Netflix: secondo semestre del 2019 in calo

L’ultimo trimestre di Netflix è stato molto al di sotto delle aspettative; nonostante una crescita complessiva in tutto il mondo, per quanto al di sotto delle aspettative, per la prima volta negli ultimi 8 anni il colosso dell’entertaining ha perso un elevato numero di abbonati

Netflix
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Complessivamente i numeri non sono particolarmente disastrosi, tuttavia è una battuta d’arresto significativa per Netflix, che finora è sempre stata una macchina da guerra; sui 5 milioni di abbonamenti inseriti nelle previsioni di bilancio i nuovi abbonati sono stati “soltanto” 2,7 milioni, mentre negli Stati Uniti mercato di riferimento ci sono stati complessivamente 126.000 abbonamenti disdetti. L’Amministratore Delegato di Netflix, Reed Hastings ha imputato questa débâcle all’aumento delle tariffe dei piani proposti e la netta diminuzione negli ultimi mesi di contenuti originali, importanti per attrarre l’utenza indecisa tra le varie piattaforme streaming. Le cose dovrebbero comunque migliorare entro la fine dell’anno, almeno per quanto riguarda gli originali Netflix, dal momento che sono in arrivo le nuove stagioni di The Crown, La Casa di Carta e nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno dovrebbe debuttare l’attesissima serie di The Witcher. Gli scenari futuri tuttavia non sono del tutto favorevoli a Netflix, che al momento in Italia detiene ancora il monopolio degli abbonati, dato l’arrivo di importanti competitor tra cui Apple con la tua TV+ Disney+ che promettono di rosicchiare fette di mercato importanti nel prossimo futuro

Apple, Disney, WarnerMedia e NBC Universal affilano le armi per la “guerra dello streaming”

L’arrivo di nuovi concorrenti sarà anche una delle cause per cui Netflix perderà la licenza per lo streaming di molti contenuti non originali nei prossimi anni. I film e le serie Disney (che, ricordiamo, è proprietaria di altri franchise multimiliardari come Marvel e Star Wars) si troveranno solo su Disney+, per esempio. Negli USA, è anche terminato il contratto di licenza per la trasmissione di Friends e The Office, due show di enorme successo. Ma Hastings dice che non è un grosso problema: “basandoci su quanto abbiamo osservato in occasioni analoghe in passato, i nostri abbonati semplicemente si mettono a guardare altri nostri contenuti di grande qualità”. Tra l’altro, se Netflix non deve pagare le royalty ha più budget per le produzioni originali. Netflix si ritiene in un’ottima posizione per l’imminente guerra dello streaming: ha iniziato a fare investimenti massicci nelle produzioni originali già anni fa, e quindi ha un grosso vantaggio. Hastings è famoso per aver fatto uscite piuttosto interessanti alla domanda “chi è il vero concorrente di Netflix?” in passato: tra le risposte più curiose meritano menzione “il sonno” e “Fortnite”. E ora Hastings pensa a YouTube. Commentando i dati Hastings ha dichiarato: “Di tanto in tanto ci chiediamo, possiamo diventare grandi quanto YouTube?. YouTube è all’incirca sette volte più grande rispetto a noi, in termini di ore di visualizzazione, ed è un servizio fenomenale. Ovviamente è gratis. La domanda vera domanda è quindi, siamo in grado di produrre abbastanza contenuti per cui le persone pagherebbero?” L’AD di Netflix non è particolarmente preoccupato, del resto altre piattaforme guardano a Netflix come un modello da seguire e sono più piccole del colosso americano, tuttavia la borsa ha reagito negativamentealle ultime notizie, con l’andamento del titolo in perdita del 10%.

Anche un colosso come Netflix deve scontrarsi con la concorrenza, tu cosa ne pensi? Gli altri servizi di streaming daranno filo da torcere o la quota di mercato di Netflix è ormai consolidata? Parliamone nei commenti.

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