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crisi dei chip

Crisi dei chip fino al 2022 e truffe dei grandi Brand

la crisi dei chip continua senza ripresa, ma se ti dicessi che l'hardware che hai comprato in realtà è una versione inferiore di quella che credevi di avere?

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La crisi dei chip è ormai una piaga senza fine, la maggior parte dei produttori hardware è disperata e non vede la fine del tunnel, si parla di ancora un anno per recuperare le richieste dello scorso, e forse il ritardo si risolverà tra un paio d’anni.

Questo non significa che però siano giustificati nell’approfittarsi della disinformazione degli utenti, o della buonafede quando acquistano da canali “TRUSTED”. Per ragioni legali non potrò fare nomi delle aziende o dei siti specializzati che adoperano questo sistema scorretto, ma quello che posso fare è almeno metterti in guardia da queste pratiche sleali.

Tutti, più o meno, abbiamo in un periodo difficile, pensato di acquistare componenti pc a buon prezzo su siti cinesi, e questo con la consapevolezza di incorrere in una specie di piccola truffa, o sempre consapevoli di ricevere merce non di qualità, ma tutto questo è sempre stato in previdenza e totale conoscenza del rischio che stavamo correndo.

La crisi dei chip però ha colpito anche i grandi distributori e manifattori, che si sono trovati nella situazione di non avere più i canali di rifornimento “credibili” e di fiducia, o senza materie prime per far ripartire la produzione, ricorrendo a pratiche al limite dell’illegalità.

Al momento sono presenti due pratiche sleali:

  • la prima è riciclare i vecchi chip dal materiale riconsegnato o usato
  • il secondo è ricorrere alla sostituzione di componenti superperformanti, con componenti di altra manifattura inferiore

Il tutto con un bel rimpacchettamento nuovo di zeccha con il nome del brand “famoso” e super fidelizzato. Ma potrai immediatamente domandare “come fanno con le recensioni? Nessuno se ne accorge?” Oppure “siamo sicuri che non lo facessero già prima della crisi dei chip?”

Crisi dei chip: la stampa è stata la prima vittima?

crisi dei chip

Qui viene il bello! In pratica alla stampa specializzata viene fornita la versione corretta, per farla sottoporre ad ogni test di sorta e far rilasciare il feedback positivo, successivamente ai siti rivenditori viene invece fornita la versione depotenziata e peggio ancora, meno resistente all’usura.

Così tu, super fiducioso dell’acquisto effettuato dal tuo canale preferito, non ti accorgerai di nulla e difficilmente scoprirai la causa del crollo delle performance, magari imputandolo ad altri componenti o perfino a te stesso. Potrai sempre restituire l’oggetto secondo la politica di alcuni canali di distribuzione, ma potresti incappare nel reso e sostituzione dello stesso tipo di periferica, e se il problema persiste, sarai perfino più convinto che il problema risieda altrove.

Questa pratica è perfino coperta in parte legalmente, in quanto i manifattori non sono tenuti a specificare con esattezza le componenti e la loro provenienza, e per quanto riguarda le performance dichiarate dai siti, basterà introdurre la formula “fino a 3000/kbs” oppure “4k fino a 120 fps”. Con “fino a” non si stabilisce uno standard di performance, e se quel requisito non venisse soddisfatto non potresti lamentarti.

Per rispondere alla seconda domanda, la crisi dei chip potrebbe non essere una bolla temporanea, né possiamo essere sicuri che questo non fosse applicato anche prima, non sappiamo proprio nulla. Quello che è certo è che attualmente molti produttori stanno adottando questo metodo, e non possiamo certamente fare nomi fino a che gli organi competenti non termineranno le indagini, e prendano seri provvedimenti contro queste pratiche.

Quello che posso dirti è che un metodo per evitare di subire questa tipologia di raggiro semi illegale, è controllare con i benchmark specifici, ogni tipo di periferica acquistata, e se non dovesse rispettare i requisiti che ti eri immaginato, rendilo immediatamente con il rimborso completo, senza chiedere la sostituzione. Magari quando la crisi dei chip sarà scampata, potresti riprovare a rifare l’acquisto, ma sempre ripetendo i test.

Purtroppo in conclusione, seppure la notizia sia smentita da quasi tutte le compagnie coinvolte, la prudenza non è mai troppa, e nell’evenienza che qualcosa che hai già acquistato non risponda all’esigenza che ti eri prefissato, controlla e ricontrolla fino allo sfinimento, e nel caso provvedi se possibile al reso.

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Tronsmart Studio

14 settembre, 2021

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