Cosa penseresti se ti dicessero che la Luna, così silenziosa e distante, potrebbe nascondere un cuore ancora caldo? È quello che ci suggeriscono le ultime scoperte fatte grazie alla missione Chang’e 5 della Cina, che potrebbe cambiare radicalmente ciò che sappiamo sul nostro satellite. I campioni prelevati dalla superficie lunare hanno rivelato la possibile presenza di vulcani attivi molto più di recente di quanto immaginato finora.

Evidenze sorprendenti: vulcani sulla Luna?
Durante la missione Chang’e 5, che ha riportato sulla Terra campioni lunari alla fine del 2020, gli scienziati hanno trovato minuscole sfere di vetro. Questi granelli, apparentemente innocui, potrebbero rivelare un segreto straordinario: la Luna potrebbe essere stata vulcanicamente attiva appena 123 milioni di anni fa. Ora, potrebbe sembrare un intervallo di tempo enorme, ma per la geologia lunare è praticamente un battito di ciglia!
Prima di questa scoperta, si credeva che la Luna avesse smesso di eruttare molto prima, lasciandoci un mondo freddo e inerte. Ma la verità sembra essere molto più intrigante. Queste piccole sfere di vetro potrebbero portare a una revisione totale del modo in cui comprendiamo l’evoluzione della Luna.
Nuove prospettive sul vulcanismo
Nel 2014, le osservazioni della NASA tramite la sonda Lunar Reconnaissance Orbiter avevano già suggerito che l’attività vulcanica lunare si fosse rallentata gradualmente. Si credeva che l’ultimo respiro vulcanico fosse avvenuto meno di 100 milioni di anni fa, all’epoca dei dinosauri. Tuttavia, i campioni della missione Chang’e 5 sono i primi a fornire prove fisiche di questa attività, confermando che il nostro satellite naturale ha continuato a ribollire fino a molto più recentemente di quanto previsto.

Degli oltre 3.000 granelli di vetro riportati dalla missione, si stima che solo tre siano stati formati da un’eruzione vulcanica. Il resto, invece, è stato probabilmente creato dall’impatto di asteroidi. Ma questi tre piccoli indizi bastano per farci ripensare tutto ciò che sapevamo finora.
Questa scoperta potrebbe rivoluzionare il nostro modo di vedere i piccoli pianeti e le lune nel sistema solare. Se la Luna è riuscita a mantenere la sua attività vulcanica per milioni di anni, potrebbe significare che anche altri corpi celesti, considerati ormai “morti”, potrebbero nascondere sorprese sotto la loro superficie.

Ciò che rende queste scoperte ancora più affascinanti è il fatto che potrebbero ispirare una nuova ondata di ricerche. Il professor Lionel Wilson, dell’Università di Lancaster, ha sottolineato che questi risultati “potrebbero portare a una revisione importante della nostra comprensione di come la Luna si sia sviluppata”. E non è il solo: Julie Stopar, scienziata dell’Istituto Lunare e Planetario, ha affermato che queste scoperte “dovrebbero ispirare molti altri studi” per comprendere meglio come la Luna possa essere rimasta attiva per così tanto tempo.
Se queste nuove informazioni ti hanno incuriosito, non sei solo! La scoperta di prove di vulcani ancora attivi sul nostro satellite naturale potrebbe portarci a guardare il nostro satellite con occhi nuovi. Potrebbe esserci ancora molto da scoprire sulla Luna, e forse anche su altri mondi vicini. Rimani aggiornato su iCrewPlay per non perderti le prossime novità su queste entusiasmanti ricerche!
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