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Disastro di Mariana: banane contaminate e rischio per i bambini secondo un nuovo studio brasiliano

A più di un decennio dal catastrofico crollo della diga di Fundão in Brasile, gli scienziati hanno scoperto prove inquietanti che i rifiuti minerari continuano a finire negli alimenti di uso quotidiano.

Banane
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Tempo di lettura3 minuti
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Le banane sono un frutto molto comune entrate da anni nella nostra alimentazione quotidiana… eppure potrebbero essere contaminate.

A oltre dieci anni dal crollo della diga di sterili di Fundão (Minas Gerais, 2015), emergono nuovi dati preoccupanti sugli effetti a lungo termine del disastro ambientale. Un team di ricercatori dell’Università di São Paulo (USP), dell’Università Federale dell’Espírito Santo (UFES) e dell’Università di Santiago de Compostela ha analizzato la sicurezza alimentare delle colture coltivate vicino all’estuario del fiume Doce, nell’area di Linhares.

Disastro di mariana: banane contaminate e rischio per i bambini secondo un nuovo studio brasiliano

Il risultato? Alcuni alimenti, in particolare le banane, potrebbero rappresentare un rischio sanitario per i bambini sotto i sei anni.

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Metalli pesanti nel suolo: cosa hanno trovato i ricercatori

Il disastro del 2015 riversò milioni di metri cubi di fanghi minerari ricchi di ossidi di ferro lungo il bacino del Rio Doce. Gli ossidi di ferro, oltre a essere il componente principale degli sterili, possono legare metalli potenzialmente tossici (PTE – Potentially Toxic Elements) come:

  • Cadmio
  • Cromo
  • Rame
  • Nichel
  • Piombo
Disastro di mariana: banane contaminate e rischio per i bambini secondo un nuovo studio brasiliano

Lo studio, pubblicato su Environmental Geochemistry and Health, ha esaminato tre colture tipiche dell’area colpita:

  • Banane
  • Manioca
  • Polpa di cacao

L’obiettivo era capire se i metalli presenti nel suolo contaminato potessero trasferirsi alle parti commestibili delle piante.

Come i metalli passano dal suolo al nostro piatto

La ricerca si distingue per aver tracciato l’intero percorso di contaminazione:

Residui minerari → Suolo → Acqua → Pianta → Tessuti commestibili

Gli scienziati hanno raccolto campioni di suolo e piante, essiccato e macinato separatamente radici, fusti, foglie e frutti, quindi analizzato chimicamente le concentrazioni di metalli, espresse in mg/kg di biomassa secca.

Disastro di mariana: banane contaminate e rischio per i bambini secondo un nuovo studio brasiliano

I risultati mostrano comportamenti differenti tra le colture:

  • Banane e manioca: la maggior parte dei metalli si concentra nelle parti sotterranee (radici e tuberi).
  • Cacao: livelli elevati anche in fusti, foglie e frutti.
  • Polpa di cacao: rame e piombo oltre i limiti raccomandati dalla FAO.

Ma il dato più rilevante riguarda le banane.

Valutazione del rischio: adulti vs bambini

Il team ha calcolato tre indicatori di rischio:

  • RQ (Risk Quotient)
  • RI (Risk Index)
  • TRI (Total Risk Index)

Un valore TRI inferiore a 1 indica rischio non significativo.

Per gli adulti, i valori restano generalmente sotto la soglia di rischio.

Per i bambini sotto i sei anni, invece, il TRI delle banane supera 1.

Il principale responsabile è il piombo, mentre il cadmio supera anch’esso i limiti raccomandati.

Disastro di mariana: banane contaminate e rischio per i bambini secondo un nuovo studio brasiliano

Secondo i ricercatori, l’esposizione prolungata al piombo, anche a basse concentrazioni, può:

  • compromettere in modo permanente lo sviluppo cerebrale
  • ridurre il quoziente intellettivo
  • aumentare problemi di attenzione e comportamento

In altre parole, non si parla di effetti acuti immediati, ma di un possibile impatto cronico sul neurosviluppo.

Il rischio cumulativo nel lungo periodo

Un altro punto critico è la prospettiva temporale. Considerando un’aspettativa di vita media di circa 75 anni, l’esposizione continuativa a basse dosi di metalli pesanti potrebbe comportare:

  • danni diretti o indiretti al DNA
  • aumento del rischio oncologico
  • possibili tumori del sistema nervoso centrale, dell’apparato digerente e dei tessuti ematopoietici

Il rischio dipende dalla biodisponibilità dei metalli e dalla capacità dell’organismo di assorbirli e metabolizzarli.

Una questione ancora aperta

Il dato forse più significativo non è tanto il superamento di alcune soglie, quanto il fatto che l’esposizione ambientale continui a generare effetti misurabili a distanza di anni dal disastro.

Il caso del Rio Doce evidenzia un punto chiave spesso sottovalutato nelle emergenze ambientali:
il problema non termina con la bonifica superficiale, ma prosegue nella catena alimentare.

Disastro di mariana: banane contaminate e rischio per i bambini secondo un nuovo studio brasiliano

E quando si parla di bambini, la soglia di tolleranza deve essere necessariamente più bassa.

La ricerca solleva quindi una domanda fondamentale per le politiche ambientali e sanitarie:
quanto monitoraggio a lungo termine viene realmente garantito dopo un disastro industriale?

Perché l’inquinamento non è solo un dato chimico: è una variabile biologica che agisce nel tempo.

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