In Egitto si può tenere una scimmia in casa? Il caso di Rita De Crescenzo ha portato questa domanda su Google, ma dai video social non si può ricavare una risposta valida per qualunque primate. Contano la specie, la provenienza dell’animale, le regole locali sul possesso e sul commercio e, per le specie protette, la documentazione prevista dalla CITES.
De Crescenzo ha mostrato una piccola scimmia durante un viaggio in Egitto e ha raccontato di averla acquistata. Per ricostruire il caso correttamente bisogna distinguere le dichiarazioni pubbliche, i fatti verificati e gli elementi che non risultano documentati pubblicamente.
La questione generale sulla legalità della detenzione dei primati in Italia è trattata nel nostro approfondimento dedicato: si può tenere una scimmia in casa in Italia?. Qui ci concentriamo sul caso specifico e sulle regole che entrano in gioco quando un animale viene acquistato all’estero.
In Egitto si può tenere una scimmia in casa?
Non basta sapere che l’animale è stato comprato in Egitto per stabilire che il possesso fosse regolare. Senza conoscere specie, provenienza e documenti non è corretto dare una risposta assoluta sul singolo esemplare. La normativa sulla fauna selvatica e il commercio di specie protette può cambiare in base all’animale coinvolto e alle autorizzazioni disponibili.
Un caso recente mostra che anche in Egitto esistono controlli e sequestri legati alla fauna protetta. Il 4 maggio 2026 le autorità egiziane hanno sequestrato all’aeroporto del Cairo tre cuccioli di scimpanzé sedati e altri animali, applicando le norme sul possesso e sul commercio di specie minacciate e gli obblighi della CITES. Questo episodio non dimostra che ogni primate sia vietato in ogni circostanza, ma conferma che acquisto, possesso e trasporto non possono essere valutati senza identificare specie e documentazione.
Aggiornamento: il 13 agosto è stato presentato un esposto
Il fatto nuovo più rilevante sul piano formale è arrivato il 13 agosto 2026. Il deputato Francesco Emilio Borrelli ha presentato un esposto con richiesta di accertamenti alla Procura di Napoli, al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, al comando Carabinieri per la Tutela della Biodiversità e dei Parchi, Servizio CITES, e all’Ambasciata d’Italia al Cairo.
La notizia dell’esposto è stata riportata da ANSA. La stessa ricostruzione sottolinea che, sulla sola base dei contenuti social, non è possibile stabilire specie, provenienza, condizioni della cessione o presenza della documentazione richiesta. Un esposto è una richiesta di verifica e non equivale a una condanna o a un accertamento definitivo di responsabilità.

Il 16 agosto ha dichiarato che la scimmia è rimasta in Egitto
Il 16 agosto 2026 è emerso un aggiornamento utile per separare il tema dell’acquisto da quello dell’eventuale importazione. De Crescenzo ha dichiarato in un nuovo video di essere rientrata a Napoli senza il primate e che la scimmia sarebbe rimasta in Egitto.
Questa è una dichiarazione della creator riportata dalla stampa, non una verifica indipendente sulla posizione dell’animale. È però un elemento rilevante: allo stato delle informazioni pubbliche consultate non risulta documentato un ingresso della scimmia in Italia.
| Punto | Stato al 7 settembre 2026 |
|---|---|
| Video con la piccola scimmia | Pubblicati sui social |
| Acquisto in Egitto | Dichiarato dalla creator in alcuni contenuti |
| Specie identificata ufficialmente | Non risulta un’identificazione pubblica ufficiale |
| Documentazione di acquisto o CITES mostrata pubblicamente | Non risulta pubblicata |
| Esposto alle autorità | Sì, presentato il 13 agosto 2026 |
| Posizione dell’animale | Secondo De Crescenzo, è rimasto in Egitto; non risulta una verifica indipendente pubblica |
| Ingresso dell’animale in Italia | Non risulta documentato pubblicamente |
| Accertamento conclusivo o provvedimento definitivo | Non risulta nelle fonti pubbliche consultate |
Cosa ha mostrato Rita De Crescenzo
Nei video diffusi sui social la creator compare con una piccola scimmia tra le braccia e ha raccontato di averla acquistata durante un viaggio in Egitto. Le immagini sono diventate virali e hanno attirato critiche, richieste di chiarimenti e timori per un possibile effetto emulazione.

Sappiamo con certezza quale specie sia?
Non risulta resa pubblica un’identificazione ufficiale dell’esemplare. Alcune ricostruzioni giornalistiche lo hanno descritto come un cercopiteco, ma senza documentazione ufficiale è prudente non attribuire una specie precisa soltanto osservando i video.
La specie esatta sarebbe importante per verificare provenienza, eventuale classificazione CITES e documenti necessari.
Essere stata comprata legalmente in Egitto basta?
No. Anche se l’acquisto fosse regolare secondo le norme applicabili nel Paese d’origine, questo non dimostrerebbe automaticamente che l’animale possa essere esportato, importato nell’Unione europea o detenuto da un privato in Italia.
Acquisto, esportazione, importazione e detenzione sono passaggi distinti. Per il quadro completo e aggiornato sulla legge italiana rimandiamo al pillar dedicato alla detenzione delle scimmie in Italia.
Cosa è stato verificato e cosa resta da chiarire
Per stabilire la situazione concreta restano importanti la specie esatta dell’animale, la provenienza, i documenti di acquisto, eventuali certificazioni CITES e gli esiti degli accertamenti richiesti. La dichiarazione sul fatto che il primate sia rimasto in Egitto chiarisce la posizione sostenuta dalla creator, ma non sostituisce eventuali verifiche delle autorità.
Finché questi elementi non sono disponibili pubblicamente, è scorretto trasformare la polemica social o la presentazione dell’esposto in una conclusione giuridica definitiva sul singolo caso.
Perché il caso ha provocato tante reazioni
La vicenda non riguarda soltanto i documenti. Mostrare un primate come animale da compagnia può far sembrare semplice una scelta che coinvolge norme severe, benessere animale, sicurezza e possibili rischi sanitari.
Proprio per questo il caso ha riacceso una domanda più ampia: una scimmia può essere trattata come un normale animale domestico? In Italia, per un privato, la risposta generale è no.
Il punto da tenere distinto
La pagina dedicata a Rita De Crescenzo va letta come cronaca e ricostruzione del caso specifico. La risposta normativa generale è raccolta e aggiornata separatamente nel nostro approfondimento su legge, CITES e divieti per i primati in Italia.