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NASA vuole costruire case di funghi sulla Luna: abitazioni spaziali fatte di micelio

La NASA esplora la possibilità di costruire abitazioni su Luna e Marte utilizzando funghi. Scopri come la "mycotecture" potrebbe rivoluzionare le colonie spaziali.

2 min di lettura
Pianeta funghi

La NASA sta esplorando la possibilità di costruire abitazioni future per le colonie spaziali usando funghi. Sì, hai letto bene: le strutture abitative potrebbero essere coltivate grazie a loro sulla superficie lunare, e in futuro su Marte. Questo progetto futuristico, chiamato “mycotecture”, ha recentemente ricevuto un finanziamento di 2 milioni di dollari per ulteriori studi presso il NASA’s Ames Research Center.

Perché funghi e non cemento?

L’invio di materiali da costruzione tradizionali nello spazio è estremamente costoso. Secondo l’architetto di Cleveland Chris Maurer, che collabora con la NASA, sarebbe molto più economico inviare spore fungine e mescolarle con materiali locali, come l’acqua e il regolite lunare, per creare dei veri e propri mattoni. Oltre al risparmio, i mattoni di funghi offrono una serie di vantaggi: sono leggeri, facili da trasportare e in grado di proteggere dalle radiazioni spaziali e dalle temperature estreme.

Pianeta funghi

Come funzionerà?

Il piano è semplice, almeno in teoria: un pacchetto speciale verrebbe inviato sulla superficie lunare, contenente spore di funghi, acqua e alghe. Una volta atterrato, l’interno del pacchetto si gonfierebbe, consentendo di crescere e formare una struttura esterna che, una volta indurita, diventerebbe una vera e propria abitazione. Questi “mattoni fungini” possono crescere rapidamente, in uno o due mesi, offrendo una soluzione abitativa efficiente e sostenibile.

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Sfide e sperimentazioni

Sebbene i primi esperimenti sulla Terra abbiano avuto successo, ci sono ancora alcune incognite riguardo alla coltivazione di funghi nello spazio. Lynn Rothschild, scienziata senior della NASA Ames che guida il progetto, ha dichiarato che ci sono dei rischi tecnologici da affrontare: “La struttura sarà abbastanza resistente? Fornirà davvero l’isolamento che pensiamo? Crescerà bene nello spazio?”

Per rispondere a queste domande, la NASA prevede di testare un modello di queste strutture fungine nello spazio come parte del lancio della stazione spaziale commerciale Starlab nel 2028.

Un futuro abitato dai funghi?

Se tutto andrà come previsto, le future colonie su Luna e Marte potrebbero crescere come funghi dopo una giornata di pioggia. Immagina case sostenibili, leggere e resistenti, create direttamente sul posto con materiali organici.

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