Ossigeno nei fiumi in rapido calo: un nuovo studio internazionale mostra che il cambiamento climatico sta impoverendo le acque dolci di tutto il pianeta. Analizzando oltre 21.000 sistemi fluviali tra il 1985 e il 2023, i ricercatori hanno scoperto che quasi l’80% dei fiumi monitorati ha perso ossigeno disciolto in modo costante.
Perché l’ossigeno nei fiumi sta diminuendo così velocemente

L’ossigeno disciolto è fondamentale per la vita acquatica. Pesci, microrganismi e numerosi ecosistemi dipendono dalla sua presenza per sopravvivere. Quando i livelli scendono troppo, aumentano i fenomeni di ipossia, situazioni in cui molte specie non riescono più a vivere normalmente.
Lo studio pubblicato su Science Advances attribuisce il 62,7% del declino all’aumento delle temperature globali. Acque più calde trattengono meno ossigeno e accelerano i processi biologici che lo consumano.
I ricercatori hanno identificato i fiumi tropicali come le aree più vulnerabili, soprattutto tra i 20 gradi nord e sud dell’equatore. Il dato ha sorpreso gli scienziati, che inizialmente si aspettavano effetti più forti nelle regioni polari soggette a rapido riscaldamento.
Fenomeni climatici estremi stanno peggiorando ulteriormente la situazione. Le ondate di calore sarebbero responsabili di circa il 22,7% della deossigenazione osservata a livello globale.
Fiumi tropicali e dighe: gli effetti del cambiamento climatico
Lo studio ha analizzato anche l’impatto delle dighe e delle variazioni di portata. I bacini artificiali poco profondi sembrano accelerare la perdita di ossigeno, mentre quelli più profondi possono ridurne parzialmente il declino nelle aree di accumulo.
Gli ecosistemi fluviali sono particolarmente sensibili perché reagiscono rapidamente alle variazioni di temperatura, luce e movimento dell’acqua. Situazioni simili vengono osservate anche negli effetti del cuneo salino nel Po durante i periodi di siccità.
Il problema riguarda direttamente biodiversità, agricoltura e approvvigionamento idrico. Un fiume con poco ossigeno tende a favorire proliferazioni batteriche e squilibri biologici difficili da invertire.
Secondo la pagina dedicata all’ipossia ambientale su Wikipedia, eventi di deossigenazione stanno aumentando anche in laghi e zone costiere marine a causa del riscaldamento globale.
Clima estremo e acqua dolce: cosa potrebbe accadere nei prossimi anni
Gli scienziati avvertono che il fenomeno potrebbe intensificarsi nei prossimi decenni se le temperature continueranno a salire. Il rischio non riguarda soltanto la fauna acquatica, ma l’intero equilibrio degli ecosistemi terrestri collegati ai corsi d’acqua.
Molti ricercatori stanno già studiando nuove strategie per monitorare i fiumi usando sensori ambientali, satelliti e modelli climatici avanzati. Tecnologie simili sono centrali anche nel dibattito su come la tecnologia possa contrastare il clima impazzito.
La riduzione dell’ossigeno nei fiumi potrebbe diventare uno dei segnali ambientali più importanti dei prossimi anni. La domanda aperta è se governi e sistemi industriali riusciranno ad agire abbastanza rapidamente prima che molti ecosistemi acquatici raggiungano punti di non ritorno.