NGC 7253 è una coppia di galassie a spirale che si sta deformando sotto l’effetto della gravità reciproca. La nuova immagine del telescopio Gemini North, scelta dalla NASA come Astronomy Picture of the Day del 4 settembre 2026, mostra un incontro cosmico che non avviene in un istante: una fusione galattica può svilupparsi lungo centinaia di milioni o miliardi di anni.
La coppia è conosciuta anche come Arp 278 e si trova a circa 200 milioni di anni luce nella direzione della costellazione di Pegaso. Il dettaglio più interessante non è solo l’immagine: casi come questo aiutano a capire come le collisioni tra galassie possano accendere nuove fasi di formazione stellare.
NGC 7253 nella nuova immagine di Gemini North
L’immagine è stata ottenuta con il telescopio Gemini North da 8,1 metri sul Maunakea, nelle Hawaii. La NASA descrive le due spirali come bloccate in un abbraccio gravitazionale.
NGC 7253 è stata scelta e studiata da studenti delle scuole superiori coinvolti nel Project Hōkūlani, collaborazione tra Gemini Observatory e University of Hawaiʻi. Alla nuova immagine è stato dato il nome hawaiano Nā ʻUhane Māhoe Huki Pū i ke Ola, traducibile come “Gli spiriti gemelli che si attraggono creando vita”.
Cosa significa che due galassie si scontrano
La parola “collisione” può suggerire miliardi di stelle che si urtano una contro l’altra. In una fusione galattica non è questo il processo dominante. Le stelle sono separate da distanze enormi rispetto alle loro dimensioni, quindi gli impatti diretti tra singole stelle restano poco probabili.
A cambiare tutto è la gravità. Quando due galassie si avvicinano, i loro campi gravitazionali iniziano a ridistribuire stelle, gas e polvere. Le strutture a spirale possono allungarsi, torcersi e produrre code mareali. Le orbite di intere regioni galattiche vengono modificate mentre i due sistemi continuano a interagire.
Perché una fusione può far nascere nuove stelle

Il gas interstellare si comporta diversamente dalle stelle. Nelle regioni in cui le nubi di gas vengono compresse dall’interazione, la densità può aumentare abbastanza da favorire il collasso gravitazionale. Da qui possono partire intense ondate di formazione stellare.
È il motivo per cui il nome scelto per NGC 7253 richiama la creazione di vita. Non significa che Gemini abbia trovato organismi o pianeti abitati: il riferimento è agli elementi e ai processi che portano alla nascita di nuove stelle.
Il legame tra fusioni e formazione stellare compare anche in altri sistemi. Nel nostro approfondimento sulle galassie quiescenti massicce abbiamo visto come una fase di fusione possa alimentare una produzione stellare molto intensa prima che una galassia consumi o perda parte del gas disponibile.
Le due galassie finiranno per diventare una sola?

Quando due galassie sono gravitazionalmente legate e perdono energia orbitale attraverso ripetuti passaggi ravvicinati, possono arrivare a formare un unico sistema. Non vedremo l’intero processo nel corso di una vita umana: la scala temporale è cosmica.
Durante l’evoluzione della fusione, le galassie possono attraversarsi più volte, generando nuove deformazioni. La struttura finale dipende dalle masse, dalla quantità di gas, dalle orbite iniziali e da molti altri fattori. Anche i buchi neri supermassicci centrali possono essere trascinati verso il centro del nuovo sistema e, su tempi lunghi, arrivare a formare una coppia.
Perché NGC 7253 è utile per capire l’evoluzione delle galassie
Le galassie non evolvono sempre in isolamento. Incontri e fusioni hanno avuto un ruolo importante nella costruzione delle grandi strutture che osserviamo oggi. Studiare sistemi in differenti fasi permette agli astronomi di ricostruire una sequenza che sarebbe impossibile seguire direttamente dall’inizio alla fine.
Osservazioni a diverse lunghezze d’onda aiutano poi a separare stelle giovani, polvere, gas e attività dei nuclei galattici. Il James Webb sta aggiungendo nuovi pezzi a questo quadro, come abbiamo raccontato analizzando le stelle poco luminose che possono cambiare la stima della massa delle galassie.
La cosa più sorprendente della collisione di NGC 7253
Guardando l’immagine sembra di assistere a uno scontro violento e istantaneo. In realtà stiamo osservando un singolo fotogramma di un processo lunghissimo. Le singole stelle possono continuare a muoversi senza urtarsi, mentre su scala galattica la gravità ridisegna completamente i due sistemi.
È proprio questa differenza di scala a rendere NGC 7253 interessante: una collisione tra galassie può essere relativamente vuota per le singole stelle e, nello stesso tempo, abbastanza potente da comprimere enormi quantità di gas, generare nuove stelle e cambiare per sempre la forma di due galassie.