Nickel Indonesia è diventato uno dei pilastri della transizione energetica globale. Il paese asiatico domina la lavorazione del nickel per batterie e auto elettriche, ma nuovi report collegano il boom industriale a un aumento di malattie respiratorie, incidenti sul lavoro e inquinamento.
Nickel Indonesia: perché il boom industriale preoccupa la salute

Le principali aree industriali coinvolte sono quelle di Morowali, nel Sulawesi Centrale, e Weda Bay, nelle Molucche Settentrionali. Qui sorgono enormi complessi di lavorazione del nickel che alimentano la filiera globale delle batterie agli ioni di litio usate in auto elettriche e sistemi energetici.
Nel 2024 i casi di infezioni respiratorie nel Sulawesi Centrale hanno raggiunto quota 305.191, con un aumento del 26% rispetto all’anno precedente. Solo nel distretto di Morowali sono stati registrati oltre 57 mila casi, in un’area dominata dal gigantesco Indonesia Morowali Industrial Park.
Le denunce riguardano polveri sottili, emissioni industriali e contaminazione ambientale. Alcuni studi locali parlano anche di esposizione a mercurio e arsenico vicino agli impianti di lavorazione del nickel. Il problema ricorda altre discussioni sulla sostenibilità industriale legata alla transizione energetica e su quanto il nickel sia ormai strategico per l’economia globale.
Miniere di nickel e lavoratori: turni lunghi e rischi crescenti
Le condizioni dei lavoratori stanno attirando crescente attenzione anche fuori dall’Indonesia. Diversi report parlano di turni da 12 ore, settimane lavorative vicine alle 60 ore e dormitori costruiti a poche decine di metri dalle ciminiere industriali.
In alcune aree industriali una singola clinica dovrebbe servire fino a 90 mila lavoratori. Sindacati e organizzazioni locali denunciano accesso sanitario limitato, standard di sicurezza insufficienti e ritardi nei soccorsi durante incidenti o emergenze.
- Aumento delle infezioni respiratorie vicino alle fonderie.
- Turni lavorativi oltre le soglie raccomandate da OMS e ILO.
- Deforestazione accelerata nelle regioni minerarie.
- Crescita economica accompagnata da forte pressione ambientale.
Il nickel è centrale per la mobilità elettrica e la domanda globale continua a crescere. Batterie più efficienti richiedono enormi quantità di materie prime, come mostrano anche le ricerche su minerali critici e transizione energetica pubblicate dall’Agenzia Internazionale dell’Energia.
La transizione elettrica può essere davvero sostenibile?

L’Indonesia produce oltre la metà del nickel raffinato mondiale e vuole diventare un hub globale per batterie e veicoli elettrici. Cina, Corea del Sud e aziende occidentali stanno investendo miliardi nella regione per assicurarsi accesso stabile alle materie prime.
Il punto critico è che la transizione energetica non elimina automaticamente i costi ambientali. Li sposta. Miniere, raffinerie e fonderie richiedono energia, acqua, infrastrutture e manodopera esposta a rischi continui.
Mentre il mondo accelera verso auto elettriche e accumulo energetico, cresce una domanda scomoda: quanta parte del costo reale della transizione verde viene pagata lontano dagli occhi dei consumatori?