Exynos 2600 è comparso online in alcune immagini annotate del chip e mostra chiaramente la direzione scelta da Samsung per i prossimi dispositivi premium. Il nuovo SoC dovrebbe essere prodotto con processo 2 nm GAAFET, integrare una GPU AMD RDNA 4 e offrire un forte salto prestazionale nell’intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo.
Cosa cambia davvero con Exynos 2600 e il processo a 2 nm

Il nuovo chip Samsung utilizza il nodo produttivo SF2 proprietario, basato sulla tecnologia GAAFET. Si tratta di una delle evoluzioni più importanti nel settore semiconduttori perché permette di migliorare efficienza energetica e densità dei transistor rispetto ai classici FinFET.
L’architettura della CPU sembra particolarmente aggressiva: configurazione 1+3+6 con un core ad alte prestazioni fino a 3,8 GHz, tre core performance e sei core ottimizzati per i consumi. Tutti condividono 16 MB di cache L3, una quantità molto elevata per un chip mobile.
Samsung sembra voler spingere non solo sugli smartphone, ma anche su tablet e notebook ultraportatili ARM. La presenza di controller LPDDR5X, USB 3.2 e supporto eDP suggerisce infatti un utilizzo più ampio rispetto al classico SoC per telefoni.
Questa evoluzione hardware si collega anche ai progetti AI dell’azienda. Non a caso Samsung sta lavorando sempre di più sull’ecosistema AI tra smartphone, wearable e dispositivi XR, come mostrano gli Android XR glasses sviluppati con Google.
GPU AMD RDNA 4 e NPU da 59 TOPS: Samsung alza il livello
Uno degli elementi più interessanti del leak riguarda la GPU Xclipse 960, sviluppata utilizzando architettura AMD RDNA 4. Samsung continua quindi la collaborazione con AMD per migliorare la grafica dei propri chip Exynos, soprattutto nel gaming mobile e nel ray tracing.
La GPU dovrebbe integrare 16 Compute Unit distribuite in otto Workgroup Processor, per un totale di 1024 stream processor. Numeri che avvicinano sempre di più gli smartphone alle capacità grafiche delle console portatili moderne.
Il salto maggiore potrebbe però arrivare dalla NPU dedicata all’intelligenza artificiale. Il leak parla di una potenza fino a 59 TOPS, oltre il doppio rispetto alla generazione precedente. Questo significa elaborazione AI più veloce direttamente sul dispositivo, senza passare continuamente dal cloud.
Funzioni come traduzione live, generazione immagini, assistenti contestuali e AI fotografica dipendono sempre di più da questo tipo di acceleratori dedicati. Rumor recenti parlano infatti anche di Gemini Intelligence integrato nei prossimi Samsung foldable.
Samsung vuole tornare competitiva contro Qualcomm e Apple
Negli ultimi anni i chip Exynos hanno sofferto il confronto con Apple Silicon e Snapdragon, soprattutto sul fronte efficienza energetica e gestione termica. Exynos 2600 sembra però indicare un cambio di strategia: più cache, più AI e una GPU molto più ambiziosa.
Samsung ha anche un vantaggio particolare rispetto a molti concorrenti: controlla direttamente sia la progettazione dei chip sia la produzione nelle proprie fabbriche. Se il nodo SF2 dovesse davvero raggiungere risultati vicini ai processi TSMC a 2 nm, il mercato mobile potrebbe diventare molto più competitivo nei prossimi due anni.
Resta però una domanda importante: Samsung riuscirà finalmente a portare gli Exynos allo stesso livello di affidabilità e consumi dei migliori Snapdragon, oppure queste specifiche resteranno solo impressionanti sulla carta?