Pulsar è la costellazione satellitare privata con cui Xona Space Systems vuole rendere più resistente la navigazione satellitare nelle aree dove GPS e GNSS vengono disturbati o falsificati. Il punto non riguarda solo mappe e smartphone: senza segnali affidabili, possono andare in crisi aerei, navi, droni, reti elettriche e sistemi finanziari.
La notizia pesa perché il disturbo dei segnali satellitari non è più un problema raro o confinato ai laboratori militari. Guerre, tensioni regionali e tecniche di jamming e spoofing hanno mostrato quanto sia fragile una tecnologia che usiamo ogni giorno senza pensarci.
Pulsar: come funziona la costellazione anti GPS disturbato

Pulsar usa satelliti in orbita bassa, a circa 500 chilometri di quota, molto più vicini alla Terra rispetto ai sistemi GNSS tradizionali, che orbitano intorno ai 20.000 chilometri. Questa distanza minore permette segnali ricevuti a Terra molto più potenti e difficili da coprire con interferenze locali.
Il sistema è sviluppato da Xona Space Systems e punta a offrire servizi PNT, cioè posizionamento, navigazione e sincronizzazione temporale. Secondo l’azienda, il segnale Pulsar può arrivare a essere fino a 100 volte più forte rispetto al GPS classico, con autenticazione e maggiore resilienza contro i disturbi.
Questa impostazione non sostituisce subito GPS, Galileo, GLONASS o BeiDou. L’idea è affiancarli e renderli più robusti dove i segnali convenzionali non bastano. È un passaggio simile, per importanza infrastrutturale, a quello che vediamo in altri settori spaziali quando nuove tecnologie cambiano il modo di osservare o usare l’orbita terrestre.
Jamming e spoofing: perché il GPS è più vulnerabile di quanto sembra
Il GPS e gli altri sistemi GNSS funzionano misurando il tempo impiegato dai segnali dei satelliti per arrivare al ricevitore. Per questo hanno bisogno di orologi atomici molto precisi e di segnali puliti. Se qualcuno li disturba con rumore radio, si parla di jamming. Se invece invia segnali falsi per ingannare il ricevitore, si parla di spoofing.
La stessa Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale spiega il ruolo di Galileo nella navigazione satellitare, mentre il problema delle interferenze è cresciuto nelle zone vicine ai conflitti. Europa orientale, Mar Nero, Baltico e Medio Oriente sono tra le aree più osservate.
Il satellite sperimentale Pulsar-0 ha misurato degradi del segnale GNSS più estesi del previsto sopra Europa e Medio Oriente. In alcuni casi, il problema non emerge solo dalle segnalazioni dei piloti, ma da una lettura diretta dello stato del segnale in orbita.
Perché Pulsar conta per infrastrutture, droni e sicurezza
La navigazione satellitare è spesso vista come una comodità, ma in realtà è una base tecnica dell’economia moderna. Serve a coordinare trasporti, porti, logistica, reti energetiche, transazioni finanziarie e sistemi autonomi. Se il segnale viene falsificato, non perdi solo la posizione: perdi anche fiducia nel tempo e nella sincronizzazione.
Il tema tocca anche il modo in cui osserviamo e usiamo lo spazio. Da una parte ci sono missioni scientifiche e fenomeni estremi, come una pulsar cannibale o oggetti misteriosi come ASKAP J1832-0911. Dall’altra ci sono costellazioni operative che trasformano l’orbita in un’infrastruttura quotidiana.
- segnali più forti per ambienti difficili
- maggiore resistenza a jamming e spoofing
- supporto a droni, veicoli autonomi e infrastrutture critiche
- integrazione con i sistemi GNSS già esistenti
Il punto aperto sarà capire se una rete privata in orbita bassa riuscirà a diventare abbastanza ampia, economica e affidabile da affiancare davvero i sistemi pubblici. La prossima fase della navigazione satellitare non sarà solo più precisa: dovrà essere più difficile da ingannare.