Retatrutide ha prodotto una riduzione media del peso fino al 25,0% a 80 settimane nell’analisi treatment-regimen del trial di fase 3 TRIUMPH-1, contro il 3,9% con placebo. Lo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine il 29 settembre 2026, riguarda adulti con obesità senza diabete. Il risultato non significa che il farmaco sia adatto a tutti né che la pubblicazione equivalga a un’autorizzazione all’uso clinico.
Retatrutide è un agonista di tre recettori metabolici: GIP, GLP-1 e glucagone. Nel trial è stato somministrato una volta a settimana per via sottocutanea a 2.339 partecipanti per 80 settimane, confrontando dosi di 4, 9 e 12 mg con placebo.

Cosa ha mostrato TRIUMPH-1
Nell’analisi treatment-regimen, che considera l’effetto medio indipendentemente dalla completa aderenza al trattamento, la riduzione del peso a 80 settimane è stata del 17,6% con 4 mg, del 23,7% con 9 mg e del 25,0% con 12 mg, contro il 3,9% con placebo. Un’analisi di efficacia che assume la prosecuzione del trattamento assegnato restituisce valori più alti, ma risponde a una domanda statistica diversa.
Perché è diverso dagli altri farmaci incretinici
I farmaci GLP-1 hanno già cambiato il trattamento dell’obesità, ma retatrutide aggiunge attività sui recettori GIP e del glucagone. Sul sito abbiamo già approfondito semaglutide ad alte dosi nell’obesità e il GLP-1 orale safiglipron. Retatrutide appartiene a un filone distinto perché combina tre vie ormonali nello stesso farmaco sperimentale.

Quali effetti indesiderati sono emersi
Gli eventi avversi più comuni sono stati gastrointestinali, un profilo già noto per terapie che agiscono sull’asse incretinico. Questo rende la tollerabilità un elemento da valutare insieme all’efficacia: la percentuale media di perdita di peso non descrive da sola benefici, effetti indesiderati e continuità del trattamento per il singolo paziente.
Il trial è stato finanziato da Eli Lilly, sviluppatore di retatrutide. Il finanziamento non annulla il valore di uno studio randomizzato e controllato, ma è un’informazione da leggere insieme al disegno sperimentale e ai dati completi pubblicati.
Cosa possiamo concludere oggi
La fase 3 rafforza in modo importante l’evidenza clinica su retatrutide. Non dimostra però quale sia il trattamento migliore per una persona specifica e non sostituisce la valutazione delle autorità regolatorie. Restano centrali la sicurezza a lungo termine, il mantenimento del peso nel tempo e il confronto con le opzioni già disponibili.
Fonte primaria: Retatrutide, a Triple Hormone Receptor Agonist, for Treatment of Obesity, New England Journal of Medicine, 29 settembre 2026.