Tech iCrewPlay.comTech iCrewPlay.com
  • Tecnologia
    • App e software
    • PC e notebook
    • Hardware e periferiche
    • Smart home e IoT
    • Elettrodomestici smart
    • TV, monitor e display
    • Audio
    • Smartwatch e wearable
    • Auto e mobilità
  • AI
  • Guide
  • Smartphone
  • Recensioni
  • Scienza
    • Spazio
    • Salute e ricerca
    • Natura e animali
    • Clima e ambiente
  • Curiosità
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
Cerca
  • Guide
  • AI
  • App e software
  • Smartphone
  • Recensioni
  • Scienza
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
Lettura: Cozze e ostriche: B12 e selenio, cosa dice lo studio Nature
Share
Notifica
Ridimensionamento dei caratteriAa
Tech iCrewPlay.comTech iCrewPlay.com
Ridimensionamento dei caratteriAa
  • Guide
  • AI
  • App e software
  • Smartphone
  • Recensioni
  • Scienza
Cerca
  • Tecnologia
    • App e software
    • PC e notebook
    • Hardware e periferiche
    • Smart home e IoT
    • Elettrodomestici smart
    • TV, monitor e display
    • Audio
    • Smartwatch e wearable
    • Auto e mobilità
  • AI
  • Guide
  • Smartphone
  • Recensioni
  • Scienza
    • Spazio
    • Salute e ricerca
    • Natura e animali
    • Clima e ambiente
  • Curiosità
    • Cronologia
    • Seguiti
    • Segui
Seguici
  • Contatto
  • Media Kit
  • Chi siamo
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer
Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​
SaluteScienza

Cozze e ostriche: B12 e selenio, cosa dice lo studio Nature

Un'analisi globale pubblicata su Nature rivaluta il ruolo nutrizionale di molluschi e crostacei, ricchi di micronutrienti spesso sottostimati.

Massimo 1 ora fa Commenta! 7
SHARE

Cozze, ostriche, granchi e altri invertebrati acquatici possono fornire quantità molto elevate di micronutrienti essenziali, spesso superiori a quelle di molti pesci a parità di peso. È quanto emerge da un nuovo studio pubblicato su Nature, che ha stimato il profilo nutrizionale di oltre 50.000 specie di invertebrati acquatici e ha confrontato questi dati con la produzione mondiale.

Contenuti di questo articolo
Perché cozze e ostriche sono interessanti dal punto di vista nutrizionaleI molluschi possono superare molti pesci per alcuni micronutrientiPesano meno sulla produzione, ma molto di più sull’apporto di nutrientiEssiccazione e lavorazione possono cambiare molto i valori per 100 grammiLo studio non dice di pescare più molluschi e crostaceiCosa cambia per chi mangia cozze o ostriche

Il dato più impressionante va letto correttamente: la produzione globale attuale di questi alimenti contiene, nel complesso, una quantità di vitamina B12 e selenio equivalente al fabbisogno annuale di oltre 5 miliardi di persone. Non significa che ogni persona consumi realmente quelle quantità, né che una singola porzione copra automaticamente il fabbisogno: è una stima del potenziale nutrizionale della produzione mondiale.

Ostriche, esempio di molluschi ricchi di micronutrienti

Perché cozze e ostriche sono interessanti dal punto di vista nutrizionale

Il gruppo di ricerca ha integrato dati di pesca, acquacoltura e composizione degli alimenti, valutando 30 nutrienti essenziali. Per le specie senza misurazioni dirette è stato costruito un modello che sfrutta informazioni tassonomiche ed ecologiche disponibili nei database biologici.

Leggi Altro

OpenAI Academy: corsi gratis e certificati, come funziona
Jacob Coxon lascia Anthropic: perché teme l’AI
Satellite FLEX: lancio il 15 settembre e cosa misura
HydroGym: l’AI riduce del 38% l’attrito su un’ala
Pubblicità

Il risultato non riguarda soltanto la vitamina B12. Secondo le stime dello studio, la produzione attuale di invertebrati acquatici contiene quantità equivalenti al fabbisogno annuale di oltre un miliardo di persone anche per iodio, zinco, rame e acidi grassi omega-3. Per altri nutrienti, tra cui ferro, magnesio, manganese e alcune vitamine del gruppo B, il contributo potenziale resta comunque rilevante.

NutrientePotenziale stimato della produzione globale
Vitamina B12Fabbisogno annuale equivalente di oltre 5 miliardi di persone
SelenioFabbisogno annuale equivalente di oltre 5 miliardi di persone
IodioOltre 1 miliardo di persone
ZincoOltre 1 miliardo di persone
RameOltre 1 miliardo di persone
Omega-3Oltre 1 miliardo di persone

Queste cifre descrivono il contenuto totale della produzione mondiale confrontato con i fabbisogni annuali di riferimento. Non sono una raccomandazione di consumo individuale e non tengono da sole conto di distribuzione, accessibilità economica, abitudini alimentari e biodisponibilità.

I molluschi possono superare molti pesci per alcuni micronutrienti

Uno dei passaggi più interessanti dello studio riguarda il confronto per 100 grammi. Diverse specie di molluschi mostrano concentrazioni elevate di vitamina B12, ferro, iodio, manganese, magnesio e zinco. Per alcuni di questi nutrienti possono superare numerose specie di pesci con pinne.

È un dato utile anche per leggere meglio il tema dei micronutrienti nell’alimentazione: la qualità nutrizionale non dipende soltanto dal numero di calorie o dalla quantità di proteine, ma anche dalla densità di vitamine, minerali e altri composti essenziali presenti in una porzione.

La vitamina B12, in particolare, svolge ruoli importanti nella formazione dei globuli rossi, nella funzione nervosa e nella sintesi del DNA. Il nuovo lavoro non cambia le indicazioni cliniche sulla B12, ma mostra quanto alcune risorse alimentari marine possano essere dense di questo micronutriente.

Granchio blu, esempio di crostaceo acquatico

Pesano meno sulla produzione, ma molto di più sull’apporto di nutrienti

Nella pesca marina gli invertebrati rappresentano circa il 15% del volume delle catture, ma possono contribuire in misura molto maggiore alla disponibilità di alcuni micronutrienti. Nell’acquacoltura la sproporzione è ancora più evidente: costituiscono circa un terzo del peso prodotto, ma forniscono più della metà della disponibilità stimata di alcuni nutrienti, tra cui iodio, vitamina B12, vitamina C e ferro.

La sintesi pubblicata dalla King Abdullah University of Science and Technology, coinvolta nel lavoro, sottolinea proprio questo punto: molluschi e crostacei sono spesso valutati soprattutto come prodotti della pesca, mentre il loro contributo nutrizionale viene contabilizzato molto meno.

Essiccazione e lavorazione possono cambiare molto i valori per 100 grammi

Lo studio rileva anche differenze legate alla lavorazione. Gli invertebrati essiccati possono mostrare concentrazioni di minerali per 100 grammi molto superiori rispetto al prodotto fresco, in buona parte perché viene rimossa acqua e i nutrienti risultano più concentrati.

Questo è un dettaglio importante quando si confrontano tabelle nutrizionali: 100 grammi di alimento fresco e 100 grammi dello stesso alimento essiccato non sono equivalenti. Una concentrazione maggiore non significa necessariamente che il processo abbia creato più nutrienti.

Lo studio non dice di pescare più molluschi e crostacei

Gli stessi autori invitano a evitare una lettura semplicistica. Dimostrare che questi animali sono nutrienti non significa aumentare indiscriminatamente pesca e raccolta. Il vantaggio potenziale dipende dalla sostenibilità ecologica, dalla sicurezza alimentare, dal costo, dalla disponibilità locale e dalla possibilità reale che questi alimenti raggiungano le popolazioni che ne hanno bisogno.

La ricerca serve soprattutto a correggere un limite nei modelli alimentari globali: gran parte delle valutazioni si concentra sui pesci con pinne, mentre migliaia di specie di molluschi, crostacei e altri invertebrati vengono considerate poco o per nulla. Inserirle nei database permette di stimare con maggiore precisione quanta nutrizione producono davvero oceani, fiumi e sistemi di acquacoltura.

Cosa cambia per chi mangia cozze o ostriche

Per il consumatore il messaggio utile è più semplice: cozze, ostriche e altri molluschi non sono soltanto una fonte di proteine. Possono concentrare micronutrienti che in molte diete sono più difficili da ottenere in quantità adeguate.

Questo non li rende un alimento miracoloso e non elimina la necessità di una dieta varia. Il valore dello studio sta nel quantificare un contributo nutrizionale finora sottostimato e nel mostrare che, quando si parla di sicurezza alimentare globale, guardare soltanto ai grandi pesci significa perdere una parte importante del quadro.

Condividi questo articolo
Facebook Twitter Copia il link
Share
Cosa ne pensi?
-0
-0
-0
-0
-0
-0
lascia un commento lascia un commento

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Contatto
  • Media Kit
  • Chi siamo
  • Lavora con noi
  • Cookie Policy
  • Disclaimer

Copyright © Alpha Unity. Tutti i diritti riservati.​

  • Guide
  • AI
  • App e software
  • Smartphone
  • Recensioni
  • Scienza
Bentornato in iCrewPlay!

Accedi al tuo account

Hai dimenticato la password?