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WhatsApp a pagamento: torna la bufala evergreen

Whatsapp a pagamento
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Alzi la mano chi per una volta non ha sentito parlare del temutissimo WhatsApp a pagamento: una fake news che resiste al tempo, un evergreen dell’era digitale. Quale sarà il motivo di tanta longevità? Semplice, il fatto di crederci e cadere nella trappola degli hacker annoiati che non sanno proporre qualcosa di innovativo e pugnace.

Whatsapp a pagamento

WhatsApp a pagamento: ecco come funziona

Questa volta i cyber criminali hanno strumentalizzato la pandemia da covid19 e la conseguente crisi economica per giustificare il pagamento del servizio che offre la chat più scaricata al mondo.

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Whatsapp a pagamento
Whatsapp a pagamento: esempio di testo.

La dinamica è tanto vecchia quanto collaudata: arriva un messaggio in chat che è corredato da un link che dovrebbe dare tutte le informazioni del cambiamento. Una volta dentro la pagina-truffa linkata, ti verrà chiesto di inserire i tuoi dati e il tuo numero di telefono e farai inconsapevolmente scattare un abbonamento indesiderato che va dai 2 ai 50 euro mensili.

Come se non bastasse, il messaggio che riceverai ti invita ad inoltrare la fake news a 20 tuoi contatti. Ecco il testo: “Sabato mattina WhatsApp diventerà a pagamento! Se hai almeno venti contatti manda questo messaggio a loro. Così risulterà che sei un utilizzatore assiduo e il tuo logo diventerà blu e resterà gratuito (ne hanno parlato al tg). Whatsapp costerà 0,01€ al messaggio. Mandalo a dieci persone”.

WhatsApp a pagamento: perché si sceglie “la catena di Sant’Antonio”?

Whatsapp a pagamento
Marc zuckerberg.

Questa dinamica aiuta ad allentare la guardia: è più probabile che una persona creda ad un messaggio inviato da chi ritiene affidabile e di conseguenza clicchi sul link incriminato in totale buona fede. Se poi consideriamo l’incipit apocalittico e cioè quello di dover pagare 0.1 € a messaggio, vista la mole di testi, file audio e video che inviamo tutti i giorni, la cifra complessiva diventa importante, specialmente se moltiplicata per un mese.

È importante sapere che Zuckerberg non intende fare pagare nessun canone ai suoi utenti e che invece punterà tutto sulla pubblicità: non a caso sta varando l’ipotesi di inserire spot pubblicitari all’interno dello stato di WhatsApp.

Se purtroppo hai creduto alla possibilità di un futuro WhatsApp a pagamento, in questo articolo ti spiego come disdire l’abbonamento indesiderato che hai con molta probabilità attivato a tua insaputa. Mi raccomando, dal momento in cui scoprirai di essere stato vittima di una truffa, informa immediatamente i contatti che hai coinvolto nella catena di Sant’Antonio del WhatsApp a pagamento, in modo tale che non ci caschino anche loro. Per tutti gli aggiornamenti del caso continua a seguirci.

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