Un nuovo studio coordinato dalla University College di Londra ha rivelato che il Semaglutide, un farmaco antidiabetico, può avere effetti interessanti anche nella cura dell’obesità: la terapia farmacologica infatti promette un calo ponderale fino al 20%, e avrebbe risultati simili a quelli della chirurgia bariatrica.

Semaglutide: ecco cosa dice la ricerca
Il team di studio ha osservato quasi duemila pazienti obesi e in sovrappeso in 16 paesi diversi. Ad alcuni individui è stata somministrata una dose (pari a 2,4 mg) a settimana di semaglutide, mentre ad altri soggetti, il c.d. gruppo di controllo, un placebo. Entrambi i gruppi hanno portato avanti strategie dietetiche volte al dimagrimento.
I risultati si sono dimostrati molto incoraggianti: a fine test, durato 68 settimane, i pazienti del gruppo di controllo hanno perso una piccola e clinicamente insignificante quantità di peso (in media circa il 2,4% del peso corporeo); i soggetti che hanno assunto il farmaco invece, hanno avuto risposte interessanti, poiché dopo 68 settimane di terapia hanno perso in media il 14,9% del peso corporeo, e oltre il 30% di loro è arrivato a perderne circa il 20%. In termini di peso: nel gruppo controllo si perdevano in media 2,6 kg, contro i 15,3 kg del gruppo trattamento.
Questi risultati hanno messo in evidenza che semaglutide regala un effetto che si avvicina molto a quello ottenuto con gli interventi chirurgici: “Per la prima volta, le persone possono raggiungere con i farmaci ciò che era possibile solo con un intervento chirurgico“, hanno dichiarato i ricercatori. Quello che è ancora incerto, invece, e che merita di essere approfondito, è il dosaggio, per riuscire a tenere sotto controllo alcune problematiche come disturbi lievi di nausea e diarrea.
Infatti, nonostante gli effetti siano risultati momentanei, sono stati comunque determinanti per far interrompere il trattamento a quasi 60 soggetti (il 4,8%), rispetto ai soli cinque del gruppo di controllo (lo 0,8%).





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