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Biopsia cerebrale eseguita con un braccio robotico a Padova

Il reparto di neurochirurgia della clinica ospedaliera dell'Università di Padova è stato protagonista di un intervento di biopsia cerebrale eseguito attraverso un braccio robotico

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La clinica ospedaliera dell’Università di Padova si è resa protagonista di un intervento chirurgico tanto delicato quanto incredibile: è stata eseguita infatti, una biopsia cerebrale con l’ausilio di un braccio robotico.

Biopsia cerebrale

L’intervento di è svolto all’interno del reparto di neurochirurgia, grazie ad un’equipe medica coordinata dal Prof. Andrea Landi, Neurochirurgo e primo operatore dell’equipe stessa.

Biopsia cerebrale tramite braccio robotico: l’intervento

Biopsia cerebrale

 

Il Prof. Domenico D’Avella, direttore Cattedra di Neurochirurgia/Università di Padova e la Neurochirurgia, diretta dal Dott. Franco Chioffi, si è servito di un sistema tecnologico che consiste nell’integrazione del neuro-navigatore con un braccio robotico, in grado di allineare e posizionare autonomamente gli strumenti
chirurgici, in questo caso la cannula per i prelievi bioptici.

Il braccio robotico è stato guidato da Andrea Landi, prof. associato di Neurochirurgia, seguendo le informazioni ottenute dalla navigazione cerebrale: grazie a questo approccio è stato possibile la biopsia stereotassica con procedura mini-invasiva chirurgica, garantendo un’elevata precisione e riducendo i tempi dell’intervento.

L’operazione ha avuto esito positivo e il reparto di neurochirurgia dell’Università di Padova si può dire sia tra i pionieri nell'”aver gestito in modo encomiabile questa nuova tecnica, raggiungendo una zona del cervello che attraverso un intervento tradizionale sarebbe stata inaccessibile.

Il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, ha dichiarato: “La tecnologia è la sanità del futuro. Per questo motivo in Veneto investiamo tanto sulle tecnologie più moderne. Complimenti ai neurochirurghi dell’Azienda Ospedaliera di Padova che hanno saputo metterle a frutto in un ambito tanto delicato come una biopsia cerebrale“.

“L’intervento è durato poco, è stato meno invasivo che con le tecniche tradizionali e ha permesso di raccogliere il campione con una precisione ultra millimetrica. E’ quello che il sistema sanitario veneto cerca per ogni paziente: risultati sempre migliori, cure sempre più accurate, la minor sofferenza possibile”, ha concluso Zaia.

L’équipe chirurgica responsabile dell’intervento robotico, è composta da: Prof. Andrea Landi, primo operatore, Dott. Francesco Paoloni e Dott. Samuel Caliri, assistenti, Dott.ssa Marzia Grandis, anestesista. Infermieri di sala: Sabrina Fanton, Antonella Quatosi, Elena Zaramella. Hanno collaborato: il Prof. Domenico D’Avella Cattedra di Neurochirurgia dell’Università di Padova, oltre a diverse Unità Operative del Dipartimento di Neuroscienze: la Neurochirurgia diretta dal Dott. Franco Chioffi, la Terapia Intensiva diretta dalla Dr.ssa Marina Munari, la Neuroradiologia diretta dal Dott. Francesco Causin, la Clinica Neurologica diretta dal Prof. Maurizio Corbetta e la Neurologia del Sant’Antonio.

Pensi che i reperti di chirurgia debbano essere equipaggiati con sistemi tecnologici avanzati? Dicci la tua nei commenti.

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