Saturno ha una nuova struttura geometrica al polo sud: un’enorme onda atmosferica a dieci lati, simile a un decagono. Il fenomeno è stato confermato nelle osservazioni del telescopio Hubble e, secondo i ricercatori, potrebbe essersi formato solo negli ultimi anni. È proprio questo a renderlo particolarmente interessante: al contrario del celebre esagono del polo nord, osservato da oltre quarant’anni, il nuovo disegno meridionale sembra ancora in evoluzione.

Che cos’è il decagono scoperto su Saturno
Il “decagono” non è una struttura solida e non è neppure una gigantesca nube con dieci spigoli perfetti. Si tratta di un’onda atmosferica inserita in una potente corrente a getto che circonda il polo sud di Saturno. Vista dall’alto, la corrente assume un andamento regolare con dieci lati.
La NASA ha confermato la scoperta il 2 settembre 2026, dopo l’analisi di osservazioni Hubble raccolte nell’ambito del programma OPAL, che monitora ogni anno le atmosfere dei pianeti esterni. La struttura compare nei dati almeno dal 2023 e negli anni successivi è diventata sempre più riconoscibile.
Il dettaglio più importante è che l’onda appare a diverse lunghezze d’onda. Hubble può quindi osservarla a differenti quote atmosferiche: non sembra essere un semplice disegno tracciato sulla sommità delle nubi, ma una struttura che si estende verticalmente attraverso più livelli dell’atmosfera.
Perché gli scienziati pensano che sia comparso da poco
La parte più insolita della scoperta riguarda la sua età. La sonda Cassini ha osservato Saturno dal 2004 al 2017 senza trovare al polo sud una struttura duratura paragonabile a quella appena individuata. Anche Hubble cercava da decenni una controparte meridionale del famoso esagono settentrionale.
La situazione è cambiata quando le stagioni di Saturno hanno riportato progressivamente il polo sud in una posizione più favorevole all’osservazione dalla Terra. Nel 2024 Agustín Sánchez-Lavega e gli astrofili Trevor Barry e Jean-Paul Oger notarono una banda ondulata nelle immagini ottenute da osservatori terrestri; altri dati del 2025 rafforzarono il sospetto. Tornando alle immagini Hubble, il gruppo ha poi riconosciuto tracce della struttura già nel 2023.
Questo significa che non conosciamo ancora il momento esatto della formazione, ma esiste una differenza netta rispetto al polo nord: il decagono meridionale sembra essersi rafforzato in tempi astronomicamente molto brevi.
Decagono ed esagono di Saturno: quali sono le differenze
Il confronto è inevitabile. Saturno è già famoso per il gigantesco esagono che circonda il polo nord, una corrente a getto osservata dalle sonde Voyager nel 1980 e 1981 e studiata in dettaglio da Cassini. La nuova scoperta mostra però che i due fenomeni non sono copie perfette.
| Caratteristica | Esagono nord | Decagono sud |
|---|---|---|
| Numero di lati | 6 | 10 |
| Prima evidenza | Voyager, 1980-1981 | Dati Hubble almeno dal 2023 |
| Stabilità osservata | Oltre 40 anni | Ancora da determinare |
| Tipo di struttura | Corrente a getto polare | Onda dentro una corrente a getto |
| Evoluzione recente | Struttura longeva | Sembra diventare più definita |
Per capire meglio il contesto, su iCrewPlay Tech abbiamo già analizzato come Hubble e James Webb osservano strati diversi dell’atmosfera di Saturno. È proprio questa capacità di combinare più lunghezze d’onda che ora aiuta gli astronomi a capire quanto in profondità si estenda il nuovo fenomeno.
Come può l’atmosfera creare una figura geometrica
Una forma così regolare può sembrare artificiale, ma non serve alcun meccanismo esotico. In un fluido in rotazione, correnti con velocità differenti possono sviluppare onde stazionarie o quasi stazionarie e assumere configurazioni poligonali. Esperimenti di laboratorio con fluidi in rotazione sono riusciti a produrre quadrati, esagoni, ottagoni e altre figure semplicemente cambiando velocità e proprietà del fluido.
Saturno offre condizioni molto diverse da quelle terrestri: non possiede una superficie solida che interrompa il flusso atmosferico, ruota rapidamente e presenta correnti a getto estremamente intense. Queste caratteristiche permettono alle onde di organizzarsi su scale immense.
Fenomeni atmosferici complessi non sono esclusivi di Saturno. Anche su Giove Hubble e altri osservatori seguono strutture che cambiano nel tempo, come mostra il comportamento anomalo della Grande Macchia Rossa di Giove. Tuttavia, la capacità di produrre giganteschi contorni poligonali regolari resta una delle caratteristiche più sorprendenti dell’atmosfera saturniana.
Sappiamo già perché si è formato il decagono?
No, la causa precisa non è ancora stata identificata. Gli scienziati sanno che la struttura è legata alla dinamica della corrente a getto e che si sviluppa su più livelli atmosferici, ma non possono ancora spiegare perché sia comparsa proprio adesso e perché abbia assunto dieci lati.
È una differenza importante tra ciò che è stato osservato e ciò che è ancora un’ipotesi. Il nuovo studio dimostra l’esistenza del decagono e ne ricostruisce l’evoluzione recente; non dimostra ancora quale processo fisico lo abbia innescato.
Per arrivare a una risposta serviranno nuovi dati di Hubble, osservazioni con il James Webb Space Telescope e simulazioni numeriche dell’atmosfera di Saturno. I ricercatori vogliono soprattutto capire se la struttura raggiungerà una configurazione stabile oppure continuerà a modificarsi fino a scomparire.
Perché questa scoperta è più importante di una semplice curiosità
Il decagono offre un’occasione rara: osservare potenzialmente la nascita e l’evoluzione di una gigantesca struttura atmosferica planetaria quasi in tempo reale. L’esagono settentrionale era già presente quando l’umanità lo osservò per la prima volta; del nuovo fenomeno meridionale, invece, possediamo una sequenza di dati che mostra la progressiva comparsa del disegno.
Seguire il fenomeno nei prossimi anni potrebbe aiutare a capire non soltanto Saturno, ma più in generale come onde, correnti a getto e vortici interagiscono nelle atmosfere profonde dei giganti gassosi. Il programma OPAL è particolarmente prezioso proprio per questo: osservare lo stesso pianeta anno dopo anno permette di distinguere ciò che è permanente da ciò che nasce, cambia e scompare.
La domanda decisiva, quindi, non è soltanto perché Saturno abbia prodotto una figura a dieci lati. È quanto durerà. Se il decagono dovesse stabilizzarsi per decenni come l’esagono del nord, gli astronomi avrebbero scoperto una seconda struttura poligonale longeva sullo stesso pianeta. Se invece scomparisse rapidamente, avremmo la possibilità altrettanto preziosa di seguire l’intero ciclo di vita di un fenomeno atmosferico che fino a pochi anni fa non sembrava esistere.