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Una scansione oculare per predirre l’Alzheimer

Una scansione oculare rileva il biomarcatore del morbo di Alzheimer

optina diagnostics
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Optina Diagnostics, azienda canadese che sviluppa tecnologie per la diagnosi precoce delle malattie attraverso esami degli occhi, ha creato una piattaforma di imaging retinico che utilizza l’intelligenza artificiale per rilevare placche di amiloide nel cervello, che è un segno distintivo del morbo di Alzheimer. La FDA (Food and Drug Administration, ente governativo statunitense) ha indicato come rivoluzionaria l’apparecchiatura impiegata. Il programma sui dispositivi innovativi della FDA ha lo scopo di accelerare lo sviluppo e la revisione dei dispositivi medici che offrono un trattamento più efficace per le malattie debilitanti potenzialmente letali o irreversibili. Il test di imaging oculare è inteso come strumento non invasivo a basso costo per migliorare l’accuratezza diagnostica in ambito di Alzheimer e altre forme di declino cognitivo. “La piattaforma è stata sviluppata in aggiunta ad altre valutazioni diagnostiche“, ha detto la società con sede a Montreal. Optina ha inoltre dichiarato che entro il 2050 ben 14 milioni di persone negli Stati Uniti potrebbero essere colpite dal morbo di Alzheimer, una malattia mortale senza trattamenti per ritardarne la progressione. È la sesta causa di morte negli Stati Uniti, secondo il National Institute on Aging . Sintomi, come problemi di memoria e alterate capacità di pensiero, in genere appaiono per la prima volta dopo i 60 anni. La malattia è caratterizzata da placche amiloidi e da depositi anormali e grovigli di proteine nel cervello che uccidono i neuroni o impediscono loro di funzionare. Attualmente il sistema utilizzato per la diagnosi della malattia consiste nell’utilizzo di scansioni PET (Positron Emission Tomography). Si tratta di una procedura che prevede iniezioni di sostanze radioattive (traccianti) per misurare l’attività cerebrale come il consumo di glucosio. Poiché la PET amiloide è una tecnica costosa e di accessibilità limitata, la diagnosi del morbo di Alzheimer nella pratica clinica è in genere basata su sintomi clinici. Al contrario, l’utilizzo della nuova tecnologia può anche essere applicata per accelerare e ridurre il costo di arruolamento dei pazienti negli studi clinici per i trattamenti della malattia di Alzheimer, ha detto la compagnia. La nuova metodologia utilizzata in campo Alzheimer segue la strada delle altre già in corso, per esempio le patologie oculari diabetiche sono state un obiettivo iniziale nello sviluppo di test diagnostici basati su AI che coinvolgono l’imaging retinico. L’anno scorso la FDA ha approvato il primo sistema diagnostico autonomo di AI autorizzato per le vendite negli Stati Uniti, il software IDx-DR. Quel software rileva la retinopatia diabetica attraverso immagini riprese da telecamere retiniche. Anche l’unità Verily di Alphabet (gruppo Google) sta lavorando in quest’area, con un programma in corso in India.  

Sebbene l’Alzheimer non sia curabile, una diagnosi precoce può aiutare la ricerca, soprattutto una diagnosi così poco invasiva che può essere applicata su larga scala. Cosa ne pensi?

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