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L’MRO della NASA completa 60.000 orbite attorno a Marte

In orbita attorno al pianeta rosso dal 2006, invia dati fondamentali per la ricerca spaziale

sonda MRO
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Il veicolo spaziale MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) della NASA ha raggiunto oggi una pietra miliare nel campo dell’esplorazione, completando 60.000 orbite attorno al pianeta rosso. In media, il MRO impiega 112 minuti per eseguire un’orbita alla velocità di circa 3,4 Km al secondo. Dall’inizio della sua attività, il 10 marzo 2006, il veicolo spaziale ha raccolto dati inerenti la superficie e l’atmosfera del pianeta, comprese fotografie in alta definizione per esperimenti scientifici con sistema HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment) abbastanza potente da vedere un tavolo da cucina posto sul suolo del pianeta alla distanza di 300 km. Inoltre MRO osserva e registra le variazioni climatiche ed esamina costantemente la superficie di Marte alla ricerca del ghiaccio nel sottosuolo, fornendo dati che possono influenzare i progetti che porteranno gli esseri umani su Marte. MRO serve anche come ponte per i dati che vengono trasmessi dai veicoli della NASA presenti sul pianeta, entro pochi giorni avrà trasmesso 1 terabite di dati, in gran parte provenienti dal rover Curiosity della NASA. “MRO ha offerto agli scienziati e al pubblico una nuova prospettiva su Marte“, ha detto il Project Manager Dan Johnston del Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California, che guida la missione. La prospettiva aerea della MRO trasmette immagini sulle stagioni che cambiano, si possono vedere valanghe e nuvole. HiRISE ha scoperto l’anidride carbonica che sublima il ghiaccio, le dune di sabbia che si modificano e i meteoriti che rimodellano il paesaggio. Con lo strumento Mars Climate Sounder e la sua fotocamera Mars Color Imager, MRO può anche studiare eventi atmosferici come la massiccia tempesta di sabbia globale che si è rivelata fatale per il rover Opportunity della NASA nel 2018. MRO è uno dei veicoli spaziali che inviano dati da Marte alla Terra. Allo stesso modo in cui MRO è il ponte principale di Curiosity, Odyssey (il satellite più longevo della NASA) è il ponte principale di InSight, ultimo veicolo arrivato sul pianeta rosso. Un altro, Mars Atmosphere and Volatile Evolution (MAVEN) ha recentemente iniziato a cambiare la sua orbita in preparazione del prossimo arrivo di Mars 2020. MRO e gli altri satelliti registrano anche i dati relativi ad ogni atterraggio, sempre più critico in quanto aumenta il peso dei veicoli, come Mars 2020. Gli ingegneri usano questi dati per progettare missioni più sicure, nell’ottica di inviare astronauti verso Marte. Per ora il progetto più ravvicinato è di portare l’uomo sulla Luna entro il 2024, Marte può attendere.

Lo spazio è il nostro futuro e sonde come queste sono indispensabili a capirne meglio i segreti. Cosa ne pensi?

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