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Carta etica sull’AI: i robot del 3000 avranno un’anima

La Carta Etica sull'AI è nata dall'esigenza dettata dal Vaticano insieme ai grandi dell'informatica di porre dei punti fermi sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale

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Il dibattito sull’etica che deve essere alla base della robotica ha sempre acceso gli animi e influenzato scrittori e registi. Così Vaticano e i colossi della robotica si sono riuniti per scrivere la Carta Etica sull’AI (intelligenza artificiale).

Carta Etica sull'AI città del Vaticano

L’etica è una feritoia che porta ad importanti riflessioni, non necessariamente a decidere cosa sia giusto o sbagliato, concetti che hanno imparato a modularsi col tempo, ma a porre le basi per una società più vicina alla sacralità della Vita in tute le sue forme. La Carta Etica sull’AI l’obiettivo ambizioso di allineare i valori umani all’intelligenza artificiale.

Il Vaticano ha radunato gli esperti mondiali dell’informatica e i primi a firmare la Carta Etica sull’AI sono stati  Brad Smith, presidente di Microsoft, e John Kelly III, vicepresidente esecutivo di Ibm. La Carta Etica sull’AI sarà ufficializzata tramite pubblicazione il 28 febbraio.

Carta Etica sull’AI: posizione del Vaticano

Carta Etica sull'AI PAV

Il Vaticano è il padre, si può dire, dello sviluppo della Carta Etica sull’AI, in quanto ha reclutato i big dell’intelligenza artificiale per aprire un dialogo sui limiti che non dovrebbero essere superati per la salvaguardia della salute dell’uomo. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita (Pav). ha ha dichiarato aperto l’evento “Rome Call for AI Ethics”.

Il Monsignore Paglia, riguardo la posizione del Vaticano sulla necessità di porre dei punti fermi sull’AI ha dichiarato: ” Non c’è una posizione magisteriale già definita. A partire dal termine stesso: non sappiamo cosa sia l’intelligenza umana, come possiamo parlare di “intelligenza artificiale”? Già la parola è fuorviante, perché la riproduzione artificiale di alcune funzioni mentali non coincide con l’intelligenza. Comunque, i riferimenti del Vaticano sul tema sono quelli della Dottrina sociale della Chiesa, come la dignità della persona umana e dell’intera famiglia umana, la giustizia e la solidarietà. Ma il mondo tecnologico è complesso e ci chiede di trovare vie perché questi principi diventino realmente incisivi”.

Carta Etica sull’AI: dignità della persona, della famiglia, giustizia e solidarietà

Carta Etica sull'AI family

Il Monsignor Paglia ha tracciato alcuni punti cardine dell’interno della “Rome Call for AI Ethics”, stabilendo che l’AI non  deve surclassare la dignità umana e i suoi valori. Questo diventa possibile nel momento in cui L’etica segue tutti i processi produttivi legati ai dispositivi corredati di Intelligenza artificiale.

Non solo, l’attenzione deve essere rivolta a 360° all’intero sviluppo della creazione delle varie forme dell’AI, comprendendo addirittura produzione, la distribuzione e l’utente finale. A questo riguardo, Papa Francesco ha coniato il termine “algoretica”.

Carta Etica sull’AI: l’impegno della Pav

È lo stesso Monsignor Paglia a chiarirci quale sia il ruolo della PAV: “Ha un ruolo di catalizzatore. Favorisce l’incontro e propone uno spazio aperto di dialogo perché cresca la consapevolezza della profondità degli effetti della trasformazione digitale. È in ricerca con gli altri, favorisce la comunicazione e l’incontro tra soggetti che talvolta sono in competizione tra loro. Naturalmente noi offriamo anche la nostra visione della persona, della società e dell’etica, ispirate dal Vangelo, ma sempre elaborando argomenti e linguaggi che siano comprensibili e convincenti nel dibattito pubblico”.

Le nuove tecnologie ormai sono parte integrante della nostra vita quotidiana, quindi anche da un punto di vista puramente laico la Carta Etica sull’AI ha una sua rilevanza, facendo in modo che termini come transparency, inclusion, accountability, responsibility, impartiality, reliability, security, privacy,  siano patrimonio di tutti. Questo è l’obiettivo finale della PAV.

Carta Etica sull’AI:  consapevolezza sul suo utilizzo

Vivendo in un mondo iperinformato che promuove continui stimoli e fa diventare i dispositivi tecnologici quasi una protesi dell’uomo stesso, è lecito pensare che questo possa creare un cortocircuito riguardo l’utilizzo dell’AI. Si tende ad avere un approccio superficiale verso un argomento così complesso come L’etica legata alla robotica.

Non è facile prospettare soluzioni. Monsignor Paglia ha però una sua opinione rispetto alla tematica della consapevolezza, per lui è  importante: “Sviluppare capacità critiche per comprendere il mondo attuale, così diverso dal precedente. Quindi più ne siamo consapevoli, più potremo agire in modo critico, non solo sul piano personale, ma anche su quello sociale e politico.”

In conclusione, si può affermare che è l’uomo stesso che deve stabilire i limiti per salvaguardare se stesso, la sua dignità, i suoi simili e l’ambiente che lo circonda. La Carta Etica sull’AI può essere un buon inizio per la tutela dei diritti umani e perché la tecnologia sia al servizio delle persone e non un becero mezzo di arricchimento dei mercati.

Carta Etica sull'AI conclusione

Pensi che la Carta Etica sull’AI avrà una funzione significativa sulla tutela della dignità umana? Ti piacerebbe aggiungere le tue considerazioni alla Carta Etica? Dicci cosa ne pensi nei commenti.

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