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Mary Anning: la principessa della paleontologia

Mary Anning è stata la prima donna paleontologa che nonostante le sue umili origini e una società ostile all'emancipazione femminile è riuscita da autodidatta a conquistare la stima della comunità scientifica del suo tempo e a portare nel nostro, scoperte importanti che ancora oggi fanno da supporto alla paleontologia contemporanea

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A dare i natali a Mary Anning è l’Inghilterra della prima rivoluzione industriale, che muove i primi passi verso l’epoca moderna, dal punto di vista economico e tecnologico. Mari Anning proviene da una famiglia indigente e di dissidenti religiosi, ed è proprio la sua condizione sociale che fa la differenza con le sue coetanee dell’alta società.

Mary Anning

Le donne operaie entrano a lavorare nelle fabbriche, ma con un ruolo subordinato che si concretizza in un salario minore rispetto ad un collega maschio, a parità di ore lavorative svolte. Come se non bastasse, non vengono tutelate durante le gravidanze, e pur di non perdere la paga, devono riprendere il lavoro subito dopo aver partorito.

Le donne invece appartenenti a classi ambienti, come scopo hanno un matrimonio vantaggioso, e tutto è volto affinché questo progetto si perfezioni: l’educazione è rigida, poiché la promessa sposa sia una donna virtuosa, l’istruzione riguarda la cultura generale ma senza esagerare, per evitare che alle giovani menti femminili vengano troppi grilli per la testa e non siano distolte dall’obiettivo del matrimonio.

La cultura è dunque un mezzo per intrattenere il marito ed apparire gradevole e opportuna in società, e non per arricchirsi culturalmente ed aprire la mente. Questo perché è impensabile che una donna abbia un ruolo decisionale o partecipi alla vita pubblica del Paese, magari col voto.

Sono solo però gli ultimi strascichi di un mondo che sta per finire, un “piccolo mondo antico” che si sta consumando e che cederà il passo, alle suffragette, alle donne medico, avviatore, ingegnere e con Mary Anning, le donne paleontologo.

Mary Anning: una passione più forte della condizione femminile del tempo e della povertà

Le umili origini di Mary non fanno certo presagire che sarà la prima donna paleontologo a lasciare un segno indelebile nella storia, e niente potrà fermarla neanche un fulmine che la colpirà mentre è in braccio ad una sua vicina: sarà l’unica sopravvissuta alla disgrazia, perché c’è altro che la attende. Mary Anning vive fra le scogliere del Dorset e del Devon, ricche di fossili del Giurassico di cui nessuno conosce il reale valore e che vengono rivenduti come souvenir o come oscuri rimedi per particolari malattie. Il padre stesso, che di mestiere fa l’ebanista, ne fa commercio e le insegna a riconoscerli: è il primo involontario passo verso una carriera che non passerà inosservata.

Mary Anning

Ad 11 anni perde il padre e insieme alla madre e alla famiglia prende le redini dell’attività commerciale paterna. Il fratello Joseph scopre il primo cranio di Ichtyosaurus, un rettile marino, toccherà però a Mary Anning rinvenire  gran parte del rimanente scheletro, e nonostante non abbia esempi per ricomporlo, riesce a ricostruirne le fattezze tanto da essere ribattezzata dall’esploratore tedesco Ludwig Deichart  “la principessa della paleontologia”. Il suo nome inizia a circolare tra le bocche dei suoi paraggi ma purtroppo la situazione finanziaria continua ad essere drammatica. Sarà il tenente colonnello Thomas James Birch a mettere all’asta fra gli appassionati europei i fossili recuperati da Mary Anning alla quale donerà proventi: ben quattrocento sterline.

Le scoperte continuano ininterrottamente e nel 1823 Mary scopre il primo plesiosauro. La comunità scientifica non riesce a rimanere indifferente e la notizia rimbalza tra le gazzette. A provare a contrastare la fama di Mary ci pensa Georges Cuvier, asserendo che si tratta di un falso poiché provvisto di troppe vertebre: sarà un disegno dettagliato a restituire le giuste competenze alla Anning e a fare ammettere all’esperto di essersi sbagliato.

È la consacrazione :”Meraviglioso esempio del favore divino, quella povera ragazza ignorante… grazie alle sue letture e alla sua diligenza, è arrivata a un grado di conoscenza tale da potersi intrattenere con professori ed altre persone competenti, e tutti riconoscono che ne capisce più di scienza di chiunque altro nel regno”, scrive Lady Harriett Silvester nel 1824.

Ci vuole coraggio a definire ignorante una giovane donna che con le sole sue forze, senza sostegno economico e senza amici blasonati, riesce a costruire una brillante carriera dal nulla e che studia anatomia da autodidatta, ma il tempo è galantuomo e lascia certi giudizi a chi non ne ha saputo fare di migliori. A 27 anni acquista un immobile che utilizzerà sia come casa personale che come deposito: nasce così l’Anning’s Fossil Depot, che gestirà con Elizabeth Philpot, sua amica e collaboratrice. In breve tempo, il deposito diventa celebre e frequentato da appassionati ed esperti: il geologo Charles Lyell, l’amico e protettore del giovane Charles Darwin; Roderick Muchinson e la moglie.

Arriva il1829, un altro anno fortunato nrl quale rinviene il rettile volante che Buckland chiama Pterodactylus macronyx (oggi Dimorphodon macronyx) e che promuove come veritiera l’ipotesi di Cuvier: c’era stata davvero un’era in cui i rettili dominavano terre, mari e cieli.Da questa scoperta Mary Anning guadagna duecentodieci sterline che dovrebbero permetterle di vivere una vita agiata ma purtroppo nel 1835 perde tutti i risparmi in un investimento sbagliato. Sarà grazie alla British Society for the Advancement of Science, che potrà ottenere una pensione dal governo, per “contributi eccezionali alla scienza”.

Nonostante però la formula della pensione reciti  per “contributi eccezionali alla scienza” e tutta la comunità scientifica non possa negare il grande lavoro della Anning, per i suoi colleghi rimarrà sempre una donna, ed anche una donna che proviene da una classe sociale umile, e nonostante i suoi studi vengano sfruttati dagli altri scienziati, non viene accettata in visita alla Geological Society di Londra.

Morirà a 47 anni a causa di un carcinoma mammario. De la Bèche, presidente della Geological Society, ne pronuncia l’elogio funebre davanti all’assemblea, come se lei ne avesse fatto parte. Un riconoscimento post mortem che non potrà mai ripagare l’amarezza provata in vita per essere stata discriminata per la “colpa” di essere nata donna e di essere nata povera.

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