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Parabilis rende i CubeSat più agili, ma ora serve la prova in orbita

Il motore ibrido DOTS promette manovre rapide per i piccoli satelliti, dall’evasione dei detriti alle missioni militari.

Redazione 3 minuti fa 6
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Parabilis Space Technologies ha completato i test a caldo di DOTS, un sistema di propulsione ibrida progettato per dare ai CubeSat una capacità di manovra oggi spesso assente. Il modulo, sviluppato con il supporto della U.S. Space Force, dovrà ora affrontare una dimostrazione in orbita prima di poter essere considerato pronto per missioni operative.

Contenuti di questo articolo
Come DOTS può rendere più manovrabili i CubeSatPiù spinta per evitare detriti e cambiare missioneIl test a caldo non basta: manca la dimostrazione nello spazio

DOTS significa Dense Orbital Transfer System ed è un’unità in formato 2U, con dimensioni dichiarate di circa 20 per 10 per 10 centimetri. In pratica occupa uno spazio paragonabile a quello di un piccolo tostapane, ma integra motore, propellenti e componenti necessari a spostare un satellite dopo il lancio.

Il test è importante perché molti piccoli satelliti vengono inseriti in orbita con una traiettoria quasi definitiva. Senza un sistema propulsivo adeguato non possono evitare rapidamente un detrito, cambiare quota, mantenere una formazione o raggiungere una nuova area di osservazione.

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Come DOTS può rendere più manovrabili i CubeSat

Parabilis rende i cubesat più agili, ma ora serve la prova in orbita

DOTS combina combustibile solido e ossidante liquido per offrire più spinta di molti propulsori compatti, mantenendo dimensioni compatibili con i CubeSat. Il sistema è pensato per eseguire manovre rapide, correggere l’orbita e reagire a detriti o nuove esigenze operative senza attendere lunghi tempi di preparazione.

Il motore utilizza un’architettura ibrida. Il combustibile rimane allo stato solido, mentre l’ossidante liquido viene introdotto nella camera di combustione quando serve. Questa soluzione cerca di unire la semplicità di stoccaggio dei propellenti solidi con un livello di controllo più vicino ai sistemi liquidi.

Parabilis indica l’impiego di un componente combustibile in materiale plastico e di perossido di idrogeno ad alta concentrazione come ossidante. L’azienda presenta la configurazione come più semplice da gestire rispetto ad alcuni propellenti tradizionali, ma prestazioni, sicurezza e durata dovranno essere confermate nelle condizioni reali dello spazio.

Un’altra caratteristica è il cosiddetto avvio a freddo. DOTS non richiederebbe una lunga fase di riscaldamento prima dell’accensione, consentendo agli operatori di reagire più rapidamente quando cambia la situazione in orbita.

Più spinta per evitare detriti e cambiare missione

La capacità di manovra sta diventando sempre più importante con l’aumento dei satelliti e dei frammenti presenti intorno alla Terra. Un piccolo veicolo dotato di propulsione può correggere la propria traiettoria, riducendo il rischio di collisione e prolungando la durata della missione.

La U.S. Space Force considera la mobilità anche una capacità militare. Un satellite agile può spostarsi per osservare una nuova regione, avvicinarsi a un altro veicolo, mantenere una formazione o allontanarsi da una possibile minaccia.

DOTS è stato progettato anche per missioni in orbita terrestre molto bassa. In queste regioni l’atmosfera residua crea maggiore resistenza e rallenta gradualmente i satelliti, ma la minore distanza dalla superficie può migliorare la risoluzione delle immagini e la qualità di alcuni collegamenti.

Un propulsore può compensare parte della perdita di quota causata dall’attrito atmosferico. Senza correzioni periodiche, un CubeSat in orbita molto bassa può rientrare prima del previsto, riducendo il tempo disponibile per osservazioni e comunicazioni.

Parabilis dichiara che DOTS può portare un CubeSat 6U a variazioni di velocità complessive nell’ordine delle centinaia di metri al secondo. L’azienda sostiene inoltre che parte di questa accelerazione possa essere ottenuta nell’arco di pochi minuti, un risultato molto più rapido rispetto ai sistemi a bassa spinta.

Il test a caldo non basta: manca la dimostrazione nello spazio

Il collaudo a caldo rappresenta una fase decisiva perché comporta l’accensione reale del motore su un banco prova. Permette di misurare spinta, stabilità della combustione, temperature, pressioni e comportamento dei componenti prima dell’integrazione su un satellite.

Il comunicato dello Space Systems Command afferma che il prototipo ha completato la campagna necessaria a valutarne le prestazioni prima dell’inserimento su una piattaforma orbitale. Il test era stato effettuato nel dicembre 2025 in una località statunitense non specificata.

La scheda tecnica pubblicata da Parabilis indica che il prototipo ha raggiunto o superato gli obiettivi del programma. Si tratta però di dati comunicati dal produttore e non ancora confermati attraverso una missione indipendente in orbita.

Nello spazio il sistema dovrà affrontare vuoto, radiazioni, forti variazioni termiche e lunghi periodi di inattività. Dovrà inoltre dimostrare di potersi accendere nel momento previsto senza compromettere il satellite, i sensori o gli altri carichi installati.

La dimostrazione orbitale sarà quindi il vero passaggio decisivo. Parabilis ha riferito di aver ricevuto interesse da partner governativi e industriali e ritiene di poter preparare il volo entro meno di un anno dalla scelta definitiva del partner.

Se il collaudo nello spazio confermerà le prestazioni osservate a terra, DOTS potrebbe ampliare il ruolo dei CubeSat oltre le missioni brevi e quasi statiche. I piccoli satelliti diventerebbero piattaforme capaci di modificare l’orbita, proteggersi e ricevere nuovi compiti anche dopo il lancio.

Resta da capire quanto spazio, massa e costo il sistema sottrarrà agli strumenti scientifici o militari. Per i CubeSat ogni centimetro è prezioso: il successo di DOTS dipenderà non soltanto dalla spinta prodotta, ma dal vantaggio operativo ottenuto rispetto alle risorse consumate.

TAGGED:satelliti militaripropulsione spazialeParabilis DOTSCubeSatSpace Force
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