Mazda ha depositato brevetti che descrivono una nuova sportiva con motore anteriore longitudinale, trazione posteriore, telaio in alluminio e porte ad apertura verticale. I documenti mostrano una roadster tecnicamente credibile, ma non indicano il nome del modello e non rappresentano una conferma della produzione.
Il progetto riporta l’attenzione sulle sportive della Casa di Hiroshima in una fase in cui gran parte degli investimenti del settore si concentra su SUV ed elettrificazione. L’assenza di un motore rotativo nei disegni, sostituito da un quattro cilindri tradizionale, rende però meno immediata l’ipotesi di una nuova RX.
Cosa mostrano davvero i brevetti della nuova sportiva Mazda

I documenti descrivono una vettura aperta con motore anteriore e trazione posteriore, costruita attorno a una struttura leggera in alluminio. Le porte a farfalla non sembrano una semplice scelta estetica: la loro geometria sarebbe collegata all’accessibilità dell’abitacolo e alla gestione delle forze in caso di impatto laterale.
La base tecnica è uno space frame, cioè una struttura formata da elementi collegati per ottenere rigidità limitando la massa. Una soluzione di questo tipo può aiutare a mantenere contenuto il peso, migliorare la precisione di guida e compensare l’eventuale presenza di batterie o componenti elettrificati.
La disposizione longitudinale del propulsore lascia inoltre spazio a una trasmissione diretta alle ruote posteriori. È uno schema coerente con la tradizione della MX-5 e con l’obiettivo di ottenere una distribuzione delle masse favorevole, ma non consente di stabilire dimensioni, potenza o fascia di prezzo della vettura.
Il deposito di un brevetto protegge una soluzione progettuale, non obbliga il costruttore a utilizzarla. Mazda potrebbe applicare singoli elementi, come il telaio o le cerniere, a un prototipo, a un modello futuro oppure decidere di non portarli oltre la fase di sviluppo.
Perché il quattro cilindri non esclude del tutto il motore rotativo
Nei disegni compare un propulsore a quattro cilindri, senza riferimenti visibili al Wankel. Questo rende prudente qualsiasi collegamento diretto con una nuova RX-7 o RX-8, anche se Mazda continua a sviluppare il motore rotativo in forme diverse rispetto alle sportive del passato.
La storia di questa tecnologia e delle sue caratteristiche è approfondita nel nostro articolo dedicato a Felix Wankel e al motore rotativo. Oggi Mazda utilizza il rotativo anche come generatore nei sistemi elettrificati, separandolo dal collegamento meccanico diretto con le ruote.
Il riferimento più vicino alla strategia futura è la Mazda Iconic SP presentata ufficialmente nel 2023. Il concept adotta un sistema Rotary-EV a due rotori, una configurazione compatta che consente di abbassare il baricentro e lascia maggiore libertà nella disposizione dei componenti.
La Iconic SP e la vettura dei brevetti non coincidono necessariamente. Il concept ha una carrozzeria coupé e un sistema elettrificato dichiarato, mentre i nuovi disegni mostrano una roadster con un motore convenzionale. I due progetti indicano però che Mazda continua a studiare piattaforme dedicate alle sportive.
Una sportiva sopra la MX-5 resta possibile, ma deve essere sostenibile
Mazda deve conciliare l’identità delle proprie sportive con costi di sviluppo, normative sulle emissioni e volumi di vendita limitati. Una piattaforma completamente nuova avrebbe senso solo se potesse essere utilizzata per più versioni, condividere componenti con altri modelli o integrare differenti motorizzazioni.
Il marchio sta intanto ampliando la propria offerta elettrica, come mostra il debutto italiano della Mazda CX-6e. Una sportiva leggera seguirebbe però una logica diversa: meno orientata ai grandi numeri e più utile a rafforzare immagine, ricerca sul telaio e piacere di guida.
Le porte a farfalla potrebbero anche non arrivare su un modello di serie. Sono più complesse e costose rispetto alle aperture tradizionali, richiedono cerniere specifiche e devono funzionare in spazi ridotti senza compromettere resistenza e facilità di utilizzo.
Il segnale più interessante non è quindi la promessa di una nuova RX, che al momento non esiste, ma la presenza di un’architettura completa e coerente. Mazda non sembra aver abbandonato l’idea di una sportiva a trazione posteriore; resta da capire se il progetto diventerà un’auto reale, una base sperimentale o soltanto una tecnologia protetta per il futuro.