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I ragni dormono davvero? Cosa rivela lo studio sul sonno REM-like

Lo studio sui ragni saltatori distingue due fasi di sonno: cosa dimostra e perché non prova che sognino

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Sì, i ragni possono dormire: uno studio pubblicato il 26 ottobre 2026 su Proceedings of the National Academy of Sciences ha documentato nel ragno saltatore Portia fimbriata un riposo regolato, con due stati distinti, uno dei quali simile alla fase REM. Questo non dimostra però che i ragni sognino come gli esseri umani. Il punto centrale della scoperta è che i ricercatori hanno verificato sperimentalmente criteri di sonno, anziché basarsi soltanto sull’immobilità.

Come fanno gli scienziati a capire se un ragno dorme?

Un animale fermo non è necessariamente addormentato: può essere inattivo, all’erta oppure in una condizione di torpore. Per questo il gruppo dell’Università di Bonn ha osservato Portia fimbriata per giorni e notti, verificando postura, alternanza tra attività e riposo, risposta agli stimoli e recupero dopo l’interruzione del sonno.

Gli esemplari si sistemavano a testa in giù su piccole piattaforme di seta, assumendo una posizione caratteristica e rimanendo quasi immobili. I periodi di riposo seguivano un’organizzazione temporale regolare. Quando erano in uno stato di sonno simile al REM, reagivano meno prontamente a determinati stimoli rispetto a quando erano svegli.

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Che cos’è la fase REM-like osservata nei ragni?

Negli esseri umani, REM significa rapid eye movement ed è una fase del sonno associata a specifiche caratteristiche fisiologiche. Nel ragno saltatore i ricercatori hanno osservato movimenti dei tubi retinici, piccoli scatti delle zampe e altri movimenti del corpo durante episodi che interrompevano fasi di riposo più tranquillo. Per questa somiglianza comportamentale il termine corretto è REM-like, cioè simile alla REM.

Non significa che la fase sia identica a quella umana o che le misure dell’attività cerebrale siano direttamente confrontabili. La denominazione descrive indizi osservabili; la loro interpretazione evolutiva richiede altre ricerche.

La prova più importante: i ragni recuperano il sonno perso?

Uno dei criteri che distingue il sonno dalla semplice inattività è la regolazione omeostatica: dopo una privazione o interruzione del riposo, un animale tende a compensare. Nello studio, le perturbazioni del sonno sono state seguite da un aumento dell’attività di riposo o delle fasi REM-like, un comportamento coerente con il recupero del sonno.

I ricercatori hanno combinato questa osservazione con test di reattività agli stimoli e monitoraggi del ciclo giorno-notte. È proprio l’insieme dei risultati, più che un singolo movimento degli occhi, a sostenere la conclusione che Portia fimbriata dorma realmente.

Quindi i ragni sognano?

Non lo sappiamo. Muovere gli occhi o le zampe durante il sonno non basta per dimostrare la presenza di sogni, soprattutto in animali con sistemi nervosi molto diversi dal nostro. Anche il confronto con cani o esseri umani è una metafora, non una prova di esperienze mentali equivalenti.

La ricerca apre una domanda affascinante sull’evoluzione del sonno, ma non stabilisce che tutti i ragni abbiano gli stessi stati, né che esista una coscienza onirica paragonabile alla nostra.

Perché è stata scelta la specie Portia fimbriata?

Portia fimbriata è un ragno saltatore predatore di altri ragni. Il suo comportamento complesso e la possibilità di osservare i movimenti oculari lo rendono interessante per lo studio del rapporto tra riposo, sistemi sensoriali e attività nervosa. I risultati su questa specie non devono essere estesi automaticamente a tutte le decine di migliaia di specie di ragni.

Il tema delle capacità e dei comportamenti degli aracnidi è collegato ad altre nostre guide: per esempio perché non dovresti uccidere i ragni in casa e l’approfondimento sui ragni che imitano un fiore. Sono letture complementari, non studi sul sonno.

Che cosa hanno pubblicato davvero i ricercatori?

Il lavoro si intitola Behavioral evidence for two-stage sleep in spiders ed è uscito su PNAS il 26 ottobre 2026, DOI 10.1073/pnas.2618030123. La ricerca è stata condotta da studiosi dell’Università di Bonn e collaboratori. La presentazione diffusa dall’Università di Bonn riassume metodo e risultati.

Il passo successivo per la ricerca sarà capire come questi stati siano sostenuti dal sistema nervoso e quanto siano diffusi fra specie e ambienti diversi. Per ora la scoperta consente una risposta solida alla domanda iniziale: almeno questo ragno saltatore presenta un sonno strutturato, con una fase REM-like, ma i sogni restano un’ipotesi non dimostrata.

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