NEO chip cerebrale è diventato il primo dispositivo Brain Computer Interface invasivo al mondo ad ottenere un’autorizzazione per l’utilizzo clinico oltre le sperimentazioni. Il traguardo riguarda una tecnologia sviluppata in Cina che punta ad aiutare persone con paralisi causate da lesioni del midollo spinale a recuperare parte delle funzioni motorie.
Come funziona NEO e perché rappresenta una svolta

NEO è un impianto delle dimensioni di una moneta sviluppato dalla società Neuracle Technology insieme a ricercatori della Tsinghua University. I sensori vengono posizionati sulla dura madre, la membrana che protegge il cervello, senza penetrare direttamente nella corteccia cerebrale.
I segnali neurali vengono raccolti e trasformati in comandi digitali che controllano dispositivi esterni. Nel caso dei pazienti coinvolti nella riabilitazione, il sistema è stato utilizzato insieme a un guanto robotico morbido che aiuta a recuperare i movimenti delle mani. Questa scelta progettuale riduce alcuni rischi associati agli impianti più invasivi, come emorragie e cicatrici neurali.
- Impianto posizionato sulla dura madre
- Utilizzo per pazienti con lesioni spinali
- Supporto alla riabilitazione motoria
- Interfaccia cervello computer invasiva ma meno aggressiva
- Già impiegata in decine di studi clinici
Dalla sperimentazione alla pratica clinica
Uno dei primi beneficiari è un uomo di 39 anni rimasto paralizzato dopo un incidente stradale. Dopo circa 11 mesi di riabilitazione e allenamento quotidiano, è riuscito a recuperare movimenti che gli permettono di afferrare oggetti e persino scrivere nuovamente il proprio nome.
L’approvazione ottenuta da NEO segna un passaggio fondamentale per l’intero settore delle Brain Computer Interface. Finora molte tecnologie erano rimaste confinate ai laboratori o a studi clinici limitati. L’ingresso nel mercato sanitario apre la strada a produzione su larga scala, assistenza ai pazienti e possibili rimborsi sanitari.
La Cina accelera sulla neurotecnologia

L’approvazione arriva in un momento in cui la Cina sta investendo massicciamente nelle tecnologie strategiche. Le interfacce cervello computer sono state inserite tra i settori prioritari del nuovo piano industriale nazionale insieme a robotica avanzata, tecnologie quantistiche e altri ambiti ad alta innovazione.
Come accade in grandi progetti scientifici e tecnologici, dalle infrastrutture di ricerca come LHC fino ai programmi sulla fusione come ITER, il successo non dipende solo dalle prestazioni tecniche ma anche dalla capacità di rendere la tecnologia accessibile a un numero crescente di persone.
Neuralink di Elon Musk e altre aziende occidentali continuano a sviluppare sistemi simili, ma il debutto commerciale di NEO dimostra che la corsa alle interfacce neurali non riguarda soltanto chi raggiunge il risultato migliore. Conta anche chi riesce a trasformare una sperimentazione in una terapia disponibile per i pazienti. La vera domanda ora è quanto velocemente queste tecnologie potranno diventare una parte normale della medicina riabilitativa.