Rassvet, la costellazione satellitare russa pensata per offrire internet in orbita bassa, ha già perso uno dei suoi primi satelliti operativi. Object 4, identificato come NORAD 68363, sarebbe rientrato nell’atmosfera intorno al 6 giugno dopo il lancio del 23 marzo da Plesetsk.
La notizia conta perché Rassvet viene spesso presentato come risposta russa a Starlink, ma una costellazione broadband non si giudica da un singolo lancio. Conta la capacità di produrre molti satelliti, portarli all’orbita corretta, mantenerli attivi e sostituirli quando falliscono.
Rassvet ha perso Object 4: cosa è successo al satellite

Object 4 faceva parte del primo lotto operativo da 16 satelliti Rassvet-3. Dopo il rilascio in un’orbita iniziale di circa 288 x 324 chilometri, il satellite non avrebbe eseguito manovre di innalzamento orbitale. Senza propulsione o controllo da terra, a quella quota il rientro diventa solo questione di tempo.
Il tracciamento pubblicato da RussianSpaceWeb sulla missione Rassvet-3 indica che gli altri satelliti del gruppo hanno mostrato comportamenti diversi: alcuni hanno iniziato a salire, altri hanno mantenuto quota. Object 4, invece, è rimasto sulla traiettoria di decadimento naturale.
La pagina dell’Aerospace Corporation per RASSVET-3 4 associa l’oggetto al lancio del 23 marzo 2026 dal cosmodromo di Plesetsk. Il dato tecnico più importante è l’inclinazione orbitale di 82,3 gradi, tipica di un’orbita quasi polare utile per coperture ad ampia latitudine.
Perché un satellite a 300 chilometri può cadere in poche settimane
Un satellite in orbita bassa non resta stabile per sempre. Intorno ai 300 chilometri esiste ancora una tenue atmosfera, sufficiente a frenare gradualmente il veicolo. Se il satellite non alza l’orbita con i propri propulsori, perde quota e finisce per rientrare.
Questo meccanismo non è per forza negativo. Le costellazioni moderne spesso rilasciano satelliti inizialmente bassi proprio per evitare che un’unità guasta resti per anni come detrito spaziale. Anche Starlink usa logiche simili: chi funziona sale, chi fallisce rientra più rapidamente.
Il problema per Rassvet è industriale, non solo orbitale. La Russia punta a costruire una rete con centinaia di satelliti, ma oggi il sistema è ancora nella fase più delicata: dimostrare continuità nei lanci, controllo dei veicoli e affidabilità. Il tema si inserisce in un quadro tecnologico più ampio, già segnato da sanzioni tecnologiche alla Russia e da pressioni sulle filiere avanzate.
Rassvet contro Starlink: la sfida non è solo tecnica
Bureau 1440 avrebbe obiettivi ambiziosi: circa 250 satelliti entro il 2027 e una rete molto più grande entro il 2035. Dopo la perdita di Object 4, però, restano 15 unità del primo lotto e molte domande sulla velocità reale del programma.
Per competere con Starlink non basta mettere satelliti in orbita. Servono terminali accessibili, copertura stabile, capacità di lancio ricorrente, gestione del traffico e resilienza alle anomalie. È lo stesso nodo che riguarda molte tecnologie strategiche russe, dall’AI alle infrastrutture digitali, come mostrano anche le sanzioni USA contro Iran e Russia per uso improprio dell’IA.
Il rientro di Object 4 non affonda Rassvet da solo, ma mostra quanto sia fragile la fase iniziale di una costellazione. La domanda ora è se il prossimo lancio dimostrerà un sistema in crescita o confermerà che raggiungere Starlink richiede molto più di una buona tabella di marcia.