Nelle foreste europee l’adattamento al clima spinge molti professionisti verso maggiore diversità e più latifoglie, ma gli incentivi economici del legname possono frenare questa transizione. È quanto emerge da uno studio pubblicato su Communications Earth & Environment, basato sulle risposte di 207 professionisti forestali coinvolti in Living Labs europei. Il lavoro misura intenzioni e percezioni, non il comportamento futuro effettivo di tutte le foreste europee.
Cosa scelgono i professionisti per adattarsi al clima
Di fronte a scenari di siccità, patogeni e insetti, l’87,9% degli intervistati ha indicato l’aumento della diversità delle specie tra le strategie principali. Il 74,2% ha scelto una maggiore mescolanza tra conifere e latifoglie, mentre il 68,5% ha indicato l’espansione della quota di latifoglie.

Perché il prezzo del legname cambia le scelte
Quando ai partecipanti sono state presentate prospettive di aumento dei prezzi del legname, una parte ha modificato le proprie preferenze. Il 19,6% si è spostato dalla precedente intenzione di aumentare le latifoglie verso il mantenimento delle quote attuali; il 27,2% ha orientato la strategia sulle conifere verso il mantenimento o l’aumento.
Il motivo è economico: in molti mercati europei il legname di conifera mantiene un forte valore industriale. Ma le stesse conifere possono essere vulnerabili a siccità, incendi, patogeni e altri disturbi climatici. Lo studio evidenzia quindi un conflitto tra resilienza ecologica e redditività attesa.

Il ruolo della diversità forestale
La diversificazione compare come una delle scelte con maggiore consenso. Non significa però che esista una composizione ideale valida ovunque: specie, provenienze, disponibilità d’acqua, suolo e mercato cambiano tra regioni alpine, boreali, temperate e mediterranee.
Tech ha già approfondito la migrazione assistita degli alberi, una delle strategie discusse quando le condizioni climatiche si spostano più rapidamente della capacità naturale di dispersione. Un altro segnale arriva dallo spostamento verso nord delle foreste boreali osservato dai satelliti.
Qual è il limite dello studio
I 207 partecipanti appartengono a siti Living Lab e non costituiscono un campione statistico di ogni proprietario o gestore forestale europeo. Inoltre le risposte descrivono preferenze dichiarate davanti a scenari, non decisioni già realizzate. Il valore dello studio sta nel mostrare dove possono nascere tensioni tra obiettivi ecologici ed economici.
La fonte primaria è lo studio Economic incentives for conifers may limit broadleaf expansion in climate-adaptive European forests, pubblicato su Communications Earth & Environment il 28 settembre 2026.