Malattie autoimmuni: l’infiammazione si può spegnere

il team di studio multidisciplinare dell'Hudson Institute of Medical Research, del Monash University Biomedicine Discovery Institute (BDI) e del Dipartimento di pediatria della Monash University ha sviluppato una nuova ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Cell Chemical Biology, utile a progettare una nuova strategia farmacologica che mantenga una xerta potenza antinfiammatoria, sia altamente stabile e abbia un'eccellente funzione terapeutica

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Le malattie autoimmuni come la malattia di Addison, la celiachia, la dermatomiosite, il morbo di Graves, la tiroidite di Hashimoto, la miastenia gravis, la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, la sindrome di Sjogren, il lupus eritematoso sistemico e il diabete di tipo1 e infine la fibromialgia che un recente studio coordinato dal prof. Claudio Lunardi, del Dipartimento di Medicina dell’Università di Verona, e dal prof. Antonio Puccetti, del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Genova, ha rilevato l’esistenza di una componente autoimmune, hanno alla base una condizione infiammatoria.

Malattie autoimmuni
3D render of a medical background with DNA strands

In una collaborazione a lungo termine tra ricercatori e industria farmaceutica, è stato compiuto un significativo primo passo nella creazione di una nuova generazione di farmaci per le malattie autoimmuni utilizzando una delle molecole di spegnimento antinfiammatorio del nostro corpo.

I risultati della collaborazione di ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cell Chemical Biology.

Malattie autoimmuni: un passo avanti nella ricerca di terapie farmacologiche efficaci

Il sistema immunitario produce molte molecole antinfiammatorie molto potenti, ma sono spesso fragili, di breve durata e prive di proprietà simili ai farmaci. L’interleuchina-37 è una di queste molecole prodotte dall’organismo per spegnere l’infiammazione.

Malattie autoimmuni

Insieme al partner F. Hoffmann-La Roche (Roche), il team di ricerca multidisciplinare dell’Hudson Institute of Medical Research, del Monash University Biomedicine Discovery Institute (BDI) e del Dipartimento di pediatria della Monash University ha sfruttato la loro piattaforma Fc-fusion per progettare la prossima generazione di Interleuchina-37, una molecola che mantenga la potenza antinfiammatoria, sia altamente stabile e abbia un’eccellente funzione terapeutica.

La professoressa associata Claudia Nold presso l’Hudson Institute of Medical Research, uno dei principali scienziati, afferma che: “Lavorando nel campo dell’infiammazione, siamo stati lieti di collaborare con Roche, un pioniere svizzero della sanità dal 1896. La nostra collaborazione tra mondo accademico, medici e partner industriali come Roche ci hanno permesso di sfruttare la nostra esperienza combinata e risolvere questioni biomediche per fare un passo avanti nello sviluppo di farmaci innovativi per i pazienti affetti da malattie autoimmuni infiammatorie”.

Un po’ di infiammazione può talvolta essere un buon segno e spesso è il sistema immunitario del corpo che sta svolgendo il suo lavoro. Tuttavia, quando l’infiammazione persiste o il sistema immunitario inizia ad attaccare le cellule del corpo, questo può portare ad una grave patologia. Questa ricerca mira a creare una nuova generazione di farmaci per le malattie autoimmuni.

Un altro degli autori principali dello studio, il dottor Andrew Ellisdon del Monash BDI, afferma che molte malattie umane, comprese le condizioni autoimmuni come l’artrite, il lupus o le malattie infiammatorie intestinali, sono caratterizzate da un’eccessiva infiammazione. Ellisdon afferma che c’è stata una lacuna nella produzione di nuove generazioni di potenti terapie antinfiammatorie per queste condizioni antinfiammatorie.

Malattie autoimmuni

Gli ultimi cinque anni sono stati una straordinaria opportunità per collaborare e imparare da Roche, leader mondiale nell’ingegneria e nello sviluppo di farmaci biologici. Grazie ai dati di questo studio, ora sappiamo come realizzare versioni più stabili e simili a quelle mediche gli interruttori anti-infiammatori del corpo”, ha dichiarato lo specialista.

Questo studio costruisce una solida piattaforma per testare varianti di fusione Fc basate su IL-37 in una gamma di modelli preclinici di malattie autoimmuni e infiammatorie. Prevediamo che molti dei passaggi intrapresi in questa piattaforma di ingegneria Fc saranno ampiamente applicabili ad altri biologici difficili e instabili“, ha continuato Ellisdon.

Il professor Marcel Nold, professore di immunologia pediatrica presso la Monash University e consulente in pediatra neonatale presso il Monash Children’s Hospital, ha affermato: “L’obiettivo finale di uno scienziato clinico è far parte della ricerca che può essere tradotta in futuri trattamenti per i pazienti”.

Malattie autoimmuni

Le malattie autoimmuni sono una condizione in cui il sistema immunitario attacca erroneamente il suo stesso corpo. Il sistema immunitario normalmente protegge da agenti patogeni come batteri e virus. Quando rileva questi invasori stranieri, invia un esercito di cellule combattenti per attaccarli. Normalmente, il sistema immunitario può distinguere tra cellule estranee e cellule proprie.

In una malattia autoimmune, il sistema immunitario “decodifica” una parte del corpo, come le articolazioni o la pelle, come estranea. Rilascia proteine ​​chiamate autoanticorpi che attaccano le cellule sane. Alcune malattie autoimmuni colpiscono un solo organo. Il diabete di tipo 1 per esempio danneggia il pancreas. Altre malattie, come il lupus eritematoso sistemico (LES), colpiscono tutto il corpo.

Ad oggi, la comunità scientifica non sa esattamente cosa causa l’accensione irregolare del sistema immunitario. Tuttavia, alcune persone hanno maggiori probabilità di contrarre una malattia autoimmune rispetto ad altre. Secondo uno studio del 2014 , le donne contraggono malattie autoimmuni a un tasso di circa 2 a 1 rispetto agli uomini: il 6,4 percento delle donne contro il 2,7 percento degli uomini. Spesso la malattia inizia durante l’età fertile di una donna (dai 15 ai 44 anni).

Alcune malattie autoimmuni sono più comuni in alcuni gruppi etnici. Ad esempio, il lupus colpisce più persone afroamericane e ispaniche rispetto ai caucasici. Altre malattie autoimmuni, come la sclerosi multipla e il lupus, sono familiari. Non tutti i membri della famiglia avranno necessariamente la stessa malattia, ma erediteranno una predisposizione a una condizione autoimmune.

Malattie autoimmuni

Poiché l’incidenza delle malattie autoimmuni è in aumento, i ricercatori sospettano che possano essere coinvolti anche fattori ambientali come infezioni ed esposizione a sostanze chimiche o solventi.

Una ” dieta occidentale ” è un altro sospetto fattore di rischio per lo sviluppo di una malattia autoimmune. Si pensa che mangiare cibi ricchi di grassi, zuccheri e altamente trasformati sia collegato all’infiammazione, che potrebbe innescare una risposta immunitaria. Tuttavia, questo non è stato dimostrato.

Cosa ne pensi di questo importante passo avanti? Se il farmaco basato sull’ Interleuchina-37 fosse già fruibile, daresti la tua disponibilità per testarlo? Parlacene nei commenti.

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Edda Bellei

Certamente una buona soluzione io sono disponibile e affetta da fibromialgia

Claudio
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Si

Simone

Certamente, sono per le cure mediche, naturalmente un approccio di ritorno a una vita più sana sarebbe utile, una genetica predisposta, una esposizione ad allergeni, inquinanti, cibi elaborati, rendere necessario un tasto OFF riguardo a infiammazioni onde aiutare il corpo a recuperare l’equilibrio per tempo.

Velia

Sì, sono affetta da Sjogren

Clemente
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Buono

Vincenzo

si darei disponibilità all utilizzo di detti farmaci, visto che sono affetto da spondiloartrite sieronegativa

ingrid.giuli@inwind.it

Si, Se il farmaco basato sull’ Interleuchina-37 fosse già fruibile, darei la mia disponibilità per testarlo.

Pallavicino Francesca

Si lo proverei

Carla D Ambrosio

Sono affetta da malattia autoimmune quindi mi piacerebbe che la ricerca facesse passi avanti per debellare queste patologie

Francesca Lamon
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Soffro di spondilite anchilosante daanni, ho una discopatia degenerativa, e ora ancge, artrosi al polso. Se c’è qualcosa che può darmi sollievo. Vorrei provarlo…

Patrizia

Si lo farei

Angelarosa Mangiacapra

Si fibromialgia e hashimoto

Ndeye Sina pouye

Certo non vedo l’ora di provarlo, adesso che sto scrivendo, gli piedi e mani mi fanno molto male a causa de l artrite, speriamo che sarà disponibile presto

Ami

Sicuramente darei la mia disponibilità per testarlo

Cristina

Si visto che ho fibromialgia celiachia e polimialgia degenerativa

Lucia

Si magari! soffro di artrite reumatoide e sto male veramente

Licia

Disponibile a un nuovo farmaco che mi faccia stare meglio

Enrico Scognamiglio

Ho 46 anni, sono affetto da artrite reumatoide da più di 15 anni, in trattamento prima con farmaci convenzionali, poi, dal oltre 10 anno, con farmaco biologico. Sarei disponibile a sottopormi a questa nuova cura

Isa

Si, sarei disponibile a testarlo ho il les

Garofano Maria
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Si io lo farei… Perché in tanti anni di sofferenza son stanca.

Paola

Sono affetta da arrite reumatoide sieropositiva da parecchi anni e già curata all’esordio della malattia con un protocollo di cura sperimentale che prevedeva l’associazione di più farmacia tra cui un biologico per “spegnere” l’ interruttore che generava l’infiammazone. Devo dire che è andata bene e sono in cura di mantenimento con il solo mtx. Sarei comunque sempre disponibile a sperimentare nuove cure che servano a farci stare sempre meglio

Lara

Disponibile a fare da cavia. 30 anni di fibromialgia, sono distrutta

Shpresa Minina

Sofro di tiroide di Hashimoto, artrosi diffusa su tutto il corpo e fibromialgia . Sarebbe una scoperta fantastica che mi fa sperare e vedere il futuro meno nero.

Tiziana Verna
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Un passo importantissimo. Sono affetta da artrite reumatoide e sarei disponibile a testare il nuovo farmaco

Daniela galeone

Si

Roberta

Io soffro di Sindrome di Sjogren

CristinaPasqualini

Buongiorno che meravigliosa notizia , la speranza che ci siano dei farmaci che possano dare sollievo a chi soffre da anni , ogni giorno colpito da dolori alle ginocchia , alle spalle , ai polsi , alle dita , alla schiena ,alle anche , da emicranie lancinanti, dolori cronici all’intestino, sbalzi di temperatura continui ecc.
Certo che sono disponibile a provarlo , con immensa gratitudine

Luca

Mai testato gli anticorpi per celiachia?

Barbu sorina

Certo!Mio figlio affetto da lupus (14ann età)e anche suo padre (anche sclerodermia) ❤

Francesca

Io si

Dan

assolutamente si, affetto da 16 anni di sm l’unico farmaco che mi aiuta è il cortisone

Dan

assolutamente si soffro di sm da 16 anni

Dan
Voto iCrewers :
     

assolutamente si

Pandolfo Lucia

Si immediatamente

Pandolfo Lucia
Voto iCrewers :
     

Si lo proverei da subito sono affetta da artrite psoriasica fibromialgia morbo di raynaud e sindrome del colon irritabile

Elisabetta C.

Si,ok.Ely

Caterina

Credo proprio che accetterei. Sono fibromialgica e vivo male da 11 anni..

Nadia rosdini

State facendo una sperimentazione? Sindrome di sjogren

Andrea Perani

Soffro di SM secondariamente progressiva. Progressione causata da un costante stato infiammatorio del sistema nervoso. Se si riuscisse a bloccare l’infiammazione si ridurrebbe la progressione e quindi l’avanzamento della disabilità. Sono pronto a fare da test

Miro

Si domani…. Dove devo andare

Lorella

Io artiste reumatoide deformante più lupus. Se ci fosse una buona soluzione sarei disponibile sicuramente. È 35 anni che ne soffro.

Francesca Sorrentino

Probabilmente sì…. Sono affetta da lupus

Isabella Cazzulani

Si

Cinzia Magra

Si vorrei provarlo. Sono stufa di avere sempre male!!!!

Cinzia Magra

Io soffro di fibromialgia, artrite psoriasica, sindrome di sjogren. Vorrei veramente provare qualcosa che mi tolga il male

Enzo

Si sarei disposto

Carla

Si anche io fibromialgica ci sto a provare il farmaco

Angelo G.

Sarei disposto a provarlo. Soffro di artrite reumatoide.

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