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rilevare terremoti

Rilevare terremoti utilizzando i cavi sottomarini di internet

Secondo una ricerca condotta da due università statunitensi si possono rilevare i terremoti sfruttando i cavi sottomarini utilizzati per internet

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La rilevazione dei terremoti non è una cosa semplice, ci sono diversi ostacoli e sono molte le ricerche mirate alla creazione di nuovi sistemi sempre più efficienti che possano salvare migliaia di vite.

Da un articolo comparso sul sito della Rice University emerge uno studio effettuato da alcuni scienziati della University of California, Berkley, lo studente laureato Nate Lindsey e un geofisico della Rice, Jonatan Ajo-Franklin, secondo il quale è possibile sfruttare i cavi adibiti alle telecomunicazioni per acquisire dati sui terremoti, anche a distanze molto grandi.

Le affermazioni di questo gruppo di ricercatori arrivano dopo vari esperimenti, durante i quali Ajo-Franklin e Lindsey sono riusciti a trasformare ben 20 km di cavi in fibra ottica sottomarini in un sistema equivalente a 10.000 stazioni sismiche dislocate lungo l’oceano. La fibra utilizzata è stata fornita da MBARI (Istituto di ricerca dell’acquario sottomarino di Monterey) e dal coautore della ricerca Craig Dawe.

Durante un esperimento durato 4 giorni, è stato registrato un sisma di magnitudo 3.5. Tale rilevazione è stata possibile grazie all’utilizzo di una tecnica chiamata “distributed acoustic sensing” (DAS), per la quale viene impiegato un dispositivo fotonico in grado di emettere piccoli impulsi laser; tramite questo dispositivo si riesce poi a rilevare un fenomeno definito come “backscattering”, strettamente legato ad una deformazione dei cavi dovuta al loro allungamento.

Tramite l’utilizzo di tale tecnologia i due ricercatori sono riusciti a misurare i segnali legati alla deformazione dei cavi ogni 2 metri, ed ecco perché abbiamo precedentemente parlato della trasformazione di 20 km di cavi sottormarini in un sistema di rilevazione pari a 10.000 stazioni sismiche (i conti tornano!).

Lo studio riguardante una tale possibilità di rilevazione dei terremoti è in realtà già iniziato 5 anni fa, ma ora ci sono basi ancora più solide a supportarlo e la ricerca continuerà sicuramente, poiché potrebbe rappresentare un punto di svolta per quanto riguarda la rilevazione dell’attività sismica nel mondo. Per approfondimenti ti invito a leggere il post originale in inglese, sicuramente più tecnico ed approfondito.

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