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MIT rivoluziona la cattura della CO₂: -20% sui costi e +600% di efficienza grazie alla nanofiltrazione

MIT rivoluziona la cattura della CO₂ riducendo i consumo del 20% sui costi e +600% di efficienza grazie alla nanofiltrazione

Co₂
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La lotta al cambiamento climatico passa anche per l’anidride carbonica: catturarla dall’atmosfera è una delle sfide più grandi della nostra epoca, ma gli attuali sistemi di carbon capture sono limitati da un paradosso tecnico: o catturi bene la CO₂ e poi fatichi a rilasciarla, oppure la rilasci facilmente ma la catturi male.

Un equilibrio difficile da raggiungere, almeno fino ad ora.

Mit rivoluziona la cattura della co₂: -20% sui costi e +600% di efficienza grazie alla nanofiltrazione

Un team del MIT ha ideato una soluzione che promette di rivoluzionare questo scenario, rendendo la cattura e rilascio elettrochimico della CO₂ sei volte più efficiente e abbattendo i costi di almeno il 20%.

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Il trucco? Una membrana nanofiltrante

Lo studio, pubblicato su ACS Energy Letters, presenta un sistema che introduce un terzo passaggio tra le due fasi classiche (cattura e rilascio).
Attualmente entrambe avvengono nella stessa soluzione acquosa, con due esigenze contrastanti:

  • la cattura richiede ioni idrossido (OH⁻),
  • il rilascio richiede ioni carbonato (CO₃²⁻).

Fino ad oggi, far coesistere queste due chimiche era un incubo tecnico. La soluzione MIT è elegante quanto efficace: una nanofiltrazione che separa gli ioni in base alla carica elettrica, riciclando solo quelli giusti nella fase giusta. Semplificando:

  • gli OH⁻ tornano alla fase di cattura;
  • i CO₃²⁻ proseguono verso il rilascio elettrochimico.
Mit rivoluziona la cattura della co₂: -20% sui costi e +600% di efficienza grazie alla nanofiltrazione

Perché è importante?

“Se non li separi, i protoni reagiscono con gli idrossidi invece che con i carbonati, e ottieni solo acqua, non CO₂”, spiega lo studente Simon Rufer.

Questo comprometteva drasticamente l’efficienza dell’intero sistema, ma con la nuova tecnica, i ricercatori hanno ottenuto un’efficienza di separazione del 95% in laboratorio, rendendo la tecnologia promettente anche su scala industriale.

Impatto economico? Già competitivo

Secondo il team, il costo medio per tonnellata di CO₂ catturata scende da 600$ a 450$ e non è fantascienza: esistono già aziende che acquistano crediti di carbonio a oltre 500$/tonnellata.

Mit rivoluziona la cattura della co₂: -20% sui costi e +600% di efficienza grazie alla nanofiltrazione

Se i costi scendessero sotto i 200$/tonnellata, questa soluzione diventerebbe uno standard de facto per la cattura diretta (DAC) e per le emissioni da fonti puntuali (come centrali elettriche).

Rifacimento facile e chimiche più sicure

Il bello? Il sistema è compatibile con componenti già disponibili in commercio e può essere integrato in impianti esistenti, riducendo barriere d’ingresso. Inoltre, la maggiore efficienza permette di usare assorbenti meno tossici, aprendo la strada a formule più ecologiche e sicure.

Prossimi scenari: carburanti sintetici e materiali

Questa tecnologia non è solo utile per “catturare”: può facilitare anche la fase di conversione della CO₂ in prodotti come carburanti sintetici, materie prime chimiche o materiali per batterie.

Perché ci interessa?

Questa ricerca rappresenta un passo concreto verso tecnologie di decarbonizzazione scalabili e integrabili, esattamente ciò di cui il settore energetico e ambientale ha bisogno.

E in futuro? Potremmo trovarci a parlare di console o data center alimentati da carburante sintetico prodotto proprio grazie a questo tipo di innovazione.

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