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Termosifoni, cosa fare prima di accenderli per risparmiare

La guida pratica ai controlli da fare prima della prima accensione: radiatori, caldaia, valvole e temperatura.

Alternative al pellet per il riscaldamento di casa
Alternative al pellet per il riscaldamento di casa
Tempo di lettura5 minuti
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Prima di accendere i termosifoni conviene fare tre controlli semplici: manutenzione dell’impianto, radiatori liberi e senza aria, temperatura regolata bene. Non serve trasformare casa in un cantiere: il punto è evitare che caldaia, valvole e termosifoni lavorino male proprio nei primi giorni di freddo.

Il tema torna ogni ottobre perché l’accensione del riscaldamento in Italia dipende dalla zona climatica e molte città del Nord possono ripartire dal 15 ottobre. ENEA insiste da anni su un principio pratico: un impianto regolato correttamente consuma meno, inquina meno e scalda meglio. Per chi usa ancora caldaia e radiatori, la differenza la fanno manutenzione, termoregolazione e piccole abitudini quotidiane.

Cosa fare prima di accendere i termosifoni

ControlloPerché serveChi deve farlo
Manutenzione caldaiaRiduce consumi, rischi e malfunzionamentiTecnico abilitato
Sfiatare i radiatoriElimina l’aria che impedisce al termosifone di scaldare beneUtente, se sa farlo in sicurezza
Pulire e liberare i termosifoniEvita barriere al calore e dispersioni inutiliUtente
Controllare valvole e termostatoScalda solo dove serve e limita gli sprechiUtente o tecnico
Verificare temperatura e orariOgni grado in più pesa sulla bollettaUtente

1. Fai controllare l’impianto, soprattutto se la caldaia è rimasta ferma

La manutenzione non è il controllo da saltare per risparmiare. ENEA ricorda che un impianto regolato correttamente, pulito e senza incrostazioni consuma e inquina meno. Per chi non effettua la manutenzione sono previste anche sanzioni, quindi il controllo tecnico non va confuso con un consiglio facoltativo.

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La verifica della caldaia, del libretto d’impianto e dei fumi deve essere gestita da personale abilitato. L’utente può invece controllare che non ci siano perdite evidenti, rumori insoliti, pressione fuori norma o radiatori che restano freddi in alto dopo l’avvio. In quei casi è meglio fermarsi e chiamare un tecnico, non aumentare semplicemente la temperatura.

2. Sfiata i termosifoni se scaldano solo in basso

Un radiatore che resta tiepido nella parte alta spesso ha aria all’interno. Lo sfiato serve a far uscire quell’aria e a permettere all’acqua calda di circolare meglio. Va fatto con impianto spento o freddo, usando la valvolina di sfiato e un contenitore per raccogliere l’acqua.

La procedura cambia in base al tipo di radiatore e all’impianto. In generale si apre la valvola con cautela finché esce aria, poi si richiude appena comincia a uscire acqua in modo regolare. Dopo lo sfiato può essere necessario controllare la pressione della caldaia: se scende troppo, l’impianto potrebbe non funzionare correttamente.

Nei condomini con impianto centralizzato o in presenza di valvole vecchie, bloccate o gocciolanti è meglio non improvvisare. Un piccolo errore può trasformarsi in perdita d’acqua o in un impianto sbilanciato.

3. Non coprire i radiatori con tende, mobili o copritermosifoni chiusi

Un termosifone deve scambiare calore con la stanza. Se davanti ci sono tende pesanti, divani, mobili o coperture troppo chiuse, il calore resta intrappolato e il termostato può leggere una temperatura diversa da quella percepita. Il risultato è semplice: la casa sembra più fredda e l’impianto lavora più del necessario.

ENEA suggerisce anche di usare materiali riflettenti dietro i radiatori, soprattutto se sono su pareti disperdenti. Non è una soluzione miracolosa, ma può ridurre una parte della dispersione verso il muro. Conta però più di tutto lasciare aria libera attorno al termosifone.

4. Regola la temperatura: non serve trasformare casa in estate

La temperatura interna è uno dei fattori più sottovalutati. ENEA indica che 19 °C sono sufficienti per il comfort nella maggior parte dei casi e che ogni grado in meno può ridurre sensibilmente i consumi. Al contrario, alzare il termostato per compensare un radiatore che non scalda bene è spesso il modo più costoso per nascondere un problema tecnico.

La regola pratica è questa: se una stanza resta fredda, prima controlla radiatore, valvola, aria nell’impianto, serramenti e posizione del termostato. Solo dopo ha senso modificare la temperatura impostata.

5. Usa bene le valvole termostatiche

Le valvole termostatiche servono a regolare il flusso d’acqua nel singolo radiatore. In pratica permettono di non scaldare allo stesso modo bagno, camera, corridoio e soggiorno. Sono particolarmente utili nelle stanze poco usate o esposte al sole.

Non vanno però coperte da tende o mobili, perché devono leggere la temperatura dell’aria vicino al termosifone. Se una valvola resta chiusa per mesi può anche bloccarsi: prima dell’inverno conviene ruotarla con delicatezza e verificare che risponda.

6. Attenzione alla temperatura di mandata della caldaia

Molte persone regolano solo il termostato di casa, ma ignorano la temperatura dell’acqua che la caldaia invia ai radiatori. ENEA sottolinea che mandare sempre acqua alla stessa temperatura non è ideale, soprattutto quando fuori le condizioni cambiano molto. La termoregolazione climatica può adattare la mandata alla temperatura esterna e ridurre i consumi.

Questo punto è importante soprattutto per caldaie a condensazione e pompe di calore, che lavorano meglio con temperature più basse quando l’impianto e la casa lo consentono. Non bisogna però abbassare parametri a caso: se non sai come è configurato l’impianto, chiedi al tecnico durante la manutenzione.

7. Arieggia pochi minuti e chiudi bene la sera

Aprire le finestre per cambiare aria è utile, ma tenerle socchiuse a lungo mentre il riscaldamento è acceso disperde calore. Meglio aprire completamente per pochi minuti, poi richiudere. Di sera persiane, tapparelle e tende pesanti aiutano a limitare le dispersioni verso l’esterno.

Il risparmio non dipende da un solo gesto, ma dalla somma: impianto efficiente, radiatori liberi, temperatura ragionevole e meno dispersioni. È anche il motivo per cui, prima di cambiare tecnologia, conviene ridurre il fabbisogno reale della casa.

Quando conviene valutare pompe di calore o soluzioni alternative

Se la caldaia è vecchia, i consumi sono alti o la casa viene ristrutturata, il controllo dei termosifoni può diventare l’occasione per ragionare su alternative più efficienti. ENEA ha pubblicato anche indicazioni sulle pompe di calore e sulla sostituzione dei generatori a combustibile, ma la convenienza dipende da isolamento, zona climatica, temperatura richiesta dai radiatori e costo dell’intervento.

Su Tech abbiamo già affrontato il tema in modo più ampio nella guida alle alternative al pellet per riscaldare casa nel 2026. Qui il punto è più immediato: anche senza cambiare impianto, una prima accensione fatta bene può evitare sprechi, stanze fredde e chiamate d’urgenza al tecnico.

Fonti e riferimenti utili

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