
Logitech MX Master 4
Cosa funziona
- Ergonomia eccellente per mani medio-grandi
- Rotella MagSpeed e scorrimento orizzontale molto utili
- Actions Ring potente se ben configurato
- Autonomia elevata e connessione a tre dispositivi
- Pulsanti silenziosi e sensore da 8.000 DPI
Cosa convince meno
- Prezzo alto rispetto a un MX Master 3S ancora competitivo
- Pesante e poco adatto a mani piccole
- Solo per destrimani
- Molte funzioni dipendono da Logi Options+
- Non è indicato per gaming competitivo
Uno dei migliori mouse da lavoro del 2026: ergonomico, silenzioso e ricchissimo di scorciatoie. Lo consigliamo soprattutto a chi arriva da un mouse tradizionale; per chi possiede già MX Master 3S, l’upgrade è molto meno conveniente.
Logitech MX Master 4 è uno dei mouse da lavoro più completi che si possano comprare oggi, ma il punto decisivo non è se sia migliore del modello precedente: è capire se le sue nuove funzioni valgono davvero i 129,99 euro richiesti in Italia. La risposta cambia molto in base a ciò che usi già. Per chi arriva da un mouse tradizionale il salto è netto; per chi possiede un MX Master 3S, invece, l’upgrade è molto meno scontato.
Questa recensione nasce dall’incrocio tra specifiche ufficiali, test strumentali indipendenti, prove d’uso di lungo periodo e segnalazioni della community. Il quadro che emerge è abbastanza coerente: MX Master 4 eccelle nella produttività, soprattutto grazie a ergonomia, doppia rotella e personalizzazione, ma resta un mouse pesante, solo per destrimani e ancora vincolato a Logi Options+ per sfruttare davvero le funzioni avanzate.

A 129,99 euro deve migliorare il lavoro, non solo sembrare premium
Al momento della verifica, Logitech Italia vende MX Master 4 a 129,99 euro. Nello stesso catalogo, MX Master 3S compare a un prezzo sensibilmente più basso. È proprio questo confronto a rendere interessante il giudizio: MX Master 4 non deve soltanto essere buono, deve dimostrare che feedback aptico, Actions Ring, materiali rivisti e connettività migliorata valgono la differenza.
Il prezzo ufficiale e la disponibilità italiana sono verificabili sulla pagina prodotto Logitech. Non trattiamo 129,99 euro come un prezzo immutabile: promozioni e rivenditori possono modificarlo.
Ergonomia: molto comodo, ma solo se la mano è quella giusta
La forma segue la filosofia storica della serie MX Master: appoggio pieno del palmo, pollice sostenuto, pulsanti laterali e rotella orizzontale immediatamente accessibili. È un’impostazione pensata per sessioni lunghe davanti al PC e per movimenti controllati, non per spostamenti rapidi tipici del gaming competitivo.
La sensazione complessiva è quella di un mouse costruito per stare sulla scrivania tutto il giorno. Il peso, però, è parte integrante dell’esperienza: MX Master 4 è pesante rispetto ai mouse moderni più leggeri. Nelle attività di produttività questo aiuta a dare stabilità, ma se sei abituato a sollevare spesso il mouse o hai una presa molto dinamica può risultare affaticante.
C’è poi un limite fisico che nessun software può correggere: la forma è grande e pensata per la mano destra. I test indipendenti convergono sul fatto che le mani piccole possono trovarlo meno naturale. Se l’ergonomia è la priorità assoluta e vuoi una postura verticale, resta utile anche la nostra recensione del Logitech Lift, che segue una filosofia completamente diversa.
La rotella MagSpeed resta una delle ragioni migliori per sceglierlo
La rotella principale può passare dallo scorrimento a scatti alla modalità libera ad alta velocità. Sui documenti lunghi, sui fogli di calcolo e nel codice questo cambia davvero il modo di lavorare: puoi essere preciso su poche righe e subito dopo attraversare centinaia di righe senza continuare a muovere il dito.
La seconda rotella sotto il pollice resta uno dei vantaggi più concreti della serie. In Excel può gestire lo scorrimento orizzontale, in un editor video può diventare utile sulla timeline e in applicazioni creative può essere rimappata per zoom o dimensione del pennello.
La community segnala alcuni casi di rotella principale che registra piccoli rimbalzi o inversioni di direzione. Le testimonianze sono abbastanza distribuite nel tempo da meritare attenzione, ma non sono sufficienti per parlare di difetto generalizzato. Lo classifichiamo quindi come problema ricorrente da monitorare, non come caratteristica tipica di ogni unità.
Actions Ring e feedback aptico: utili, ma solo se li personalizzi
La novità più evidente è il pannello aptico nella zona del pollice. Premendolo si può aprire Actions Ring, un menu circolare configurabile con scorciatoie generali o specifiche per singole applicazioni. Il feedback tattile aggiunge una conferma fisica a selezioni, cambi di desktop e altre azioni supportate.
Il punto forte non è la vibrazione in sé. È la possibilità di spostare comandi che normalmente richiedono tastiera o menu direttamente sotto il cursore. Se lavori ogni giorno nelle stesse tre o quattro applicazioni, Actions Ring può davvero ridurre piccoli movimenti ripetitivi. Se invece cambi software di continuo o non vuoi dedicare tempo alla configurazione, rischia di diventare una funzione costosa che usi poco.
Le esperienze di lungo periodo mostrano anche un lato meno elegante: alcuni utenti finiscono per disattivare o rimappare il pannello perché lo attivano involontariamente o perché il comportamento cambia tra applicazioni. Non è un problema hardware universale, ma conferma che la qualità dell’esperienza dipende molto da Logi Options+ e da come viene configurato.
Logi Options+ è potente, ma crea dipendenza dal software
Per sfruttare davvero MX Master 4 serve Logi Options+. Da qui puoi cambiare azioni dei pulsanti, velocità delle rotelle, profili per applicazione e comportamento di Actions Ring. È uno dei software di personalizzazione più ricchi nel settore produttività, ma questa ricchezza ha un costo: molte funzioni avanzate non vivono interamente nel mouse e dipendono dal software in esecuzione.
Questo può essere irrilevante sul PC personale, ma diventa un limite concreto sui computer aziendali dove non puoi installare software liberamente. MX Master 4 non offre la stessa indipendenza di periferiche con memoria onboard completa.
Sensore da 8.000 DPI: ottimo per lavoro, non è un mouse gaming
Il sensore arriva a 8.000 DPI e funziona anche su molte superfici difficili, vetro compreso nelle condizioni indicate da Logitech. Su monitor 4K o configurazioni multi-display hai margine sufficiente per regolare una sensibilità elevata senza sacrificare il controllo.
Il limite è il polling rate: i test strumentali indicano un funzionamento a 125 Hz. Per produttività non è un problema serio, ma su display ad alto refresh e nei giochi veloci un mouse gaming moderno risulta più immediato e fluido. MX Master 4 può gestire un gioco occasionale, ma comprarlo pensando agli FPS competitivi non ha senso.
Batteria e connessioni: uno dei punti più tranquilli
Logitech dichiara fino a 70 giorni di autonomia e ricarica via USB-C. Come sempre l’autonomia reale dipende dall’uso, ma le prove indipendenti non mostrano una criticità particolare sul fronte batteria. Per un mouse da ufficio significa che la ricarica diventa un evento sporadico, non qualcosa da pianificare ogni settimana.
Puoi collegarlo via Bluetooth o tramite ricevitore Logi Bolt USB-C e gestire fino a tre dispositivi. Per chi alterna notebook aziendale, desktop personale e tablet o secondo computer, Easy-Switch resta una funzione semplice ma molto utile.
MX Master 4 vs MX Master 3S: conviene davvero aggiornare?

Se possiedi già MX Master 3S, la risposta nella maggior parte dei casi è no. MX Master 4 migliora materiali, controlli laterali, connettività e introduce l’aptica, ma non rivoluziona sensore, filosofia d’uso o scorrimento. Per chi usa il 3S con soddisfazione, spendere oltre 100 euro solo per Actions Ring e feedback tattile è difficile da giustificare.
Se invece arrivi da un mouse standard, da un vecchio MX Master o vuoi costruire un flusso di lavoro ricco di scorciatoie, il valore cresce molto. Il salto non è tanto nella precisione del puntatore quanto nella combinazione tra ergonomia, doppia rotella, profili software e controllo multi-dispositivo.
Su Tech avevamo seguito anche il lancio di MX Master 3S e MX Mechanical: quel modello resta il riferimento da considerare prima di scegliere il 4, soprattutto quando viene venduto molto più vicino agli 80 euro.
A chi consiglio Logitech MX Master 4
Lo consiglio soprattutto a chi passa molte ore su documenti, browser, Excel, editing, grafica, sviluppo o lavoro multi-monitor. È particolarmente sensato per chi usa davvero scorciatoie personalizzate e può installare Logi Options+ senza limitazioni.
A chi non lo consiglio
Non lo consiglierei a chi ha mani piccole, è mancino, vuole un mouse leggerissimo oppure gioca soprattutto a titoli competitivi. Lo eviterei anche come upgrade automatico da MX Master 3S: in quel caso conviene aspettare un forte ribasso oppure sostituire il mouse solo quando il precedente inizia a dare problemi.
Pro e contro di Logitech MX Master 4
- PRO: ergonomia eccellente per mani medio-grandi; MagSpeed e rotella orizzontale molto utili; pulsanti silenziosi; sensore da 8.000 DPI; autonomia elevata; Actions Ring potente quando ben configurato; connessione a tre dispositivi.
- CONTRO: prezzo alto; peso importante; solo per destrimani; poco indicato per gaming competitivo; molte funzioni dipendono da Logi Options+; upgrade poco conveniente per chi ha già MX Master 3S.
Verdetto: lo comprerei?
Sì, se dovessi comprare oggi un mouse premium esclusivamente per lavorare e volessi sfruttare davvero personalizzazione e doppia rotella. In quel ruolo MX Master 4 è uno dei prodotti più completi sul mercato e rende più rapide tante piccole operazioni quotidiane.
Non lo comprerei invece come semplice sostituto di un MX Master 3S ancora perfettamente funzionante. Il nuovo modello è migliore, ma non abbastanza da trasformare ogni possessore del 3S in un candidato naturale all’upgrade.
Il nostro voto è 8,7/10: eccellente strumento di produttività, frenato soprattutto da prezzo, peso, dipendenza dal software e dal fatto che il predecessore resta ancora estremamente competitivo.




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