra comfort, sicurezza e isolamento.
C’è anche il tema tracciamento. OpenDots 2 supportano Google Find Hub, utile per vedere l’ultima posizione nota degli accessori compatibili. È un dettaglio pratico, soprattutto per dispositivi piccoli che spariscono facilmente in borsa, auto o ufficio.
La direzione è chiara: gli accessori audio stanno diventando più integrati con smartphone, app e servizi di localizzazione, come accade anche nell’ecosistema Wear OS raccontato con Android Auto e Google Maps sugli smartwatch. Se il design a clip convincerà davvero, il prossimo confronto non sarà solo sul suono, ma su quanto questi auricolari riescano a restare comodi e utili tutto il giorno.