Uno studio su 79 laghi africani mostra che l’ossidazione microbica può rimuovere gran parte del metano disciolto prima che raggiunga l’atmosfera. Nei laghi più produttivi il processo aumenta, probabilmente anche grazie a metanotrofi associati al fitoplancton.

Cosa ha misurato lo studio
I ricercatori hanno confrontato 79 laghi africani per capire come varia l’ossidazione del metano. Nel complesso, l’ossidazione rappresenta il principale sink del metano disciolto nello strato rimescolato e può superare il 70% della rimozione rispetto alla diffusione verso l’atmosfera.
Il ruolo del fitoplancton
Nei sistemi più produttivi l’ossidazione è maggiore. Gli autori ipotizzano che una parte del fenomeno dipenda da batteri metanotrofi associati al fitoplancton. Questo non significa che l’eutrofizzazione sia positiva: il lavoro descrive un meccanismo del ciclo del metano, non un beneficio ambientale generale.

Perché conta per il clima
Il metano è un gas serra e i laghi naturali sono una delle sue sorgenti. Il nuovo studio indica che per stimare le emissioni bisogna considerare insieme produzione, ossidazione e trasferimento all’atmosfera.
Il tema si collega al nostro approfondimento sul Lago Turkana e la crisi climatica e all’analisi dei laghi italiani sempre più caldi.
Limiti
- i dati riguardano 79 laghi africani;
- alcuni meccanismi proposti richiedono ulteriori verifiche;
- i risultati non rendono l’eutrofizzazione desiderabile;
- stagione e idrologia possono modificare il bilancio del metano.
Fonte primaria: Methane oxidation in African lakes increases with phytoplankton and outweighs photosynthesis-driven oxic methane production, Nature Communications, 29 settembre 2026.