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Microsoft Digital Civility Index: come salvarsi dalla rete

Microsoft dà il suo contributo per arginare il problema della violenza nel web

Da qualche anno a questa parte il focus dell’attenzione sul web si è spostato su un aspetto tanto inquietante quanto allarmante: la mancanza di civiltà. La rete è diventata un covo di hater, molestatori, cyberbullismo, stalking e sexting, oltre ad una vera e propria cuccagna per i pedofili. Nonostante la comunità europea si stia adoperando per regolamentare questo fenomeno, questo non basta ad arginare il problema. A dimostrarlo è stato uno studio compiuto da Microsoft Digital Civility Index, presentato al Safer Internet Day.

Secondo la ricerca condotta dal Microsoft Digital Civility Index, la mancanza di buon senso e una certa attitudine violenta dei così detti “leoni da tastiera” sono aumentate in tutto il mondo, Italia compresa. Rispetto all’anno scorso, questa tendenza è aumentata sensibilmente e l’Italia si colloca al 10° posto nella classifica, perdendo un posto rispetto al 2019.

I principali insight

Cyberbullismo

Secondo il Microsoft Digital Civility Index, la ricerca è stata strutturata seguendo i seguenti parametri:

Contatti indesiderati, fake news e sexting indesiderato sono i rischi più comuni riscontrati, rispettivamente dal 41%, 29% e 23% degli intervistati italiani.

  • Il Cyberbullismo, nonostante abbia subito un leggero arresto, continua a mietere vittime: il 22% degli intervistati è stato vittima dei bulli online.
  • I comportamenti scorretti online riguardano principalmente il body shaming (28%), l’orientamento sessuale (21%) e la politica (21%).
  • Il 67% degli intervistati ha dichiarato di avere subito nel web dei comportamenti scorretti almeno 2 o più volte.
  • Dal rischio virtuale a quello reale il passo è breve: il 33% ha infatti incontrato di persona l’autore della minaccia. A livello mondiale, invece, nel 30% dei casi si tratta addirittura di amici e familiari.
  • Danni alla propria reputazione (89%), molestie (87%),maltrattamenti (82%), micro-aggressioni (76%) e misoginia (73%) sono i rischi per cui le vittime provano più dolore e disagio.

Teenager e rischi del futuro

Body shaming

Il Microsoft Digital Civility Index ha evidenziato come gli adolescenti minati dalla violenza virtuale abbiano chiesto il sostegno dei loro genitori. Le campagne di sensibilizzazione al riguardo si sono dimostrate particolarmente efficaci, aumentando questa tendenza del 7%. La ricerca ha posto agli intervistati un quesito che riguarda la loro sicurezza nel futuro e gli interessati si sono dimostrati ottimisti rispetto al nuovo decennio in arrivo:

  • Rispetto, sicurezza e libertà sono le prime tre parole che secondo gli intervistati caratterizzeranno le esperienze online nei prossimi dieci anni.
  • Il 50% ha fiducia che le aziende tech e i social media introducano nuove policy e sviluppino strumenti per arginare, se non eliminare, comportamenti online poco civili e irrispettosi, valutando di introdurre punizioni per le condotte scorrette.
  • Il 50% si aspetta un miglioramento significativo della capacità di proteggere la propria privacy e i propri dati personali.
  • Il 34% pensa che le molestie online subiranno una regressione nei confronti delle donne, il 33% stima una diminuzione del cyberbullismo e il 33% si augura un dialogo politico online più costruttivo.

Barbara Cominelli, Direttore Marketing & Operations
Microsoft Italia

La dottoressa Cominelli, ha rilasciato un esaustivo commento sulla ricerca: “Anche quest’anno il Microsoft Digital Civility Index offre uno spaccato sui comportamenti che gli Italiani hanno in relazione alle principali minacce online. È preoccupante constatare come in generale la situazione si sia aggravata sia in Italia sia a livello globale e come la diversità sia al giorno d’oggi ancora fonte di discriminazione e causa di comportamenti scorretti sul web. Tuttavia, ci rincuora riscontrare soprattutto tra i più giovani una maggiore consapevolezza di questo tipo di problematiche e vedere crescere la loro propensione a rivolgersi a persone esperte per chiedere loro aiuto.

Giornate come il Safer Internet Day devono contribuire a sensibilizzare tutti sui comportamenti corretti da tenere online. Combattere l’odio online ed educare al rispetto dell’altro deve essere una priorità di tutti. Siamo costantemente impegnati per promuovere nel nostro Paese un uso attento delle nuove tecnologie e di Internet e per sostenere il valore dell’Inclusione, affinché gli Italiani di tutte le età imparino ad usare il digitale con grande consapevolezza, cogliendone le opportunità, in totale sicurezza”.

Quattro principi per un buon utilizzo di Internet

Violenza sulle donne

Microsoft, da sempre interessata a salvaguardare la privacy e la salute dei suoi utenti ha stillato, tramite la Digital Civility Challenge,  quattro principi che aiuteranno i consumatori ad avere interazioni virtuali più protette:

  1. La Regola d’Oro: agire con empatia e gentilezza in ogni interazione e trattare tutti online e offline con dignità e rispetto.
  2. Rispettare le differenze, dando valore alle diverse prospettive e, quando emergono disaccordi, evitare accuse e attacchi personali.
  3. Pensare prima di rispondere: se non si è d’accordo su una determinata questione, non postare o inviare nulla che possa ferire l’altra persona, danneggiare la sua reputazione o compromettere la sua sicurezza.
  4. Difendere se stessi e gli altri, aiutando chi è vittima di abusi online o atti di crudeltà attraverso la segnalazione di comportamenti inappropriati o poco sicuri.

Ulteriori informazioni sono disponibili online ai seguenti link:
Microsoft Civility Index
Blog Microsoft

 Conclusioni

Microsoft Digital Civility Index

Non si può rimanere indifferenti all’incongruenza tra i dati che dimostrano un aumento della violenza virtuale e l’ottimismo dimostrato dal campione intervistato nella ricerca Microsoft Digital Civility Index. Per quanto un vademecum su una corretta netiquette possa tornare utile, lo sarà solo in chi è già predisposto a seguire le regole del buonsenso. Personalmente credo molto di più in un sistema legislativo preparato sulle evoluzioni sociali e interventista, sia con la prevenzione che con la punizione di comportamenti che spesso degenerano in disgrazie.

Pensi che questa ricerca contribuirà ad arginare il problema crescente della violenza nel web? Sei mai stato vittima di comportamenti scorretti in rete? Dimmi cosa ne pensi nei commenti.

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