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Falcon 9 colpirà la Luna il 5 agosto: cosa potremo osservare

Lo stadio superiore abbandonato nel 2025 arriverà vicino al cratere Einstein: flash, polveri e un nuovo cratere sono gli obiettivi degli astronomi.

Massimo 4 giorni fa 10
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Contenuti di questo articolo
Da dove arriva lo stadio Falcon 9 diretto verso la LunaQuando avverrà l’impatto e dove colpirà la LunaIl primo segnale sarà un flash che durerà meno di un secondoDopo il flash potrebbe apparire una grande nube di polvereIl Falcon 9 dovrebbe lasciare un nuovo cratere sulla LunaPerché per gli astronomi è quasi un esperimento programmatoUn detrito spaziale che racconta anche il futuro dei voli lunariSi potrà vedere dall’Italia?

Un vecchio stadio del Falcon 9 colpirà la Luna il 5 agosto 2026. Non è una missione programmata da SpaceX, ma la conclusione dell’orbita percorsa per oltre un anno da uno stadio superiore rimasto nello spazio dopo avere accompagnato verso la Luna due lander commerciali.

L’impatto è previsto intorno alle 06:35 UTC, cioè alle 08:35 in Italia, nei pressi del cratere Einstein. Lo stadio arriverà sulla superficie a circa 2,43 chilometri al secondo e offrirà agli astronomi un’occasione rara: osservare quasi in tempo reale un impatto artificiale di cui conosciamo con buona precisione massa, velocità e traiettoria.

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Da dove arriva lo stadio Falcon 9 diretto verso la Luna

Falcon 9

L’oggetto è identificato come 2025-010D, numero NORAD 62719. Si tratta dello stadio superiore del Falcon 9 decollato il 15 gennaio 2025 con due missioni lunari: Blue Ghost 1 di Firefly Aerospace e Hakuto-R Resilience di ispace.

Dopo avere completato la propria funzione, lo stadio è rimasto in un’orbita terrestre molto eccentrica che si estende oltre quella della Luna. L’astronomo Bill Gray, autore del software Find_Orb, ha previsto nel maggio 2026 che la sua evoluzione orbitale lo avrebbe portato a una collisione con il nostro satellite.

Secondo la ricostruzione pubblicata da Media INAF sull’impatto del Falcon 9, lo stadio ha una massa vicina alle quattro tonnellate, è lungo circa 12 metri e largo circa 4 metri. Non è quindi un piccolo frammento, ma un oggetto sufficientemente grande da produrre effetti misurabili sulla superficie lunare.

Quando avverrà l’impatto e dove colpirà la Luna

Le previsioni più aggiornate collocano l’impatto intorno alle 06:35 UTC del 5 agosto. Il punto previsto si trova nei pressi del cratere Einstein, alle coordinate approssimative di 88 gradi ovest e 15 gradi nord, molto vicino al bordo della Luna visibile dalla Terra.

Lo stadio dovrebbe colpire il terreno a circa 2,43 km/s, poco meno di 8.750 km/h, con un angolo di circa 34 gradi rispetto alla verticale. La Luna sarà vicina all’ultimo quarto e la zona dell’impatto risulterà illuminata dal Sole. Proprio questo dettaglio rende l’osservazione molto più complicata rispetto ai consueti flash registrati sulla parte buia del satellite.

Il programma scientifico dedicato all’impatto del Falcon 9 coinvolge ricercatori e strutture osservative terrestri e spaziali. Anche gli astrofili sono stati invitati a tentare la registrazione, perché immagini ottenute da strumenti differenti potrebbero aiutare a ricostruire meglio la dinamica dell’evento.

Il primo segnale sarà un flash che durerà meno di un secondo

Missione crew-2

Gli astronomi cercheranno innanzitutto il flash dell’impatto. Quando il Falcon 9 toccherà la superficie, parte del metallo dello stadio e della regolite lunare verrà riscaldata e vaporizzata in tempi estremamente brevi, generando un bagliore.

La sua luminosità è difficile da prevedere perché dipende dalle caratteristiche precise del terreno. I modelli più ottimistici citati da INAF arrivano a una magnitudine apparente vicina a +3, ma il valore reale potrebbe essere molto diverso. Inoltre il flash dovrebbe durare meno di un secondo, rendendo indispensabili telecamere capaci di acquisire immagini ad alta frequenza.

Non bisogna quindi aspettarsi qualcosa di paragonabile a una grande esplosione visibile a occhio nudo. Per gli osservatori italiani la situazione sarà ancora meno favorevole: alle 08:35 il Sole sarà già alto e la luce del cielo ridurrà fortemente il contrasto.

Dopo il flash potrebbe apparire una grande nube di polvere

Il fenomeno scientificamente più interessante potrebbe iniziare subito dopo l’urto. L’energia liberata dovrebbe sollevare una nube di polveri e detriti lunari, chiamata ejecta plume, che continuerà a evolversi per diversi minuti.

Le simulazioni più recenti indicano che la cortina principale di materiale potrebbe raggiungere alcune decine di chilometri di altezza, mentre una componente più verticale potrebbe spingersi ancora più lontano dalla superficie. I valori sono previsioni modellistiche e non devono essere interpretati come misure già certe.

Seguire forma, altezza e dispersione della nube aiuterà i ricercatori a comprendere meglio il comportamento della regolite durante collisioni ad alta velocità. Questi dati interessano anche le future missioni lunari, perché polvere e frammenti espulsi da un impatto possono rappresentare un rischio per satelliti, lander e infrastrutture.

Il Falcon 9 dovrebbe lasciare un nuovo cratere sulla Luna

Stadio superiore di un razzo falcon 9 diretto verso un impatto sulla superficie della luna

Una volta terminato l’evento, sulla Luna rimarrà probabilmente il risultato più facile da studiare nel tempo: un nuovo cratere. Le stime riportate da INAF indicano un diametro nell’ordine dei 20-30 metri, anche se dimensioni e forma dipenderanno dal tipo di terreno e dal modo in cui la struttura del razzo si frammenterà.

Non è esclusa nemmeno una struttura più complessa o un doppio cratere. È già successo nel 2022, quando un altro stadio di razzo colpì accidentalmente la Luna. Le sonde in orbita potranno successivamente fotografare la zona e confrontare le immagini precedenti e successive all’impatto.

Tra le piattaforme potenzialmente utili ci sono il Lunar Reconnaissance Orbiter statunitense e il Korea Pathfinder Lunar Orbiter. Il confronto permetterebbe non soltanto di individuare il cratere, ma anche di verificare quanto accurati fossero i modelli elaborati prima dell’impatto.

Perché per gli astronomi è quasi un esperimento programmato

La differenza rispetto alla caduta di un normale meteoroide è fondamentale. Quando un piccolo corpo naturale colpisce la Luna, gli astronomi spesso conoscono pochissimo dell’oggetto prima dell’impatto. Nel caso del Falcon 9 sono invece disponibili informazioni sulla massa, sulle dimensioni, sulla traiettoria e sulla velocità.

Questo trasforma un incidente orbitale in una sorta di esperimento naturale controllato. Confrontando l’energia prevista con il flash, il pennacchio e il cratere effettivamente prodotti, sarà possibile verificare i modelli utilizzati per simulare gli impatti lunari.

L’argomento si lega direttamente alla crescita delle attività nello spazio cislunare. Su tech.iCrewPlay abbiamo già approfondito come le future missioni stiano preparando una presenza più strutturata sulla superficie nella guida alla prima fase della base lunare NASA.

Un detrito spaziale che racconta anche il futuro dei voli lunari

L’incidente ricorda inoltre che il problema dei detriti non riguarda più soltanto l’orbita terrestre. Aumentando il numero di missioni verso la Luna aumentano anche stadi, sonde e componenti lasciati su traiettorie molto alte, alcune delle quali possono diventare instabili nel lungo periodo.

Il Falcon 9 resta intanto uno dei vettori centrali dell’attuale industria spaziale. La sua frequenza di utilizzo è evidente anche nelle nuove missioni condivise, di cui abbiamo parlato analizzando il mercato dei lanci rideshare Falcon 9. In questo caso, però, l’interesse non riguarda ciò che il razzo porterà nello spazio, ma ciò che uno dei suoi vecchi stadi lascerà sulla Luna.

Anche il calendario scientifico dei prossimi mesi mostra quanto rapidamente stia cambiando l’osservazione del cosmo: dopo questo insolito esperimento lunare, tra le missioni attese c’è anche il telescopio spaziale Nancy Grace Roman e le sue future osservazioni.

Si potrà vedere dall’Italia?

Spacex falcon heavy

In teoria la zona dell’impatto sarà visibile dalla Terra, ma per l’Italia le condizioni saranno sfavorevoli. Al momento previsto dell’urto sarà già giorno e il cielo luminoso renderà molto difficile distinguere un fenomeno così breve e debole.

  • Impatto previsto: 5 agosto 2026 intorno alle 06:35 UTC, circa le 08:35 italiane.
  • Zona: vicino al cratere Einstein, sul bordo della faccia lunare osservabile dalla Terra.
  • Velocità dello stadio: circa 2,43 km/s.
  • Fenomeni ricercati: flash, pennacchio di polvere e formazione del nuovo cratere.
  • Osservazione dall’Italia: possibile soltanto con strumenti adeguati e resa fortemente penalizzata dalla luce diurna.

Per gli astrofili attrezzati, INAF suggerisce telescopi di almeno 10 centimetri di diametro e telecamere CMOS ad alta frequenza, intorno ai 20 fotogrammi al secondo. Nel nostro Paese potrebbero aiutare osservazioni nel vicino infrarosso con filtri capaci di ridurre almeno in parte il disturbo prodotto dal cielo diurno.

Il vero valore dell’evento, comunque, arriverà dai dati raccolti insieme da osservatori professionali, astrofili e sonde lunari. Un oggetto nato per accompagnare due missioni verso la Luna potrebbe così concludere il proprio viaggio trasformandosi in un esperimento inatteso sulla fisica degli impatti.

TAGGED:SpaceXastronomiaFalcon 9Lunadetriti spaziali
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