Un nuovo studio su 28.279 persone ha identificato un asse BACH2–NRF2 che può aumentare l’emoglobina fetale (HbF), una forma di emoglobina capace di attenuare gli effetti di malattie come anemia falciforme e beta-talassemia. Il risultato non equivale a una nuova terapia già disponibile: indica però un meccanismo distinto da BCL11A che potrebbe diventare un bersaglio per future strategie di editing o farmacologiche.
Il lavoro, pubblicato su Nature il 30 settembre 2026, parte da una domanda molto concreta: perché alcune persone adulte mantengono livelli più alti di HbF e quali interruttori genetici controllano questo fenomeno?

Cosa hanno trovato i ricercatori
Gli autori hanno condotto uno studio di associazione genomica multi-ancestry sui livelli di HbF in 28.279 individui. Sono emerse 91 associazioni indipendenti distribuite in 12 regioni genomiche. Tra queste, la variante rs1010474-C è risultata collegata a una minore espressione di BACH2 e a livelli più alti di emoglobina fetale.
Il dato genetico è stato poi seguito da esperimenti funzionali su cellule progenitrici ematopoietiche umane. Riducendo BACH2 con diverse strategie, i ricercatori hanno osservato un aumento della produzione di HbF. Il passaggio importante è che l’effetto non resta quindi una semplice correlazione statistica: il lavoro identifica anche un meccanismo biologico coerente.
Perché entra in gioco NRF2
BACH2 sembra agire come un freno sui geni della gamma-globina, HBG1 e HBG2. Quando la sua attività diminuisce, NRF2 riesce a occupare più facilmente specifiche regioni regolatorie del locus della beta-globina e a favorire la trascrizione della gamma-globina, componente essenziale dell’HbF.
In altre parole, BACH2 e NRF2 competono in uno stesso nodo regolatorio: il primo limita l’attivazione, mentre il secondo la favorisce. Gli esperimenti mostrano inoltre che aumentare NRF2 fa salire HbF, mentre ridurne l’attività produce l’effetto opposto.

Cosa cambia per anemia falciforme e beta-talassemia
Nell’anemia falciforme e nella beta-talassemia, mantenere o riattivare l’emoglobina fetale può compensare almeno in parte i problemi legati alla beta-globina adulta. È una strategia già al centro di importanti progressi terapeutici. Su iCrewPlay Tech abbiamo seguito sia le terapie geniche per l’anemia falciforme sia i primi passi dell’editing genetico applicato alle malattie del sangue.
La novità di BACH2–NRF2 è che il meccanismo appare indipendente da BCL11A, uno dei principali repressori di HbF già sfruttati da approcci terapeutici. Negli esperimenti, intervenire contemporaneamente su BACH2 e BCL11A ha mostrato effetti additivi, suggerendo che le due vie possano essere complementari.
È già una cura?
No. Lo studio identifica un bersaglio biologico e dimostra il meccanismo in cellule umane, ma non è un trial clinico su un farmaco anti-BACH2 né dimostra sicurezza ed efficacia di una nuova terapia nei pazienti. Qualunque strategia futura dovrà inoltre evitare effetti indesiderati su altre funzioni di BACH2, un fattore di trascrizione coinvolto anche nella regolazione immunitaria.
Il valore immediato del risultato è quindi soprattutto meccanicistico: amplia la mappa degli interruttori che controllano l’emoglobina fetale e offre un secondo asse regolatorio da studiare accanto ai bersagli già noti.
Fonte primaria: Human genetics implicates a BACH2–NRF2 axis in fetal haemoglobin activation, Nature, 30 settembre 2026.