Se usi Photoshop su Windows o macOS, controlla la versione prima di aprire nuovi file ricevuti da fonti non verificate. Adobe ha pubblicato l’8 settembre 2026 il bollettino APSB26-130 e ha corretto otto vulnerabilità classificate come critiche. Le versioni da installare sono Photoshop 2026 27.7 e Photoshop 2025 26.11.7.
La domanda pratica non è solo se esista una patch, ma chi deve aggiornare subito, cosa può succedere restando su una build precedente e quanto è concreto il rischio. Adobe non segnala exploit già osservati in attacchi reali, ma alcune falle possono portare all’esecuzione di codice arbitrario e una può aggirare funzioni di sicurezza.

Photoshop 27.7: quali versioni sono vulnerabili
Il bollettino di sicurezza Adobe APSB26-130 riguarda Photoshop per Windows e macOS. Se utilizzi Photoshop 2026 27.6 o una versione precedente, Adobe indica l’aggiornamento alla 27.7. Se sei ancora sul ramo Photoshop 2025, sono coinvolte la 26.11.6 e le versioni precedenti, mentre la correzione arriva con la 26.11.7.
| Edizione | Versione coinvolta | Versione corretta | Piattaforme |
|---|---|---|---|
| Photoshop 2026 | 27.6 e precedenti | 27.7 | Windows e macOS |
| Photoshop 2025 | 26.11.6 e precedenti | 26.11.7 | Windows e macOS |
Per sapere se sei già protetto non basta quindi vedere la scritta “Photoshop 2026” o “Photoshop 2025”. Conta il numero completo della build installata. Se il numero è inferiore a quello corretto indicato nella tabella, l’aggiornamento è ancora necessario.
Cosa rischi se non aggiorni Photoshop
Sette delle otto vulnerabilità corrette possono portare a esecuzione di codice arbitrario. In termini pratici significa che, se una falla viene sfruttata con successo, del codice non previsto può essere eseguito nel contesto del sistema. L’ottava vulnerabilità riguarda invece un possibile aggiramento delle funzioni di sicurezza.
Il punteggio più alto del gruppo è CVSS 8.6 per CVE-2026-76199. Le altre sette falle sono valutate CVSS 7.8. Il bollettino le classifica tutte come critiche. Questo dato va letto insieme al vettore d’attacco: le schede CVSS indicate da Adobe richiedono interazione dell’utente e un vettore locale. Non siamo quindi davanti a una vulnerabilità che, secondo i dati pubblicati, infetta automaticamente un computer esposto a Internet senza alcuna azione dell’utente.
Questo non rende la patch facoltativa. Photoshop viene usato per aprire documenti e contenuti provenienti da clienti, colleghi, archivi condivisi e servizi cloud. Il rischio cresce quando non controlli l’origine dei file o quando una workstation creativa riceve materiale da molte persone.
Devi preoccuparti se non risultano attacchi attivi?
Adobe specifica che al momento della pubblicazione non è a conoscenza di exploit in uso reale per le vulnerabilità corrette. È una differenza importante rispetto a una zero-day già sfruttata, perché non c’è evidenza pubblica di una campagna attiva basata su queste falle.
La scelta più razionale resta aggiornare. Una vulnerabilità pubblicata e corretta diventa infatti molto più facile da identificare anche per chi analizza le differenze tra vecchie e nuove versioni. La finestra utile è quella tra la disponibilità della patch e la sua installazione sui dispositivi.
Come aggiornare Photoshop alla versione sicura
Adobe raccomanda di utilizzare il meccanismo di aggiornamento dell’app Creative Cloud desktop. Non serve cercare installer modificati, patch manuali o pacchetti ospitati su siti di terze parti. Apri Creative Cloud, controlla gli aggiornamenti disponibili per Photoshop e verifica il numero di versione dopo l’installazione.
- Apri Creative Cloud desktop sul computer.
- Vai alla sezione dedicata agli aggiornamenti delle applicazioni.
- Aggiorna Photoshop alla 27.7 se usi il ramo 2026, oppure alla 26.11.7 se mantieni il ramo 2025.
- Riavvia Photoshop e controlla il numero della versione prima di considerare concluso l’intervento.

Negli ambienti aziendali gestiti centralmente, Adobe indica anche la possibilità di distribuire le applicazioni Creative Cloud tramite Admin Console. In questo scenario la priorità è verificare che le workstation non siano rimaste su una build precedente a causa di policy, pacchetti congelati o aggiornamenti differiti.
Photoshop 27.7 non compare in Creative Cloud: cosa controllare
Se l’aggiornamento non appare, evita di compensare scaricando file da fonti non ufficiali. Prima controlla che Creative Cloud sia connesso, che l’applicazione desktop sia aggiornata e che non esistano policy aziendali che bloccano una nuova versione. Su un computer gestito dal reparto IT, l’assenza della patch può essere una scelta di distribuzione e non un errore di Photoshop.
Se devi lavorare temporaneamente senza Photoshop su una macchina che non puoi aggiornare, puoi valutare un editor alternativo per attività non sensibili. Abbiamo spiegato come modificare foto e PSD con Photopea dal browser e raccolto anche alcune alternative gratuite a Photoshop. Non è una sostituzione automatica per un flusso professionale, ma può evitare di restare bloccati mentre la workstation viene aggiornata.
Perché “priorità 3” non significa che la falla è poco importante
Nel bollettino Adobe compare una priorità 3, mentre le vulnerabilità sono indicate come critiche. Le due informazioni descrivono aspetti diversi: la severità esprime l’impatto tecnico di una falla, mentre la priorità del bollettino aiuta a contestualizzare la distribuzione dell’aggiornamento.
Per l’utente finale il punto operativo resta semplice: se la tua versione rientra tra quelle coinvolte, aggiorna alla build corretta. Il fatto che Adobe non segnali exploit attivi riduce l’urgenza rispetto a un attacco già in corso, ma non elimina il vantaggio di chiudere una superficie d’attacco conosciuta.
Photoshop 27.7 va installato subito?
Sì, se usi Photoshop 2026 27.6 o precedente, oppure Photoshop 2025 26.11.6 o precedente. La patch corregge vulnerabilità critiche e Adobe fornisce già versioni aggiornate per Windows e macOS. Non risultano exploit osservati in attacchi reali al momento del bollettino, quindi non serve allarmismo, ma rimandare senza motivo lascia il computer esposto a problemi già documentati e risolti.
La verifica più utile richiede meno di un minuto: controlla la versione, aggiorna tramite Creative Cloud e ricontrolla il numero della build. Se leggi 27.7 sul ramo 2026 o 26.11.7 sul ramo 2025, hai installato la correzione indicata da Adobe.