La coperta solare ideata da Rebecca Young è un sistema riscaldante trasportabile in uno zaino: i pannelli fotovoltaici caricano una batteria, che alimenta il riscaldamento quando serve. Nata per aiutare le persone senza dimora a Glasgow, l’idea è diventata un prototipo con Thales e nel 2026 è al centro di un progetto di produzione più ampia con Royal British Veterans Enterprise (RBVE).
Il riconoscimento di TIME risale al 2025. Lo sviluppo successivo riguarda soprattutto il passaggio dalla dimostrazione ingegneristica a un modello che unisce vendita, donazioni e lavoro per veterani e persone con disabilità.
Come funziona la coperta solare nello zaino
Il dispositivo riunisce tre elementi: coperta o sacco a pelo riscaldante, pannelli solari e batteria. La luce viene convertita in elettricità e l’energia viene accumulata per essere impiegata in un secondo momento. La batteria non conserva quindi il calore del sole: alimenta gli elementi che producono calore.
Nel prototipo descritto da Primary Engineer, un circuito legge la temperatura e alterna accensione e spegnimento per gestire il consumo. Il telaio dello zaino, realizzato anche con parti stampate in 3D, sostiene i pannelli e lascia spazio agli oggetti personali. La forma simile a un sacco a pelo aiuta a trattenere il calore.

Il principio della ricarica in movimento si ritrova anche nei pannelli solari portatili per dispositivi mobili. In questo progetto, però, l’energia raccolta serve ad alimentare un sistema termico: raccolta, accumulo e consumo devono essere dimensionati insieme.
Dall’idea a scuola al riconoscimento di TIME
Rebecca frequentava la Kelvinside Academy di Glasgow quando propose il progetto nell’ambito del concorso Primary Engineer. Secondo il profilo pubblicato da TIME il 14 agosto 2025, ebbe l’idea a 11 anni, dopo aver visto persone dormire all’aperto durante l’inverno. Nel profilo della rivista era indicata come dodicenne: quell’età va riferita alla data del riconoscimento.
Il team di laureati e apprendisti Thales trasformò il disegno in un sistema funzionante, presentato il 24 maggio 2024. Il prototipo ottenne poi una medaglia d’argento e il riconoscimento del voto pubblico ai Primary Engineer MacRobert Medal del novembre 2024.
Nel giugno 2025 Thales annunciò il finanziamento di 150 coperte per sei organizzazioni dell’area di Glasgow. Le prime 35 risultavano già consegnate a Homeless Project Scotland, per supportare 31 letti in alloggi temporanei. È una distinzione utile: la documentazione descrive anche un impiego nell’accoglienza, non soltanto in strada.
Cosa è cambiato nel 2026 con RBVE
Nel comunicato del 18 marzo 2026, RBVE ha annunciato che veterani e persone con disabilità avrebbero assemblato e spedito le coperte attraverso le proprie imprese sociali. Il modello previsto è una coperta donata per ogni unità acquistata.

Questo passaggio amplia il progetto oltre il primo lotto sostenuto da Thales. L’annuncio, tuttavia, non costituisce un bilancio delle consegne effettuate: non permette da solo di stabilire quante unità siano state vendute o distribuite successivamente.
Autonomia e ricarica: cosa sappiamo e cosa manca
La ricostruzione ufficiale di Primary Engineer conferma l’evoluzione del progetto. Per valutarne le prestazioni sul campo servono però dati tecnici confrontabili: capacità della batteria in Wh, potenza assorbita ai diversi livelli, tempo di ricarica e condizioni di temperatura e illuminazione.
Le otto ore richiamate nella descrizione della progettazione erano il requisito usato per i calcoli iniziali. Non equivalgono a un’autonomia verificata in qualsiasi situazione. Anche la resa dei pannelli dipende dalle condizioni di esposizione: “solare” non significa energia disponibile senza limiti. Per approfondire questo aspetto puoi leggere anche quali fattori controllare quando un pannello solare non carica, tenendo presente che riguarda un dispositivo diverso.
Il valore del progetto sta nell’aver collegato un bisogno osservato a scuola con competenze ingegneristiche e una rete di sostegno. Una coperta riscaldante resta un aiuto aggiuntivo: l’accesso a un alloggio sicuro e ai servizi di assistenza rimane essenziale. Quale dato vorresti conoscere per capire meglio l’utilità concreta di questa invenzione?




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