
Nothing Headphone (1)
Cosa funziona
- Design unico e controlli fisici molto riusciti
- Autonomia eccellente anche con ANC attivo
- LDAC, USB-C audio e jack da 3,5 mm
- Equalizzatore parametrico avanzato in Nothing X
- ANC molto efficace su voci e rumori medio-alti
Cosa convince meno
- Comfort non universale, soprattutto sulle teste grandi
- 329 grammi si sentono nelle sessioni lunghe
- Microfoni solo discreti negli ambienti rumorosi
- Segnalazioni ricorrenti di fruscio ANC su alcune unità
- Rapporto qualità/prezzo da confrontare con Headphone (a)
Headphone (1) resta una delle over-ear più interessanti della fascia premium accessibile: autonomia, controlli e personalizzazione convincono, ma la calzata divide e le segnalazioni sull'ANC meritano attenzione.
Nothing Headphone (1) è una cuffia over-ear con ANC, LDAC, controlli fisici e un design che si riconosce in mezzo a cento concorrenti. Nel 2026 però la domanda giusta non è più “sono originali?”, ma “a 249 euro hanno ancora senso?”. La risposta è sì, ma con due condizioni: devi apprezzare il loro suono caldo e devi trovarti bene con una calzata che, soprattutto sulle teste più grandi, può diventare stancante.
Per arrivare al giudizio abbiamo incrociato specifiche ufficiali, misure indipendenti, prove di lungo periodo, aggiornamenti firmware e segnalazioni della community. Il quadro che emerge è piuttosto chiaro: Headphone (1) è una cuffia completa e piacevole, con autonomia molto buona e controlli fisici riusciti, ma comfort e affidabilità dell’ANC non sono uniformi per tutti.

Quanto costano oggi e cosa cambia nel 2026
Al momento della verifica, lo store italiano di Nothing mostra Headphone (1) a 249 euro, con un prezzo barrato di 299 euro. Nel frattempo sono arrivate alternative interne alla stessa gamma, tra cui Headphone (a), che sullo store italiano costa meno.
Questo cambia parecchio la valutazione. Headphone (1) non è più l’unica over-ear Nothing: oggi deve giustificare il sovrapprezzo con materiali più premium, custodia rigida, rilevamento quando le indossi, migliore isolamento e funzioni come lo Spatial Audio con tracciamento della testa. La pagina ufficiale Nothing resta il riferimento per prezzo e disponibilità in Italia, che possono cambiare nel tempo.
Design: bellissime da vedere, meno universali da indossare
Il design trasparente e squadrato è il loro tratto più evidente. Non sembrano una copia di Sony, Bose o Apple, e questo in un mercato di cuffie quasi tutte simili è un vantaggio reale. Anche i controlli sono diversi dal solito: Nothing utilizza una rotella, una piccola leva e pulsanti fisici invece di affidarsi quasi interamente a superfici touch.
È una scelta che nell’uso quotidiano funziona bene. Regolare il volume con una rotella è più preciso che strisciare il dito su un padiglione, mentre la leva rende immediato cambiare traccia o spostarsi avanti e indietro nei contenuti compatibili.
Il problema è il comfort. Le Headphone (1) pesano circa 329 grammi e hanno una pressione laterale abbastanza marcata. Le misure e le esperienze indipendenti convergono su un punto: per teste piccole e medie possono risultare comode anche a lungo, ma chi ha una testa grande può avvertire pressione sull’archetto e attorno alle orecchie dopo un paio d’ore.
Qui il giudizio è CONTROVERSO, non negativo in assoluto: alcune persone le trovano molto confortevoli, altre no. La differenza dipende in modo evidente dalla forma della testa e dalle dimensioni delle orecchie. Per questo sono una delle poche cuffie premium che consiglierei davvero di provare prima dell’acquisto, se possibile.
Il suono è caldo, ma l’equalizzatore cambia tutto
Il tuning di base tende verso un’impostazione calda, con bassi presenti e alte frequenze meno aggressive. Non è una firma sonora pensata per impressionare con un dettaglio brillante al primo ascolto: è più rilassata, meno affaticante e molto facile da ascoltare per ore.
Il vero vantaggio arriva da Nothing X. L’app include un equalizzatore parametrico avanzato che permette di intervenire molto più in profondità rispetto ai classici preset “bass”, “voice” e “treble”. Per chi ha voglia di dedicare dieci minuti alla taratura, Headphone (1) può cambiare parecchio carattere.
È un aspetto importante perché molte recensioni iniziali giudicavano soprattutto il profilo originale. Nel tempo Nothing ha anche corretto via firmware alcuni problemi di risposta in frequenza. In particolare, l’aggiornamento 1.0.1.81 ha ripristinato il comportamento dei bassi dopo un update precedente che aveva alterato sensibilmente la risposta su alcune unità. I test di SoundGuys confermano sia il problema sia la correzione successiva.
ANC: molto valido, ma c’è un problema ricorrente da conoscere
Nothing dichiara una cancellazione attiva fino a 42 dB. Nelle misure indipendenti Headphone (1) si comporta molto bene soprattutto su voci, rumori d’ufficio e frequenze medio-alte. Sui rombi molto bassi, come motori di aerei e treni, i migliori modelli Bose e Sony mantengono un vantaggio.
Il punto da conoscere è un altro: nel corso dei mesi sono comparse segnalazioni di rumore bianco o fruscio su un solo padiglione quando l’ANC è attivo. Non è corretto definirlo un difetto di tutte le Headphone (1), ma il numero di testimonianze indipendenti è sufficiente per classificarlo come RICORRENTE.
La caratteristica comune dei casi più convincenti è che il fruscio compare anche senza musica e scompare disattivando l’ANC. Alcuni utenti hanno risolto tramite sostituzione dell’unità, mentre i reset software non sempre sono serviti. Non abbiamo elementi per stimare quante unità siano coinvolte, quindi non va trasformato in un allarme generalizzato. Va però tenuto presente, soprattutto durante la finestra di reso.

Autonomia: uno dei punti migliori
Nothing dichiara fino a 35 ore con ANC attivo in AAC e fino a 80 ore con ANC spento. Con LDAC si scende rispettivamente a 30 e 54 ore. Sono valori ufficiali misurati al 50% del volume.
I test indipendenti sono persino più interessanti: SoundGuys ha superato le 42 ore con ANC attivo nelle proprie condizioni di prova. Il numero esatto cambia con volume, codec e funzioni utilizzate, ma il pattern è chiaro: l’autonomia non è un punto debole di Headphone (1).
Anche la ricarica rapida è utile: Nothing dichiara fino a 5 ore di ascolto senza ANC con cinque minuti di carica. Per viaggi e uso quotidiano significa che dimenticarsi di ricaricarle la sera non è necessariamente un problema.

Connessioni: Bluetooth, USB-C e jack da 3,5 mm
È una delle sezioni in cui Nothing ha fatto le cose bene. Headphone (1) supporta LDAC, AAC e SBC, audio via USB-C e ingresso analogico da 3,5 mm. C’è anche la connessione a due dispositivi, che va attivata nell’app Nothing X.
La flessibilità è superiore a quella di molte cuffie moderne che eliminano il jack oppure limitano l’audio USB. Se usi smartphone Android, notebook e magari una sorgente cablata, avere tutte e tre le opzioni nello stesso prodotto è comodo.
Microfoni e chiamate: sufficienti, non da primato
Nothing utilizza quattro microfoni e un sistema di elaborazione della voce. In ambiente tranquillo le chiamate sono nitide e perfettamente utilizzabili. Quando il rumore esterno sale molto, l’elaborazione diventa più aggressiva e può rendere la voce meno naturale.
Per riunioni in ufficio, casa e bar tranquilli vanno bene. Se il tuo lavoro consiste in ore di chiamate da metropolitana, aeroporto o strade molto rumorose, esistono cuffie più affidabili da questo punto di vista.
Nothing Headphone (1) vs Headphone (a): quale conviene?
Nel 2026 il confronto più interessante non è soltanto con Sony o Bose, ma con Nothing Headphone (a). Il modello più economico costa meno e offre un’autonomia ancora superiore, mantenendo controlli fisici, ANC, LDAC e l’equalizzatore avanzato.
Headphone (1) resta però più completa: struttura più premium, custodia rigida, isolamento migliore, sensore di rilevamento e Spatial Audio con head tracking. La scelta quindi dipende dalla differenza di prezzo reale al momento dell’acquisto. Se Headphone (a) costa molto meno, è difficile ignorarla; se Headphone (1) scende vicino ai 200 euro, il modello premium torna molto più interessante.
E rispetto a Sony WH-1000XM5?
Sony resta più conservativa nel design, ma è una concorrente naturale perché punta allo stesso pubblico: viaggiatori, lavoro, musica e ANC. Su Tech avevamo seguito il lancio delle Sony WH-1000XM5, che restano un riferimento soprattutto per cancellazione dei rumori bassi e comfort su più tipi di testa.
Nothing risponde con controlli fisici più originali, una costruzione più riconoscibile, un equalizzatore migliore e un’autonomia molto competitiva. Se il comfort delle Headphone (1) ti convince, non sono una scelta di ripiego: sono un’alternativa con una personalità precisa.
Problemi da conoscere prima di comprarle
- CONFERMATO: la calzata è sensibile alla forma della testa e può diventare stretta sulle teste grandi.
- RICORRENTE: esistono più segnalazioni di fruscio/rumore bianco con ANC attivo su un singolo padiglione.
- CONFERMATO: un firmware del 2025 aveva alterato la risposta dei bassi; l’update 1.0.1.81 del 2026 ha corretto il problema nelle misure indipendenti.
- CONTROVERSO: il tuning di serie è giudicato da alcuni troppo caldo e poco brillante; l’equalizzatore parametrico permette però una correzione molto ampia.
A chi le consiglio
Le consiglierei a chi vuole cuffie over-ear complete ma non anonime, usa Android e LDAC, apprezza i controlli fisici e vuole un equalizzatore serio. Sono particolarmente interessanti per chi viaggia spesso e mette autonomia e versatilità delle connessioni tra le priorità.
Se ti è piaciuto il linguaggio di design Nothing già sugli auricolari, puoi dare un’occhiata anche al nostro precedente approfondimento sui Nothing Ear (1): Headphone (1) porta la stessa identità in un formato completamente diverso.
A chi non le consiglio
Le eviterei se hai una testa grande e non puoi provarle prima, se vuoi il miglior ANC possibile sui rumori profondi oppure se cerchi una cuffia ultraleggera. Le eviterei anche a prezzo pieno se Headphone (a) costa quasi 100 euro in meno e non ti interessano materiali premium, custodia rigida e head tracking.
Nothing Headphone (1): pro e contro
- PRO: design unico; controlli fisici molto riusciti; autonomia eccellente; LDAC, USB-C e jack da 3,5 mm; ANC efficace; equalizzatore parametrico avanzato; buona qualità costruttiva.
- CONTRO: comfort non universale; 329 grammi si sentono; microfoni solo discreti nel rumore; segnalazioni ricorrenti di fruscio ANC su alcune unità; prezzo da valutare attentamente rispetto a Headphone (a).
Verdetto: le comprerei?
Sì, ma non a scatola chiusa. Headphone (1) è una delle cuffie over-ear più interessanti della sua fascia perché combina autonomia, connessioni complete, buon ANC, controlli fisici e un’app che permette una vera personalizzazione del suono.
Il limite principale non è l’audio: è il comfort. Se la forma si adatta bene alla tua testa, il pacchetto funziona molto bene. Se invece senti pressione già dopo pochi minuti, nessun equalizzatore o firmware può risolvere quel problema.
Il nostro voto è 8,4/10. È un prodotto molto valido e con una personalità forte, ma non abbastanza universale da meritare un voto più alto: la vestibilità divide e le segnalazioni sull’ANC impediscono di ignorare del tutto il tema affidabilità.



Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.