General Motors ha raggiunto un accordo da 220 milioni di dollari con 36 procuratori generali statunitensi per chiudere contestazioni sulla raccolta e vendita di dati di guida e posizione. Secondo le autorità, i dati del programma Smart Driver erano stati trasmessi a intermediari e successivamente utilizzati anche da assicurazioni per determinare le tariffe. L’intesa riguarda gli Stati Uniti: non stabilisce un rimborso automatico ai conducenti italiani.
Che cosa è successo e quali dati raccoglieva Smart Driver
Il comunicato ufficiale del procuratore generale del Michigan del 29 ottobre 2026 ricostruisce la vicenda. Tra il 2016 e il 2024 milioni di conducenti sarebbero stati iscritti al programma Smart Driver, presentato come servizio per migliorare lo stile di guida. L’indagine contesta il fatto che informazioni e finalità di condivisione con broker assicurativi non fossero state comunicate adeguatamente.
Secondo l’ufficio del procuratore generale dell’Illinois i dati potevano riguardare numero e durata dei viaggi, frenate e accelerazioni brusche, superamenti dei limiti di velocità e informazioni identificabili. Non si tratta quindi soltanto di coordinate su una mappa, ma di una possibile ricostruzione delle abitudini di mobilità.
Perché le assicurazioni erano interessate
Un intermediario può trasformare gli eventi di guida in un indicatore di rischio assicurativo. L’accusa delle autorità è che dati raccolti per un servizio rivolto al conducente siano stati venduti a broker con finalità assicurative, senza un consenso espresso adeguato per quell’impiego. Un’accelerazione improvvisa o un tragitto notturno, però, non descrivono sempre il contesto reale: condizioni della strada e situazioni d’emergenza possono cambiare il significato di un evento.
Che cosa prevede l’accordo da 220 milioni
L’accordo impone a GM di ottenere un consenso affermativo ed esplicito prima della raccolta o divulgazione dei dati di guida e posizione interessati, limitare la raccolta e adottare verifiche di privacy. Include anche controlli e formazione nelle concessionarie per evitare nuove iscrizioni senza informazione adeguata. Il programma Smart Driver era già stato interrotto nel 2024.
Non è previsto un indennizzo diretto ai consumatori nell’ambito di questa intesa, come precisa l’ufficio del procuratore generale del Michigan, mentre rimangono distinte altre controversie private. Non confondere i 220 milioni pagati complessivamente con una somma distribuita a ogni automobilista.
Cosa cambia per chi guida in Italia?
Questa transazione riguarda le contestazioni e gli impegni statunitensi: non possiamo dedurne automaticamente obblighi specifici, rimborsi o diritti aggiuntivi applicabili a ogni vettura GM venduta in Europa. In Italia il trattamento dei dati personali dipende da GDPR, normativa nazionale, contratti e impostazioni dei servizi effettivamente attivi. Il controllo più utile per chi possiede un’auto connessa è verificare quali telemetrie vengono raccolte, a quale scopo, chi le riceve, come revocare consensi facoltativi e come esercitare i diritti privacy.
Come controllare i dati condivisi dalla propria auto
- Apri app e account del produttore e cerca Informativa privacy, Servizi connessi e impostazioni di condivisione.
- Distingui dati necessari al funzionamento o alla sicurezza del veicolo da servizi facoltativi di analisi dello stile di guida.
- Verifica se hai autorizzato offerte assicurative basate sui chilometri o sui comportamenti al volante; controlla anche eventuali consensi sottoscritti in concessionaria.
- Valuta richiesta di accesso ai dati e revoca dei consensi facoltativi secondo le regole applicabili al tuo servizio, conservando una copia delle comunicazioni ricevute.
Per altri esempi di controllo sulla privacy digitale, abbiamo spiegato come funziona Global Privacy Control nel browser; per gli strumenti di assistenza durante la guida, consulta anche le differenze tra funzioni AI di Android Auto e disponibilità italiana. Sono ambiti distinti: non sostituiscono l’informativa privacy del costruttore.
Qual è la lezione del caso GM?
Il punto centrale non è che ogni telemetria auto sia illegittima. È che una funzione presentata per migliorare l’esperienza del guidatore può trattare informazioni molto più sensibili di quanto sembri. Il controllo dei consensi e delle finalità è importante quanto le caratteristiche tecniche del servizio.




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