La cronologia dei dinosauri della Thailandia nord-orientale cambia in modo sostanziale: alcuni assemblaggi del Khorat Plateau risultano almeno 20 milioni di anni più giovani di quanto si pensasse. Un nuovo studio su Communications Earth & Environment usa datazioni U-Pb di zirconi detritici per ridefinire l’età di quattro formazioni mesozoiche e riallineare la storia dei dinosauri tropicali asiatici con quella osservata in altre regioni del mondo.
Il risultato più netto riguarda la Formazione Nam Phong, un tempo considerata molto antica per la presenza di sauropodomorfi basali. La nuova datazione la colloca nel Pliensbachiano del Giurassico inferiore, attorno a 190 milioni di anni fa: almeno 20 milioni di anni più tardi rispetto ad alcune ricostruzioni precedenti.

Perché il Khorat Plateau è importante
Il Khorat Plateau conserva una delle sequenze continentali mesozoiche più ricche del Sud-est asiatico. Il problema è che molti sedimenti fluviali e terrestri sono difficili da datare direttamente: senza livelli vulcanici facilmente correlabili, l’età degli strati è stata spesso ricostruita attraverso fossili, correlazioni regionali e vincoli geologici indiretti.
Questo rendeva incerta la posizione temporale di alcuni dinosauri thailandesi rispetto alle faune di Europa, Cina e altri continenti. Le nuove misure sugli zirconi trasportati nei sedimenti forniscono limiti cronologici più robusti.
Le nuove età delle formazioni thailandesi
La Formazione Nam Phong viene ora collocata intorno a 190 milioni di anni fa. La sovrastante Phu Kradung, con eusauropodi e allosauroidi, copre invece un intervallo tra circa 155 e 140 milioni di anni fa, dal Giurassico superiore all’inizio del Cretaceo.
La Formazione Sao Khua, nota per una fauna più diversificata, risale a circa 130-120 milioni di anni fa. La Khok Kruat, dove diventano più importanti gli ornitischi, si colloca tra circa 120 e 100 milioni di anni fa, tra Aptiano e Albiano.

Cosa cambia per l’evoluzione dei dinosauri in Asia tropicale
Con la nuova cronologia, i sauropodomorfi basali thailandesi non rappresentano più una comparsa eccezionalmente precoce nel record asiatico. Le transizioni faunistiche del Khorat Plateau risultano invece più vicine, nel tempo, ai cambiamenti documentati in Laurasia e Gondwana.
Questo riduce alcune apparenti anomalie biogeografiche e permette di confrontare meglio dispersioni, sostituzioni di fauna e comparsa dei grandi gruppi tra regioni tropicali e temperate.
Come si collega alle altre scoperte sui dinosauri
La datazione è cruciale ogni volta che un fossile sembra anticipare o ritardare l’origine di un gruppo. Su iCrewPlay Tech abbiamo raccontato il caso di Zavacephale, che ha spostato indietro di circa 15 milioni di anni la storia dei dinosauri a cupola, e quello del titanosauro antartico che ha ampliato la distribuzione dei sauropodi.
Il nuovo lavoro thailandese mostra l’altra faccia del problema: una datazione più precisa può anche rendere un fossile più giovane del previsto e cambiare le relazioni temporali tra faune lontane.
I limiti della nuova cronologia
- gli zirconi detritici forniscono soprattutto limiti massimi alla deposizione e richiedono interpretazione stratigrafica;
- le formazioni coprono intervalli lunghi e non ogni fossile può essere datato allo stesso livello di precisione;
- nuovi campioni possono affinare ulteriormente i confini tra le unità;
- la revisione cronologica non modifica direttamente l’anatomia o la classificazione dei dinosauri già descritti.
La fonte primaria è lo studio A revised early Jurassic to Albian chronology for dinosaur evolution in tropical Asia, pubblicato su Communications Earth & Environment il 29 settembre 2026.