Una chiavetta USB che si apre con l’impronta digitale non è necessariamente una chiavetta con file cifrati. Nel caso delle Lenovo ThinkPlus FU100, FU200, TU800 e TSD303 di prima generazione (Gen 1), tre vulnerabilità registrate da Lenovo mostrano rischi distinti: possibile lettura dei dati con accesso fisico, esposizione di informazioni tramite software locale e aggiramento dell’autenticazione per aggiungere un’impronta non autorizzata. Per documenti sensibili, non considerare la sola impronta una garanzia di riservatezza.
Non si tratta di una scoperta avvenuta il 1° novembre 2026: le segnalazioni ufficiali sono state pubblicate il 14 gennaio 2026 e sono tornate al centro di approfondimenti tecnici a fine ottobre. Non abbiamo effettuato prove sui dispositivi: le indicazioni seguono i record CVE attribuiti a Lenovo e la documentazione ufficiale sulla cifratura delle unità rimovibili.
Quali chiavette Lenovo ThinkPlus sono coinvolte?
I record di sicurezza indicano precisamente quattro modelli della generazione 1. La denominazione commerciale va controllata insieme alla generazione e, quando disponibile, al codice modello sull’etichetta, sulla confezione o nei documenti d’acquisto.
| Modello | Versione indicata nei CVE | Che cosa controllare |
|---|---|---|
| Lenovo ThinkPlus FU100 | Gen 1 | Identificativo del prodotto e protezione reale del volume dati |
| Lenovo ThinkPlus FU200 | Gen 1 | Generazione e istruzioni di sicurezza del produttore |
| Lenovo ThinkPlus TU800 | Gen 1 | Identificativo esatto, non solo marchio ThinkPlus |
| Lenovo ThinkPlus TSD303 | Gen 1 | Generazione e software di configurazione in uso |
Non è corretto estendere automaticamente l’allerta a ogni chiavetta Lenovo, alle generazioni successive o a qualsiasi memoria USB con sensore biometrico. Per questi prodotti, la fonte primaria è il record CVE-2025-13453 attribuito a Lenovo, che elenca tutti e quattro i modelli Gen 1 e descrive un rischio per la riservatezza dei dati con accesso fisico.
Impronta digitale e cifratura: due protezioni diverse
Un lettore di impronte può funzionare come controllo di accesso: decide se mostrare o sbloccare normalmente il contenuto del dispositivo. La cifratura dei dati a riposo trasforma invece i file in informazioni non leggibili senza la chiave appropriata. Se manca una cifratura effettiva, un controllo biometrico può essere aggirabile senza necessariamente conoscere l’impronta originale.
Questa distinzione è decisiva soprattutto quando l’unità viene smarrita o sottratta. Una schermata che richiede il dito, la presenza di un sensore o la scritta «encrypted» sulla confezione non dimostrano da sole che il contenuto sia protetto crittograficamente. Servono specifiche verificabili, il modello esatto e una protezione adeguata ai dati conservati.

Cosa dicono esattamente le vulnerabilità CVE?
Le tre segnalazioni hanno condizioni d’attacco differenti. Non bisogna fonderle nella formula generica «chiunque può entrare da remoto».
| Identificativo | Problema documentato | Condizione principale |
|---|---|---|
| CVE-2025-13453 | Possibile lettura dei dati archiviati sulla chiavetta; debolezza classificata come mancanza di cifratura dei dati sensibili | Accesso fisico al dispositivo |
| CVE-2025-13454 | Possibile accesso a informazioni sensibili del dispositivo tramite il software di configurazione ThinkPlus | Utente locale già autenticato |
| CVE-2025-13455 | Possibile aggiramento dell’autenticazione del dispositivo e registrazione di un’impronta non attendibile | Utente locale già autenticato, con condizioni specifiche |
Il record CVE-2025-13455 pubblicato da Lenovo precisa che l’aggiramento riguarda il software di configurazione e non un accesso indiscriminato da Internet. Le CVE sono state pubblicate nel gennaio 2026; non sono automaticamente tre attacchi sfruttati in massa. Il grado di rischio cambia in base a chi può prendere la chiavetta o utilizzare il computer a cui è collegata.
Hai una ThinkPlus Gen 1? Cosa fare senza rischiare i file
- Identifica prima il modello. Controlla la sigla FU100, FU200, TU800 o TSD303 e la generazione. Un nome simile non è sufficiente per dedurre che l’unità sia vulnerabile.
- Se contiene documenti sensibili, non affidarti soltanto all’impronta. Evita di usare la chiavetta come unica copia di password, scansioni di documenti, file di clienti o archivi personali importanti.
- Prepara un backup in una destinazione affidabile. Prima di cancellare, formattare o sostituire il supporto, verifica che il backup sia leggibile e completo. Un reset prematuro può rendere irrecuperabili i file senza migliorare la protezione del dispositivo.
- Usa una cifratura indipendente verificata. Su Windows, BitLocker To Go può proteggere unità rimovibili quando disponibile e compatibile; salva la chiave di ripristino in un luogo separato e controlla che la cifratura sia effettivamente attiva. Non confondere una cartella nascosta o una password d’accesso con una cifratura del volume.
- Richiedi a Lenovo indicazioni per quel codice prodotto. Le registrazioni CVE rimandano a un advisory del produttore, ma non permettono qui di verificare con certezza una patch firmware specifica applicabile a ogni modello. Non installare firmware o programmi di sblocco trovati su siti non ufficiali.
- Se temi una precedente esposizione, valuta i dati coinvolti. Per credenziali o segreti effettivamente compromessi può essere necessario cambiarli; il semplice possesso di una chiavetta vulnerabile non dimostra che qualcuno abbia già letto i file.
La guida Tech su BitLocker e la chiave di ripristino chiarisce perché è essenziale conservare correttamente le credenziali di recupero. Se stai scegliendo un altro supporto, ricorda anche che robustezza fisica, velocità e cifratura sono caratteristiche diverse: la nostra analisi del Samsung T7 Shield riguarda un SSD esterno, non dimostra automaticamente che ogni sua configurazione sia cifrata.
Come verificare se i file sono davvero cifrati?
Per una unità rimovibile su Windows, verifica nelle impostazioni di BitLocker la presenza di una protezione attiva sul volume e il metodo di recupero configurato. La disponibilità della funzione dipende dall’edizione di Windows e dalla configurazione del PC; non promette che il software proprietario della chiavetta possa essere riparato. Per supporti usati anche su macOS o Linux, considera un sistema di cifratura progettato e supportato per tutte le piattaforme necessarie e verifica prima la compatibilità.
Il controllo più utile non consiste nel provare tecniche di estrazione o smontare il dispositivo, ma nel separare il livello di autenticazione dall’effettiva cifratura dei dati. Se il produttore non documenta in modo attendibile come vengono cifrati i file sul modello esatto, tratta la protezione come non dimostrata e usa una soluzione indipendente o un dispositivo affidabile.
Quanto è attuale l’allerta e cosa non sappiamo?
Le CVE Lenovo risalgono al 14 gennaio 2026; approfondimenti successivi hanno riportato l’attenzione sul tema. Non abbiamo riscontri sufficienti per confermare quante chiavette vulnerabili siano state vendute in Italia, quali unità siano ancora in uso o se esista per ciascuna una correzione firmware distribuibile. Anche la semplice presenza di una vulnerabilità registrata non prova uno sfruttamento reale ai danni di un utente.
In sintesi: se possiedi una Lenovo ThinkPlus Gen 1 indicata nei CVE, non usare l’impronta come unica protezione per dati confidenziali. Verifica il modello, conserva una copia sicura, controlla la cifratura e chiedi al produttore istruzioni aggiornate. Per chi acquista una nuova unità, la domanda giusta non è solo «ha il lettore biometrico?», ma «come sono cifrati i file anche se il dispositivo finisce nelle mani sbagliate?».




Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.