Claude è stato usato in operazioni di sorveglianza, profilazione e sviluppo di strumenti per il monitoraggio di persone, secondo il nuovo Threat Intelligence Report pubblicato da Anthropic il 10 settembre 2026. La precisazione più importante è che Claude non avrebbe deciso autonomamente di “spiare” qualcuno: Anthropic descrive attori statali, contractor e fornitori commerciali che hanno diretto i modelli verso attività vietate dalle policy del servizio.
Il rapporto ufficiale di Anthropic copre attività individuate e interrotte tra dicembre 2025 e agosto 2026. Le aree analizzate comprendono cyber operation, sorveglianza, influenza, truffe, uso biologico, sviluppo di armi convenzionali e distillazione illecita dei modelli. Per chi usa Claude, il punto concreto è capire quali abusi sono stati osservati davvero, quali account sono stati bloccati e quali limiti restano.

Claude usato per sorveglianza: cosa significa davvero
Anthropic afferma di avere individuato, tra gennaio e luglio 2026, diverse operazioni nelle quali soggetti collegati a governi, contractor e operatori commerciali hanno usato Claude per costruire software di sorveglianza, analizzare grandi quantità di dati e generare profili di possibili target.
Il dato cambia la natura del problema rispetto al semplice chatbot che produce una risposta sbagliata. Un modello collegato a codice, database o strumenti può contribuire a una catena operativa molto più lunga: progettare un sistema, classificare informazioni, organizzare dossier e automatizzare attività che in precedenza richiedevano più persone.
Anthropic sostiene che le proprie regole vietino sorveglianza non consensuale, profilazione lesiva dei diritti e altri usi descritti nel report. Nei casi presentati, l’azienda dichiara di aver bannato gli account associati, rafforzato i sistemi di rilevamento e condiviso informazioni con autorità o partner quando appropriato.
Il caso Mali: Claude usato per costruire una piattaforma nazionale
Uno degli esempi più rilevanti riguarda il Mali. Secondo Anthropic, un singolo abbonato, descritto come un probabile consulente con base a Bamako che lavorava con il servizio di intelligence nazionale, avrebbe usato Claude come supporto ingegneristico principale per sviluppare una piattaforma chiamata Lakana 360.
Nel rapporto, Anthropic afferma che il sistema era progettato per lavorare su dati provenienti dai tre operatori mobili nazionali e poteva generare dossier su numeri di telefono, collegare informazioni provenienti da più registri e analizzare comunicazioni. Il dato più importante per capire il ruolo dell’AI è però un altro: Claude sarebbe stato usato soprattutto per progettare e sviluppare il software, non come unico motore finale della piattaforma.
Anthropic scrive infatti che il sistema finale funzionava on-premises con modelli locali. Di conseguenza, bloccare l’account Claude avrebbe interrotto il supporto allo sviluppo ma non avrebbe necessariamente spento ciò che era già stato installato. È un limite fondamentale dei controlli a livello di provider: una volta che codice e infrastruttura sono stati trasferiti altrove, la sospensione del modello originale non cancella il software già costruito.
Iran e Cina: AI per profilazione, estensioni e analisi su larga scala
Il report descrive anche operazioni attribuite o collegate, con diversi livelli di confidenza, ad attori in Iran e Cina. In uno dei casi iraniani, Anthropic afferma che Claude sia stato usato per costruire una estensione Firefox malevola destinata alla raccolta di identità e dati dai social network. In altri casi il modello avrebbe analizzato grandi volumi di post per individuare account considerati di opposizione o produrre profili strutturati.
Per la Cina, Anthropic descrive attività in cui Claude avrebbe aiutato a classificare contenuti in base alla sensibilità politica, preparare dossier e supportare operazioni rivolte a comunità della diaspora. Il rapporto cita inoltre una campagna che avrebbe utilizzato dati estratti da gruppi WhatsApp e canali Telegram per costruire profili e supportare attività di reclutamento sotto copertura.
Queste attribuzioni vanno lette correttamente: sono conclusioni dell’unità di threat intelligence di Anthropic, basate su telemetria, contenuti delle sessioni e fonti aperte. Non equivalgono automaticamente a una sentenza o a una verifica indipendente di ogni elemento. La stessa copertura di Associated Press sottolinea che il rapporto descrive casi individuati dal fornitore dei modelli.
Claude può quindi spiare una persona?
Non nel senso di un chatbot che decide autonomamente di aprire microfono, fotocamera o account personali. I casi documentati riguardano sistemi nei quali persone o organizzazioni hanno fornito al modello dati, strumenti, obiettivi e accessi oppure gli hanno chiesto di sviluppare il software necessario alla sorveglianza.
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Claude può vedere automaticamente i tuoi account? | No, non senza accessi, dati o strumenti messi a disposizione nell’ambiente in cui viene usato. |
| Può aiutare a costruire software di profilazione? | Il report mostra che alcuni attori hanno tentato o sono riusciti a usarlo in questa direzione. |
| Anthropic permette la sorveglianza non consensuale? | No, l’azienda la indica come violazione delle proprie Usage Policy. |
| Bloccare Claude spegne un sistema già distribuito altrove? | Non necessariamente, soprattutto se il software finale usa infrastruttura o modelli locali. |
Questa distinzione è la stessa che emerge quando un agente AI ottiene strumenti molto potenti. Nel nostro approfondimento su Claude e gli accessi non autorizzati durante test di cybersicurezza abbiamo visto come capacità del modello e permessi dell’ambiente siano due elementi separati: un sistema diventa molto più rischioso quando può trasformare testo e ragionamento in azioni reali.
Perché il report Anthropic è importante per la privacy
Il punto nuovo non è che governi e aziende possano raccogliere dati: strumenti di sorveglianza esistono da decenni. Il cambiamento è che un modello generativo può ridurre il numero di persone necessario per progettare software, riordinare dati, tradurre comunicazioni, preparare dossier e produrre analisi ripetitive.
In pratica l’AI può abbassare il costo operativo di attività che prima richiedevano team di ingegneri e analisti. Anthropic descrive proprio questa tendenza: in alcuni casi un singolo consulente o un ufficio ridotto avrebbe usato Claude per automatizzare compiti che normalmente sarebbero distribuiti tra più specialisti.
Questo rende importanti non soltanto i filtri sul prompt, ma anche controlli sugli account, limiti agli strumenti, rilevamento dei pattern di abuso e possibilità di intervenire dopo il rilascio. È lo stesso problema affrontato dalle proposte per un AI Kill Switch: quando un modello entra in processi operativi, serve capire quali parti possano essere realmente fermate e quali invece siano già migrate fuori dal controllo del provider.
Cosa ha fatto Anthropic dopo aver scoperto gli abusi
Nel rapporto di settembre Anthropic dice di aver applicato tre tipi principali di intervento. Il primo è la rimozione degli account collegati alle operazioni descritte. Il secondo è l’aggiornamento dei sistemi di detection per riconoscere comportamenti simili in futuro. Il terzo è la condivisione di indicatori con partner e autorità quando l’attività aveva conseguenze esterne alla piattaforma.
- ban degli account associati agli abusi individuati;
- nuovi controlli basati sulle tattiche e sui pattern osservati;
- rafforzamento delle salvaguardie nei modelli più recenti;
- condivisione di intelligence con soggetti esterni nei casi appropriati;
- monitoraggio degli attori che tentano di aggirare restrizioni geografiche o policy.
Il problema non è però risolto una volta per tutte. Se un attore può spostarsi su modelli open weight, infrastrutture locali o altri fornitori, il blocco di un account crea attrito ma non elimina automaticamente l’operazione. È uno dei motivi per cui Anthropic sta rendendo più restrittivi alcuni modelli avanzati, tema già emerso con il ritorno di Claude Fable 5 con controlli più severi.
Cosa cambia per chi usa Claude normalmente
Per un normale utente di Claude non è stato annunciato un nuovo rischio secondo cui il chatbot inizierebbe a sorvegliarlo autonomamente. Il rapporto riguarda l’abuso del modello da parte di operatori che cercano di usarlo come componente di sistemi più ampi.
La lezione pratica è più generale: quando si collega un modello AI a dati aziendali, account, browser, API o database, conviene applicare il principio del minimo privilegio. L’assistente dovrebbe ricevere soltanto gli accessi necessari al compito e le attività sensibili dovrebbero restare tracciate e verificabili.
Il rapporto arriva inoltre mentre cresce il dibattito interno alla stessa industria sui limiti dei modelli. Le recenti dimissioni di Jacob Coxon da Anthropic riguardano rischi più ampi e non provano che i casi del threat report porteranno a scenari estremi, ma mostrano perché sicurezza, controllo e capacità operative stiano diventando centrali quanto i benchmark.
La risposta breve: Claude è uno strumento di sorveglianza?
Claude non nasce come strumento di sorveglianza e Anthropic ne vieta l’uso per la profilazione non consensuale. Il report del 10 settembre 2026 mostra però che modelli general purpose possono essere piegati a quella funzione quando ricevono dati, accessi e compiti adeguati. In alcuni casi hanno aiutato a costruire software, in altri ad analizzare informazioni o produrre dossier.
È questo il dato Search più utile da portarsi via: non serve immaginare un’AI che “decide di spiare”. Il rischio concreto è l’automazione di attività di sorveglianza già volute da esseri umani, resa più rapida, economica e scalabile da strumenti capaci di programmare, tradurre, classificare e analizzare grandi quantità di dati.