Il caldo estremo non pesa solo sulla salute: riduce anche la produttivita del lavoro e, secondo un nuovo studio, questo effetto vale in media circa 41 dollari di danni per ogni tonnellata di CO2 emessa nel 2025. La stima ha un ampio intervallo di incertezza, da 1 a 108 dollari, e non va letta come un prezzo universale valido per ogni Paese o settore.
La ricerca, pubblicata su Nature Climate Change, integra proiezioni climatiche, due diverse relazioni tra stress termico e capacita di lavoro, modelli di adattamento economico e un moderno modello del costo sociale del carbonio.

Che cosa misura davvero lo studio
I ricercatori partono dal fatto che, quando lo stress termico cresce, i lavoratori possono dover rallentare, fare piu pause o ridurre il tempo trascorso nelle attivita piu esposte. Questo effetto non e uniforme: dipende dalla temperatura, dall’umidita, dal tipo di mansione, dalla possibilita di raffreddamento e dalla capacita economica di adattarsi.
Per trasformare questo impatto in una misura economica globale, gli autori hanno usato proiezioni CMIP6 corrette per i bias, due funzioni di risposta della produttivita al caldo e un modello di equilibrio generale che considera parte degli aggiustamenti dell’economia.
Perche 41 dollari per tonnellata di CO2
Il valore centrale stimato per il 2025 e di 41 dollari per tonnellata di CO2 attribuibili ai danni da perdita di produttivita legata al caldo. L’intervallo di confidenza al 90% va da 1 a 108 dollari: una forbice molto ampia che riflette le incertezze climatiche, economiche e sulla risposta dei lavoratori allo stress termico.
Il numero non significa che ogni tonnellata di CO2 provochi immediatamente una perdita di 41 dollari in una singola azienda. E una stima integrata del danno marginale globale associato alle emissioni, distribuito nel tempo e nello spazio.

Dove si concentrano le perdite
Le perdite risultano concentrate soprattutto in Asia meridionale, orientale e sud-orientale e in Africa. E coerente con una maggiore esposizione a temperature elevate, una quota importante di lavoro all’aperto o fisicamente intenso e una capacita di adattamento molto diversa tra economie.
Questa distribuzione rende il problema anche una questione di disuguaglianza climatica: chi contribuisce meno alle emissioni storiche puo trovarsi comunque a sostenere una parte rilevante dei danni sul lavoro.
Come cambia il costo sociale del carbonio
Lo studio aggiorna anche la componente agricola del calcolo. La stima dei danni agricoli scende da 95 a 29 dollari per tonnellata di CO2. Considerando insieme questo aggiornamento e i nuovi danni da produttivita, il costo sociale atteso della CO2 per il 2025 passa da 204 a 179 dollari per tonnellata nel quadro modellistico usato dagli autori.
Il fatto che la stima totale scenda non significa che il caldo sia meno problematico: cambia la ripartizione tra settori e si riduce una precedente stima agricola. Il lavoro esposto al calore emerge invece come una voce che non puo essere trascurata.
Il legame con gli articoli gia pubblicati
Su iCrewPlay Tech abbiamo gia analizzato come il caldo possa alterare comportamento e prestazioni umane. Il nuovo studio aggiunge una quantificazione economica globale della perdita di capacita lavorativa.
Il tema si collega anche agli episodi recenti di caldo estremo osservati in Europa: la temperatura dell’aria e del suolo non coincide direttamente con l’indice di stress termico usato nei modelli, ma mostra quanto l’esposizione a condizioni estreme sia diventata un problema operativo oltre che climatico.
Quali sono i limiti
- il valore di 41 dollari e una stima modellistica globale, non un costo osservato direttamente in ogni economia;
- l’intervallo di incertezza e ampio;
- le capacita di adattamento cambiano molto tra Paesi, settori e professioni;
- le funzioni che collegano caldo e produttivita semplificano risposte umane complesse;
- il costo sociale del carbonio dipende anche da scelte metodologiche e tassi di sconto.
Cosa cambia davvero
Il messaggio piu importante e che la perdita di produttivita da stress termico non e un effetto marginale da lasciare fuori dai conti climatici. Inserirla nei modelli modifica la composizione dei danni e mette in evidenza una vulnerabilita forte nelle regioni piu calde e nei lavori meno protetti.
La fonte primaria e lo studio New labour and agricultural damages improve climate cost estimates, pubblicato su Nature Climate Change nel settembre 2026.